Basket, Coppa Italia: Milano e Sassari si ritrovano in finale dopo due anni

L'Olimpia vince la battaglia con la Grissin Bon con i canestri di Cinciarini e Macvan nel finale; Sassari si guadagna il pass contro una commovente Brescia.

Andrea Cinciarini protagonista del successo dell'Olimpia

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Grissin Bon Reggio Emilia – EA7 Emporio Armani Milano 84-87

Il destino parla chiaro: Macvan è l'uomo chiave di Milano in questa Coppa italia. Suo il canestro da 3 punti che decide la semifinale tra EA7 e Grissin Bon, dopo il contestato tap-in allo scadere che ha dato all'Olimpia il successo su Brindisi nei quarti. Ma, a dirla tutta, anche il canestro di Cinciarini qualche secondo prima ha più che un significato, perché arrivato sul +1 Milano a poco più di un minuto dal termine e perché l'attuale capitano dell'Olimpia è il simbolo di quella Reggio Emilia arrivata a un passo dallo Scudetto due stagioni fa.

In una sfida tutta biancorossa, la super favorita (Milano) gioca male il primo quarto e va giustamente sotto dopo i primi 10' (26-18). La scossa per gli “ospiti” - netta è la predominanza dei supporter reggiani - arriva da Pascolo, che prima arma la mano da 3 punti e poi conduce un contropiede da guardia trovando il fallo (segnando i 2 liberi) dopo un recupero in difesa (-1). L'intensità di Reggio Emilia però fa la differenza nel primo tempo: liberi e tripla di Williams (ultimo arrivato nella famiglia reggiana), sommati a un indiavolato De Nicolao, danno il +10 alla Grissin Bon (38-28). All'Olimpia serve una miccia: è Sanders, che segna 11 punti nel quarto e manda le squadre in parità all'intervallo. Alla fine del tempo però Repesa si sfoga con gli arbitri battendo i pugni sul tavolo: espulsione e secondo tempo in tribuna.

Il bel gioco non fa parte di questa partita: tiri in transizione quasi mai costruiti, Sanders che a volte domina fisicamente il match e altre si addormenta perdendo palloni banali in attacco, Reggio che da un possibile +3 va a -1 per una scelta sbagliata. L'equilibrio però torna sovrano anche in questa occasione. Aradori è l'ago della bilancia reggiana: con 8 punti nel terzo periodo lancia la Grissin Bon a +5 al 30'. De Nicolao apre il campo per Reggio anche nell'ultimo quarto, segnando due triple in fila piedi per terra. Milano, che difende poco, si aggrappa a Pascolo (tripla) e Kalnietis (2 layup consecutivi) e torna a -2. Belli gli ultimi 5': Reggio ha un margine di 5 punti, ma uno straordinario Pascolo inventa due canestri consecutivi che, uniti a quello di Cinciarini a 2'30” dalla fine mandano Milano avanti 76-78. Triple in fila di Needham e Dragic, la gara non ha ancora un padrone. La decide Cinciarini con una bomba che dire “con le palle” è poco e Macvan mette il sigillo sull'84-87 finale per una Milano che torna in finale per la terza volta consecutiva.

Banco di Sardegna Sassari – Germani Brescia 77-70

La Dinamo torna in finale, sempre contro Milano, due stagioni dopo l'annata del Triplete, quando batté proprio l'Olimpia conquistando il secondo titolo su tre.

Pasquini sceglie la carta dell'agente speciale in missione – Jack Devecchi – piazzato in marcatura asfissiante su Luca Vitali, fulcro del gioco bresciano. Idea che paga perché Sassari parte con un parziale di 17-6 e la Germani vede il canestro piccolo come la cruna di un ago. La tripla di Stipcevic mette 12 lunghezze di distanza tra le due squadre, ridotte a 7 in chiusura quarto da Landry. Il gioco che aveva portato la Leonessa fino a qui (principalmente pick'n roll tra Luca Vitali e un lungo tra Burns e Berggren) è soffocato dalla difesa sassarese, ma paradossalmente è proprio senza il suo playmaker titolare che la Germani torna sotto. Moore produce il pari, Michele Vitali (in regia al posto del fratello) con tre liberi manda avanti i suoi per la prima volta sul 24-27, ma la Dinamo con una bella circolazione di palla contro la zona segna da tre con Bell e non ha intenzione di farsi sorprendere. Bushati in chiusura di tempo toglie definitivamente il tappo al canestro della Leonessa con una bomba seguita da un'altra di Vitali che insieme costruiscono il +6 della Germani.

La gara è stata preparata meticolosamente da Pasquini e la sua Dinamo, brava a togliere riferimenti agli avversari. Poi serve anche un po' di fiducia in attacco e quella arriva con un paio di triple realizzate a inizio terzo quarto. Lawal incide coi punti (10) e in area è un fattore con rimbalzi (5 in attacco) e palloni sporcati: suo il canestro del +3, immediatamente pareggiato da Marcus Landry dietro l'arco. Si accende Lacey, che dà il +4 a Sassari, ma come tutte le gare di questa competizione anche qui c'è equilibrio fino alla fine. Uno spettacolo per chi guarda dagli spalti, un po' meno per le coronarie di chi vive da molto vicino le vicissitudini delle rispettive compagini. Gli ultimi 10' partono dal +5 Sassari, costruito e tenuto per altri 5' fino al tap-in di Moore che tiene in corsa Brescia (64-63) non solo coi punti ma anche con tanta energia. La premiata ditta Vitali rimanda la Leonessa a avanti a 2'30” dalla sirena (66-67). Il saliscendi prosegue con Stipcevic che mette due possessi di distanza tra sé e Brescia (71-67) e qui cambia qualcosa. I due errori di Michele Vitali dalla lunetta a 1'30” dalla fine pesano come macigni su Brescia e Sassari ha il possesso per decidere il match a 30” dal termine. Giocata strepitosa di Lacey (15) che contro una super difesa di Vitali scarica al libero Stipcevic (13) che chiude con una tripla mandando i suoi in finale.

Onore al Brescia così come a Reggio Emilia, ma nota di merito per il pubblico bresciano che anche a match abbondantemente finito restano nel palazzo a cantare a squarciagola. Luca Vitali, da noi intervistato appena pochi giorni fa, ci disse che il bello del clima biancoblu è la linea di tifo sempre “con” e mai “contro”. È proprio così. Una dimostrazione di civiltà e cultura sportiva che in Italia probabilmente, e non solo nel basket, ha pochi eguali.

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