Baggio non sei solo: i 20 rigori sbagliati più famosi della storia

L'errore del Divin Codino a Usa '94 è forse il più celebre (ahinoi). Da Messi a Sheva, però, Roby è in buona compagnia: i casi entrati nell'immaginario collettivo.

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I campioni come Roberto Baggio sono tali proprio perché la loro leggenda sportiva non è mai crollata, neanche di fronte alle delusioni più cocenti. In occasione del 50° compleanno del Divin Codino, tra trionfi e giocate da numero 10 sopraffino, è inevitabile che trovi spazio anche il suo celebre errore dal dischetto nella finale dei Mondiali di Usa 1994 contro il Brasile. Il grande rimpianto, senza dubbio, di una carriera eccezionale. Del resto, però, quanti protagonisti del calcio del passato e del presente hanno fallito dagli undici metri? Noi abbiamo risposto a questa domanda scegliendo i 20 rigori sbagliati più famosi ed entrati ormai nell'immaginario collettivo, vuoi per un cucchiaio sbagliato, vuoi per una scivolata al momento della rincorsa o per una buca beffarda scavata dall'avversario. Anzi, sono 19 più uno "speciale" che farà aprire il libro dei ricordi a molti di voi. Iniziamo allora, partendo proprio dalla conclusione sopra la traversa di Roby Baggio a Pasadena.

"È stato Senna"

Non era un venerdì, ma il 17 luglio del 1994 rimane uno dei più sfortunati della storia del calcio italiano. Un errore per il Brasile (Marcio Santos), due per l'Italia con Franco Baresi e Daniele Massaro: dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco, la finale del Mondiale di Usa '94 si stava mettendo male per la Nazionale di Arrigo Sacchi. Solo lui, il Divin Codino di Caldogno, poteva tenere vive le speranze azzurre. Quello che si presentò sul dischetto contro Taffarel era però un Roberto Baggio malconcio, ancora alle prese con lo stiramento rimediato in semifinale. L'esito della sua esecuzione è entrato - purtroppo per l'Italia - nella storia della Coppa del Mondo. Molti anni dopo, rievocando quella ferita ancora aperta, Baggio avrebbe spiegato quell'errore con quest'immagine di lirica sensibilità sportiva:

Penso che quel giorno sia stato Ayrton Senna, dal cielo, a spingere il pallone verso l'alto.

In casa... di Maradona

Quattro anni prima della delusione americana, lo stesso Baggio aveva invece realizzato il suo penalty nella lotteria che decise la semifinale del Mondiale 1990. Quello organizzato proprio dall'Italia, quello che in finale vide però approdare l'Argentina. Di un certo Diego Armando Maradona, che in quel 3 luglio di 27 anni fa eliminò gli Azzurri di Azeglio Vicini sul terreno del "suo" San Paolo. Fatali dagli undici metri gli errori di Roberto Donadoni e Aldo Serena: il sogno di alzare la Coppa del Mondo in casa si spense tra i guanti di Goycochea.

Il balletto beffardo di Grobbelaar

Anche la Roma di Liedholm - e tutti i tifosi giallorossi - vissero sulla propria pelle il dramma sportivo di perdere una finale in casa. Il 30 maggio 1984 sarebbe dovuta essere la notte del trionfo dei campioni d'Italia in carica tra le mura dell'Olimpico: sarà invece il Liverpool a conquistare la sua quarta Coppa dei Campioni. Gli errori portano il nome dei campioni del mondo Bruno Conti e Ciccio Graziani, ma l'uomo copertina è senza dubbio Bruce Grobbelaar: il balletto irrisorio del portiere dello Zimbabwe, le "spaghetti legs" sulla linea di porta, diventarono presto il simbolo della beffa per i giallorossi. 

Le lacrime del Ghana

Nessuna Nazionale africana aveva mai raggiunto i quarti di finale di un Mondiale. Ma Sudafrica 2010 rimarrà per il Ghana anche la più grande delusione di tutti i tempi. Contro l'Uruguay, sono gli errori di Mensah e Adiyiah a decretare l'eliminazione delle Black Stars a un passo dalla semifinale. Eppure, a pesare ancora di più nel destino del match fu - sempre dagli undici metri - la palla scagliata contro la traversa da Asamoah Gyan all'ultimo minuto dei tempi supplementari (sul risultato di 1-1). Il recordman di presenze e di gol con la selezione ghanese fallirà poi un altro rigore due anni più tardi, nella semifinale di Coppa d'Africa contro lo Zambia. Ma quello mondiale rimane il suo rimpianto più cocente.

Tre in una volta sola

Volendo, quello di Martin Palermo è un record così storico e unico da diventare esso stesso leggendario. Gruppo C della Copa America 1999, l'Argentina di Marcelo Bielsa affronta la Colombia. Un match vinto 3-0 dai Cafeteros, ma caratterizzato ancor più dai 4 rigori falliti sui cinque assegnati. Tre di questi, appunto, dell'attaccante del Boca Juniors: il primo sulla traversa, il secondo alto, il terzo respinto centralmente da Miguel Calero. Tutti calciati nello stesso identico modo, di esterno-collo mancino. Irripetibile.

"La traversa, poi il nulla..."

La tradizionale maledizione (con la benedetta eccezione che ricorderemo dopo) dell'Italia ai rigori si scagliò nel 1998 su Luigi Di Biagio. A Saint-Denis, in casa della Francia futura vincitrice del Mondiale, gli Azzurri di Cesare Maldini salutarono ai quarti nella maniera più impietosa. Lo shock dell'attuale ct dell'Under 21, nel vedere il pallone infrangersi sul legno orizzontale, fu letterale. Come ha ricordato qualche tempo fa:

Ho un vuoto, non ricordo più nulla. Ricordo solo il botto sulla traversa e poi un tremendo boato...

L'incubo di Istanbul

La finale di Istanbul della Champions League 2004/05 è ancora oggi un thriller che neanche il più fantasioso degli sceneggiatori avrebbe mai potuto partorire. Da 3-0 a 3-3, la rimonta del Liverpool contro il Milan già "mentalmente" campione fu completata ai calci di rigore. Tre gli errori rossoneri, di fronte a un Dudek emulo del già citato Grobbelaar: Pirlo, Serginho e quello decisivo di Andriy Shevchenko. La vendetta milanista sarebbe arrivata poi due anni dopo, nel rematch di Atene.

Stuart Pearce, il three dei Lions

Proprio come la semifinale tra Italia e Argentina, anche la sfida tra Inghilterra e Germania nel penultimo atto di Italia 90 fu determinata ai rigori. Di Pearce e Waddle i penalty falliti dai Three Lions. Nella mente dei tifosi di tutto il mondo rimane lo sguardo vuoto del numero 3 inglese, che si sarebbe rifatto poi nei quarti di Euro 2016 contro la Spagna. "Mi cadde il mondo addosso", confessò Psycho (questo il soprannome del difensore) tornando con la mente a quell'incubo.

La rincorsa, il cucchiaio dichiarato: tutto sbagliato

Il 2 luglio 2016 è ancora vivo nelle emozioni, più che nei ricordi, dei tifosi azzurri. L'esaltante cavalcata della creatura di Antonio Conte ci aveva condotto lì, a giocarsi fino all'ultimo la semifinale contro i campioni del mondo della Germania. Dal dischetto, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e supplementari, sbaglieranno in quattro: Bonucci, Darmian, ma soprattutto Simone Zaza e Graziano Pellè. Un "soprattutto" dovuto alla rincorsa eccessivamente scandita dell'attaccante del Valencia e dallo scavetto promess, a Neuer, ma clamorosamente fallito, dal centravanti salentino.

La caduta del capitano

Troppo cinico, beffardo, insensibile eppure così tremendamente reale: il destino della finale di Champions League non ha avuto la minima riconoscenza per un monumento del Chelsea e del calcio inglese come John Terry. L'errore che regalerà la coppa al Manchester United sarà in realtà quello di Anelka, ma sotto la pioggia di Mosca è lo scivolone del numero 26 dei Blues a rendere indelebile quella finale tutta british.

La maledizione continua

Sconfitta nella finale del Mondiale 2014, ko nell'ultimo della Copa America del 2015: stavolta non potrà accadere di nuovo, si ripetono in Argentina. Invece sarà proprio questo l'esito della finale dell'edizione del Centenario del torneo sudamericano. Di fronte all'Albiceleste, come l'anno precedente, c'è sempre il Cile. Che centra uno straordinario bis proprio ai calci di rigore. E proprio nella notte in cui Leo Messi si scontrerà come mai prima con l'ingombrante fantasma dell'eredità di Maradona. Dal dischetto sbaglierà anche Lucas Biglia, ma l'errore del laziale sembra figlio diretto della débâcle del suo capitano. Seguirà per la Pulce l'annunciato ritiro dalla Nazionale, che sarebbe stato poi scongiurato quando la mente del frastornato Leo si sarebbe fatta più lucida.

Le prese in giro turche

David Beckham in ginocchio dopo essere scivolato sul dischetto, Alpay Ozalan che corre a deriderlo. Se non fosse terminato in parità, con la conseguente qualificazione dell'Inghilterra a Euro 2004, la "finale" in casa della Turchia sarebbe rimasta impressa tutta nei secondi successivi all'errore dello Spice Boy. Che sbaglierà poi anche contro il Portogallo, ai quarti della competizione continentale. Insomma, anche un destro fatato come il suo ha conosciuto momenti bui.

Merci, Trezeguet

Quando abbiamo fatto riferimento all'eccezione nella maledizione azzurra dei rigori, ci riferivamo ovviamente al 9 luglio 2006. E alla traversa colpita da David Trezeguet, proprio colui che aveva castigato l'Italia con il famoso golden gol nella finale degli Europei del 2000. Vendetta doppia, quindi, nella notte di Berlino che consegnò nelle mani della Nazionale di Marcello Lippi la quarta Coppa del Mondo della storia italiana.

La buca di Maspero 

"Non so se lo rifarei", ma in fondo "fu Salas a sbagliare nel mettere il pallone sopra la buca". Parola di Riccardo Maspero, che oltre dieci anni dopo rievocò così il rocambolesco episodio del rigore sbagliato dal cileno il 14 ottobre 2001. Il derby tra Juventus e Torino volgeva al termine, dopo un pirotecnico 3-3: per evitare che il Matador bianconero realizzasse nel finale il penalty della vittoria, l'ex granata Maspero scavò sornione un solco attorno al dischetto. Risultato: errore macroscopico di Salas e sconfitta evitata.

"Galliani ancora..."

Se i rigori avevano permesso al Milan di vincere la Champions League, nella finale tutta italiana contro la Juventus, nella Coppa Intercontinentale del 2003 furono gli stessi rossoneri a chinare il capo dagli undici metri contro il Boca Juniors (1-1 al fischio finale). Dopo gli errori di Pirlo e Seedorf, è Alessandro Costacurta a fallire il penalty decisivo. "Galliani ancora impreca", ha scherzato poco più di un anno l'ex difensore milanista. E non fatichiamo a credergli.

Un cucchiaio nato storto

Anche chi ha fatto del cucchiaio il proprio marchio di fabbrica, almeno una volta, se l'è visto neutralizzare senza pietà. A Francesco Totti è capitato nel settembre 2004, quando Vincenzo Sicignano riuscì a bloccare lo scavetto del capitano della Roma semplicemente rimanendo fermo al centro della porta. "Mi aveva promesso la maglia, ma poi non me l'ha data", scherzò a fine partita il portiere del Lecce.

L'Ode a Beccalossi di Paolo Rossi (il comico)

Non toccò quota tre come Martin Palermo, ma nel 1982 l'interista Evaristo Beccalossi sbagliò comunque due rigori nella stessa partita. Contro lo Slovan Bratislava precisamente, nell'andata dei sedicesimi di Coppa delle Coppe. Un doppio errore che gli guadagnò però un monologo di Paolo Rossi, famoso comico di fede nerazzurra. In fin dei conti, non male come "penitenza".

Errori... capitali

Se il derby di Torino è stato segnato dalla buca di Maspero ai danni di Salas, la stracittadina capitolina ha conosciuto tanti rigori falliti su ambedue le sponde del Tevere. Quello parato, per esempio, dal biancoceleste Luca Marchegiani al capitano giallorosso Giuseppe Giannini nel 1993/94. In casa Lazio, invece, si contano almeno tre errori nella storia recente delle sfide contro la Roma.

Nel match d'andata del campionato 2002/03 fu Sinisa Mihajlovic a vedersi neutralizzare, al minuto 87, il rigore del possibile 3-2 per i biancocelesti. Nell'aprile 2010 fu invece Sergio Floccari a fallire il gol del potenziale 2-0, in un derby vinto poi dalla Roma per 2-1. Nell'aprile 2013, infine, Hernanes calciò fuori dallo specchio nella stracittadina che precedette di poco più di un mese la sfida capitolina della finale di Coppa Italia del 26 maggio (che vide lo storico successo proprio della Lazio).

O Mago e il gioco di prestigio da dimenticare

Uscire ai play-off di Champions League per un cucchiaio malamente azzardato. È successo all'Udinese nell'estate 2012, nella gara di ritorno contro il Braga: sciagurata la scelta del brasiliano Maicosuel, sbarcato in Friuli da neanche due mesi con l'altisonante soprannome di "O Mago". La sua magia, però, non piacque affatto ai tifosi bianconeri.

Holly & Benji e il pugno di Ed Warner

Chiudiamo questa carrellata con un errore dal dischetto che, a suo modo, è entrato nella storia del calcio. Almeno di quello raccontato da quel leggendario anime che si chiama Holly & Benji. A respingere il rigore del francese Luis Napoleon, però, fu l'altro mitico portiere del cartone animato nipponico: Ed Warner. Grazie alla sua parata, il Giappone volerà in finale nel Torneo di Parigi Under 16, trionfando nell'ultimo atto contro la Germania.

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