Tottenham, a Pochettino serve un trofeo per diventare un vincente

Domenica gli Spurs affrontano il Fulham in FA Cup, diretta Fox Sports ore 15.

Pochettino

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In questo weekend la Premier League osserverà un turno di riposo per lasciare spazio agli ttavi di finale della FA Cup, una delle competizioni più affascinanti del panorama calcistico europeo. Fra i molti incroci interessanti che andranno in scena fra sabato e lunedì, un ruolo di spicco merita il match che domenica vedrà il Tottenham a Craven Cottage, sul campo del Fulham. Un derby, dunque, con tutti i suoi significati e i suoi valori, ma anche un'occasione che Mauricio Pochettino non può lasciarsi sfuggire, per provare finalmente a vincere un trofeo.

Fra i manager della Premier League, Pochettino occupa ormai da tempo un posto di primissimo piano. Adorato dai tifosi, osannato dalla critica, apprezzato dai colleghi - Pep Guardiola è un suo fan dichiarato - e seguito con interesse dai maggiori club europei, l'argentino sta arrivando a una svolta della sua carriera. Il suo curriculum vitae dice che, terminata l' esperienza sui campi di gioco - fu difensore, arcigno, di Espanyol, Psg e Bordeaux, oltre che dell'Albiceleste - a 37 anni ha intrapreso la carriera da allenatore, prima in Liga all'Espanyol, poi in Premier League al Southampton e, appunto, al Tottenham.

Un'immagine di Pochettino giocatore, con la maglia dell'Espanyol

E alla voce risultati raggiunti, il cv di Pochettino non ha una sbavatura: ovunque sia andato, infatti, ha sempre migliorato il piazzamento dell'anno precedente. Per citare il caso più recente, al primo anno a Londra ha portato gli Spurs, sesti la stagione la precedente, al quinto posto, migliorato immediatamente l'anno scorso, quando l'Arsenal gli ha soffiato la seconda piazza solo sul filo di lana. Ma la terza posizione finale rappresenta pur sempre il miglior risultato del club dal 1990.

Anche alla voce competenze tecniche il prospetto curricolare dell'argentino si conferma di assoluto interesse. Le sue squadre sono conosciute per la ricerca del bel gioco, spumeggiante e spettacolare, e, fra le sue più grandi doti, tutti gli riconoscono una capacità unica nell'individuare le potenzialità dei giovani e nella loro successiva valorizzazione. Due nomi su tutti: Harry Kane e Dele Alli, entrambi poco più che ventenni. Grazie a Pochettino hanno moltiplicato esponenzialmente il loro valore, un elemento che non è secondario per un club di portafoglio autarchico quale continua a essere il Tottenham.

C'è però una pecca nel curriculum dell'argentino. La riga delle vittorie raggiunte è ancora desolatamente vuota: a 45 anni e 8 stagioni in panchina Pochettino non ha ancora vinto nulla. Buoni piazzamenti in campionato, sì, ma le statistiche dicono che nelle competizioni a eliminazione diretta - dalla Copa del Rey alla Champions League, dalla FA Cup all'Europa League - le sue squadre hanno raggiunto i quarti solo due volte (nel 2012 con l'Espanyol quando fu estromesso dalla Copa del Rey dal Mirandes, club di terza divisione, e nel 2015 con gli Spurs sconfitti nella finale di FA Cup dal Chelsea).

Una rotta che Pochettino vuole invertire al più presto, dopo la scottante eliminazione da un girone di Champions tutt'altro che di ferro - terzo dietro a Monaco e Leverkusen - e la recente sconfitta di Gent in Europa League. Ecco, quindi, che il match di domenica contro il Fulham per gli ottavi di FA Cup, in diretta su Fox Sports alle 15, rappresenta un'occasione che - dopo aver rischiato il tracollo addirittura contro il Wycombe - il manager del Tottenham non può lasciarsi sfuggire.

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