Real Madrid, l'evoluzione di Cristiano: segna meno e gioca per la squadra

In Champions non segna da oltre 500 minuti ma ha già distribuito 5 assist. Contro il Napoli ha fatto segnare Kroos dopo un'azione più di tecnica che di potenza.

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La sua espressione a fine match non era delle migliori. Al termine della partita contro il Napoli, Cristiano Ronaldo sembrava corrucciato nonostante il Real Madrid avesse vinto 3-1. Sapeva di aver vinto l'ultimo Pallone d'oro grazie ai trionfi internazionali del suo club, ma soprattutto grazie a quei 16 gol segnati nelle 12 partite dell'ultima Champions League. Mentre quest'anno, per ora, le cose stanno andando diversamente.

In Champions il piatto piange

Il suo bottino europeo è fermo a 2 reti, segnate entrambe a settembre contro Sporting Lisbona e Borussia Dortmund. Un bilancio che, in 7 match giocati, non può soddisfarlo nonostante i 5 assist già distribuiti, suo massimo nella competizione. Chi gli ha fatto i conti in tasca ha scoperto che a Cristiano il gol in Europa manca da 523 minuti. Tanto che si sono già formati due schieramenti: accanto a quelli che ritengono sia semplicemente una questione passeggera, c'è chi vede nell'ultimo Ronaldo l'evoluzione di un giocatore che, riuscendo a segnare meno, si è messo intelligentemente al servizio della squadra.

Cristiano Ronaldo in gol contro lo Sporting Lisbona

La verità, come spesso capita, sta più probabilmente nel mezzo. In questa stagione, in Liga, CR7 ha realizzato 14 gol in 16 match, non lontano dalla sua media-gol di 1 a partita delle ultime stagioni - con l'eccezione del 2014-15 quando arrivò a 1,37 -, mentre è in Coppa, dove nelle ultime quattro edizioni aveva tenuto la media-gol di 1,17, che il piatto piange. 

Saltata la preparazione estiva

Ma sono tanti i fattori da considerare. Conquistata l'Undécima a maggio, Cristiano non ha potuto fermarsi un minuto. C'era Euro 2016 da giocare, altre 7 partite in 25 giorni, culminate con la storica vittoria del Portogallo, ma anche col suo infortunio in finale. Un guaio che gli ha rovinato la preparazione estiva e che gli ha fatto saltare anche i primi appuntamenti stagionali. Poi, in mezzo a una Liga a spizzichi e bocconi - due i match del Real rinviati per motivi diversi -, la cavalcata trionfale del Mondiale per club, con 4 gol in 2 partite. E infine dal 5 febbraio sulla sua carta d'identità, nella riga dell'età, c'è scritto 32 anni.

Al servizio della squadra

Ma Cristiano è un uomo, oltre che un giocatore, intelligente, un capitano di lungo corso che sa valutare le situazioni. Sa bene che ci sono momenti un po' così e che insistere e caricare a testa bassa può essere dannoso. Così, in attesa di tempi migliori, si è messo al servizio della squadra. Esemplare di questo nuovo corso è l'azione nella quale ieri sera ha confezionato l'assist per Kroos: anziché incaponirsi a seminare Koulibaly di potenza, lo ha messo a sedere di tecnica e di abilità. Un gioiello dei suoi che, almeno per qualche attimo, gli ha ridato il sorriso e incantato il Bernabeu.

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