Fair Play, uno sconosciuto: la top 5 dei gesti antisportivi nel calcio

Quando il Fair Play è uno sconosciuto: da Luiz Adriano alla 'Mano de Dios' di Maradona, passando per il furbo Veltman dell'Ajax. La top 5 del calcio scorretto.

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'Vincere è l’unica cosa che conta'. Una frase fatta, una pura verità. Almeno ad alti livelli. Soprattutto nel calcio. Perché quando il talento non basta, si ricorre a qualsiasi colpo. Magari roba un po’ improvvisata, tendente allo scorretto. Senza nemmeno troppa cattiveria. Ma in tanto, sì: il fair play va a farsi benedire. E allora - prendendo spunto da un malizioso episodio accaduto in Eredivisie nell’ultimo weekend – scopriamo assieme la top five dei gesti anti sportivi nel mondo del pallone. Vietato barare.

Che furbata

Impossibile non iniziare da lui. Joel Veltman, terzino destro dell’Ajax. E vice capitano. "Quindi un uomo immagine", verrebbe da dire. Beh, non proprio. Almeno se si prende in esame l’ultimo weekend. I Lancieri hanno battuto lo Sparta Rotterdam, ma la notizia non è questa. Succede che Veltman, al posto di proseguire la corsa col pallone, decide di fermarsi. Poi indica all’avversario in contrasto che un suo compagno dell’Ajax è a terra. Intanto l’arbitro non interrompe il gioco. "Ok, bel gesto". Sì, solo se Veltman avesse buttato il pallone fuori dal campo. Invece no, corre e va avanti dritto per il cross. Slealtà ne abbiamo? Eccome, perché questa è una furbata bella e buona. Pollice basso per Joel.

Luiz Adriano, non si fa

Voi, una cosa del genere, non fatela mai. Novembre 2012: partita tra Shaktar Donetsk  e Nordsjælland, match valido per la fase a gironi della Champions League. Attenzione, non imitare il gesto nemmeno con gli amici del campetto. Ecco cosa succede: dopo una palla a due, Willian restituisce la sfera agli avversari. Ma il suo compagno, Luiz Adriano, sorprende tutti. Intercetta il pallone e scarta il portiere. Gol. E imbarazzo generale. Ok,  ma è legale? Purtroppo sì. Peccato che il centravanti degli ucraini non si fece alcun problema. Alla faccia del fair play.

Che morso

Qui, invece, la giustizia sportiva ha fatto il suo corso. Bisogna tornare indietro alla fase a gruppi dei mondiali in Brasile del 2014. Quando il protagonista in negativo fu Luis Suarez, che morse brutalmente il malcapitato Chiellini. Denti nella carne, maglietta strappata. Della serie: mettetegli la museruola.  Ma la prova tv successivamente condannò l’attaccante a 9 giornate di squalifica e a 4 mesi di stop. E ora, per fortuna, è tutta un’altra storia. L’uruguagio, ai morsi, preferisce di gran lunga i gol. Per la gioia del Barcellona.

Testate ne abbiamo?

Episodio ormai proverbiale. Situazione delicata, finale dei  Mondiali 2006. Clima teso. Scintille e veleni. Di mezzo Francia-Italia. Con un altro duello a scaldare gli animi, quello tra Zidane e Materazzi. Perché durante i tempi supplementari Zizou perde la testa. È nervoso, scopre i nervi. E rifila una testata dritta nel petto del difensore italiano. Il gesto lo videro tutti: espulsione diretta. Doccia fredda anche per la Francia: niente Coppa del Mondo.

Quella mano ...

Ma il numero uno è sempre lui: Diego. Non c’è classifica che tenga. Perché anche ‘barando’ si possono regalare emozioni meraviglioso. Per credere, tornare con la mente ai quarti di finale della Coppa del Mondo di Messico 1986 tra Argentina ed Inghilterra. Di mezzo nessun numero da fenomeno. Il genio, invece, fu nella mano. ‘La mano de Dios’. Nonché il gol più polemico della storia del calcio. Cross in area, Diego salta e colpisce. Poi la storia.

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