Daniele Scatizzi a FOXSports.it: "Lavoro sodo per arrivare in UFC"

VCE, McGregor ed il futuro prossimo. Sono solo alcune delle tematiche affrontate da Daniele Scatizzi nel corso dell'intervista rilasciata a FOXSports.it.

567 condivisioni 0 commenti

di

Share

È un Daniele Scatizzi come non lo avete mai visto quello che si racconta a FOXSports.it. Tra gli sparring con Conor McGregor, la vittoria al VCE e l'approdo al Brave, Scat parla un po' della sua vita sportiva e non. Uno dei combattenti più amati dal pubblico delle MMA italiane - e non solo - ci offre uno scorcio interessantissimo della vita in Irlanda, e più precisamente all'SBG, sede operativa del miglior camp in Europa e tra i più rinomati in tutto il mondo.

Ciao Scat, intanto grazie per aver accettato il nostro invito. Parliamo del tuo ultimo incontro al VCE. Hai battuto Bartlomiej Kurczewski, o il buon Bart, come lo hai soprannominato. Cosa ci puoi dire della tua performance? Che match è stato?

Innanzitutto grazie a voi. È stato un bel match, dove ho potuto dimostrare la mia nuova maturità da fighter. Ho cercato di gestire l'incontro in maniera intelligente, senza rischiare niente. Come preventivato con il coach, ho spinto nel primo round, portando molti takedown e facendo abbassare il cardio del buon Bart. Successivamente, abbiamo insistito con i front kick nel secondo round. L'idea era quella di mandarlo KO proprio nella seconda ripresa, cosa tra l'altro quasi riuscita appena cambiato il front kick in high kick. Dopo quel colpo Kurczewski ha barcollato per un momento e io non ho voluto rischiare. Nel round finale il mio cardio si era abbassato, ragion per cui ho deciso di controllare l'avversario per finire l'incontro.

C'è qualcuno in particolare che vorresti ringraziare dopo il match? Abbiamo visto come sia la vicinanza del tuo management che quella del dott. Matteo Capodaglio siano state decisive nel corso delle ultime settimane.

Sì, la vicinanza del mio management è stata fondamentale: riescono a seguirmi e a sostenermi in maniera concreta su tutti i fronti, rendendosi disponibili per qualsiasi problema. Ringrazio poi il doc Capodaglio, che mi ha fatto rientrare nel peso alla perfezione, senza bisogno di saune e annessi. Poi chiaramente c'è anche il coach Kavanagh, che tra i suoi mille impegni ha trovato il tempo per venire a Venezia con me e starmi vicino in tutto.

Sei alla seconda vittoria consecutiva dopo quella ottenuta ai danni di Daniele Miceli al Bellator. Quanto è vicina UFC dopo il match con Kurczewski?

Onestamente non lo so. Posso soltanto dire che continuerò a dare il meglio di me, certo che questo basterà a farmi raggiungere il mio obiettivo.

È di pochi giorni fa la notizia legata alla tua firma con la promotion mediorientale Brave MMA. Adesso che hai firmato, puoi dircelo: era una cosa già preventivata oppure si è sviluppato tutto in fretta?

Chiaramente era già preventivata. Non abbiamo ovviamente chiuso l'accordo la sera del match di Venezia, anche perché poche ore dopo ero già ubriaco (ride, ndr). La firma è arrivata a circa due settimane dal VCE, e devo dire che mi ha reso davvero felice. Il Brave è una promotion nuova, ma capace di mettersi già parecchio in mostra dopo soltanto due eventi: nel giro di un anno ne sentirete assolutamente parlare, vi garantisco che diventerà popolarissima.

Il Brave è una promotion giovane – essendo arrivata al secondo evento – ma ambiziosa, nonché ricca di capitali. Hai firmato un contratto d'esclusiva oppure c'è la concreta possibilità di vederti anche in altre promotion? Venator, Cage Warriors, Bamma...

Ho firmato per 3 incontri, con la possibilità però di fare un extra-match in Italia, a maggio. Per adesso posso dirvi solo questo.

Sei riuscito a portare a Salzano un'illustrissima personalità come John Kavanagh, head coach dell'SBG. Quanto ha influito la sua presenza all'angolo?

Sai di non poter perdere con John all'angolo, trasmette una serenità e una sicurezza pazzesca. Come già detto la cosa mi ha reso davvero felice: mi sta dietro parecchio anche in palestra, ed in virtù di ciò ho trovato la mia serenità.

Conor McGregor, Artem Lobov, Peter Queally e l'altro italiano Claudio Conti sono alcuni tra i tuoi più famosi compagni di team. Hai ricevuto messaggi d'incoraggiamento pre e post-match da parte loro?

Mi vedo tutti i giorni con i ragazzi che hai nominato. Ovviamente erano a conoscenza del mio match al VCE, e di conseguenza mi hanno fatto gli auguri, come tutti i miei compagni di team.

Conor McGregor e Daniele Scatizzi impegnati in una sessione di grappling.

Quali sono i prospetti più importanti del tuo team che in un futuro potranno dire la loro in UFC? Tu ovviamente sei tra loro...

Uno su tutti è Luka Jelcic, già campione pesi leggeri FFC (e capace di mandare KO l'altro italiano ex Venator Danilo Belluardo soltanto due mesi fa, ndr). Posso assicurarvi che è uno dei più forti in palestra: riesce ad applicare al meglio tutta la sua intelligenza. Sono sicuro che nel giro di un annetto avremo già modo di vederlo in UFC.

Parliamo un po' del tuo rapporto con le personalità più illustri del team. Com'è stato il primo incontro con Conor McGregor? Tu hai spesso sottolineato quanto, fuori dal contesto UFC, Notorius sia una persona umilissima. Che rapporto hai con lui?

Non dico di essere un suo amico, alla fine lui è una grande star. Però una cosa ve la posso garantire: sul tatami è un gran lavoratore, sempre rispettoso. Giusto qualche giorno fa in palestra ci siamo salutati, e lui ha colto l'occasione per congratularsi con me, vista la vittoria al VCE.

Sappiamo che hai fatto diverse volte rolling e wrestling a parete con McGregor. A parte questo, hai mai avuto la possibilità di provare a gestire uno sparring di striking o completo con lui?

Mi è capitato di far sparring con Conor di wrestling e BJJ, anche pesante. Non mi è mai capitato invece di far sparring completo con lui, anche se a volte abbiamo fatto quello che noi chiamiamo tip-tap sparring, ovvero scambi leggeri in piedi e wrestling e bbj pesanti. Lì comunque mi ha spaccato di cazzotti

Se potessi scegliere il tuo prossimo avversario, chi affronteresti? Puoi fare uno o più nomi tra pesi leggeri e welter, UFC e non.

Spesso e volentieri mi viene fatta questa domanda, alla quale rispondo in maniera sincera e non presuntuosa. Affronterò chiunque troverò sul mio cammino, conscio che potrà essere utile ad arrivare agli obiettivi che mi sono prefissato.

Sei partito dai pesi welter, scendendo nei leggeri e tornando saltuariamente nella prima categoria, come al VCE. Hai però sottolineato più volte come il tuo futuro sia al limite delle 155 libbre. Confermi tuttora questa tesi?

Vi confermo come la mia vera categoria di peso siano i lightweight, ovvero le 155 libbre (70,3 kg), specie ora che mi alleno e mi alimento da vero professionista. Per ora mi mantengo sull'ottantina, e per questo fare il taglio per rientrare nei welter mi riesce davvero bene. Pensate che la sera prima del weigh-in del VCE ho anche mangiato! Per adesso continuo ad accettare match nelle 170 libbre perché tutti gli avversari proposti sono stati alla mia portata, e dunque riesco a compensare la minore stazza fisica con le mie capacità. Comunque sia, mi vedo molto bene nei leggeri, anche nell'ottica di un taglio del peso non difficilissimo da centrare.

Ora dicci la verità: quante legnate rifili giornalmente ai tuoi compagni di team? Porti in alto la bandiera del bomberismo italiano?

Ma è chiaro! Ovviamente sono il bomber indiscusso della palestra.

I tuoi video #LezionidiitaglianoconScat sono già divenuti virali. Ce la farà il piccolo Gary ad imparare l'italiano di qui alla fine del 2017?

Quando Gary imparerà a parlare italiano senza dover usare le parole ca**o, fi*a  ecc. io sarò già campione UFC (ride, NdR)! Scherzi a parte, il primo video è nato come un gioco, in quanto il piccolo Gary studia italiano a scuola, ed io lo aiutavo a fare i compiti in palestra, ovviamente sbagliando tutto. Un giorno abbiamo fatto un video, superando in un niente le 30.000 visualizzazioni. Ovviamente fa piacere, soprattutto se riusciamo a strappare qualche risata.

Gli irlandesi sono conosciuti per essere un popolo festaiolo e socievole, ma tu non sei chiaramente da meno. C'è qualcuno all'SBG che riesce a tenere il tuo passo in termini di estrosità

Ve l'ho detto, gli irlandesi sanno veramente come divertirsi. Sono socievoli, disponibili e molto amichevoli. Ovviamente però il mio passo è difficile da tenere. Come avete avuto modo di vedere, ho un gran rapporto con Gary, e vi lascio soltanto immaginare quello che possiamo combinare quando siamo insieme!

Giunge al termine la nostra lunga chiacchierata con Daniele, al quale auguriamo le migliori fortune con l'auspicio di risentirci al più presto, magari per parlare dei suoi prossimi impegni. Ringraziamo il nostro alfiere in Irlanda per la sua grande disponibilità, ricordandovi che potrete seguire tutti i suoi aggiornamenti sulla sua pagina Facebook e sui suoi profili Twitter ed Instagram.

Share

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.