Paris Saint-Germain, super Verratti: "Voglio vincere qui"

L'italiano oscura Iniesta e i blaugrana con una prestazione da fenomeno. In Francia da ormai lo vedono come un re. E lui assicura: "Qui sto bene".

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Se il Paris Saint-Germain contro il Barcellona ha fatto la partita perfetta, è grazie anche a Marco Verratti. Il centrocampista italiano che non ha mai debuttato in Serie A. Da Pescara a Parigi, dall'Adriatico alla Tour Eiffel. Ora i parigini, sempre diffidenti quando si tratta di italiani, sono pronti anche a stendergli il tappeto rosso per farlo insediare a Versailles. Classe, forza, assist. Ieri sera contro i blaugrana è salito in cattedra giocando una partita spettacolare. Anzi, diciamo che sulla cattedra ci si è messo proprio in piedi, oscurando avversari come Iniesta e Messi. E il Parco dei Principi, nella notte speciale di Champions League, ad ogni suo tocco del pallone rimaneva estasiato.

Comando io

La differenza tra buoni e ottimi giocatori sta tutta qui: quando c’è una grande partita, il campione si prende la scena. Così ha fatto Verratti, 24 anni. Senza paura ha contrastato gli alieni blaugrana. I numeri non mentono: 90% di passaggi riusciti, 59 palloni giocati, due occasioni create, un assist per Draxler (quello del 2-0). E poi? Anche in difesa non si è risparmiato: 4 contrasti vinti e 4 falli subiti. A centrocampo non c’è stata storia: ha comandato Marco.

I giornali francesi festeggiano il poker al Barcellona. Ma danno tanto risalto anche alla prestazione del centrocampista pescarese. Alla faccia di Le Monde, che ieri apriva con “Iniesta, l’irremplaçable maître”. Non è andata proprio così. Le Figaro dà all'italiano 8 in pagella, mezzo punto in meno dell’Equipe. Una serata perfetta. 

Futuro

Fa gola Verratti, anche allo stesso Barcellona che ieri ha potuto ammirarlo da vicino. Poi in Italia piace, e tanto, a Juventus e Inter. Sul futuro il giocatore ha le idee chiare:
Mi fa piacere che le grandi squadre si interessino a me, però la voglia di cambiare ci deve essere anche dall’altra parte. E io adesso questa voglia non ce l’ho. Faccio parte di un grandissimo progetto a Parigi. Sono state scritte cose che non ho mai detto su un mio desiderio di andare al Barcellona, ma io prima della partita non ho parlato. Non è vero nulla, il mio sogno è vincere qui e l'avrei detto anche se avessimo perso. Vincere al Psg avrebbe un sapore diverso. 
Ecco, sirene di mercato spente? Mica tanto. Prima del match, l’agente Donato Di Campli, apriva ad altri scenari:
Marco è come una bellissima donna, tutti la vogliono, nessuno se la piglia. Se arrivassero dei segnali concreti dall’Italia? Stupido dire di no.

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