Real Madrid, Morata: "Voglio giocare di più. Juventus? Sarei rimasto anni"

L'attaccante spagnolo parla della sfida di Champions League contro il Napoli e ammette: "Visto il mio passato juventino, mi piacerebbe ancora di più battere gli azzurri".

L'attaccante del Real Madrid, Alvaro Morata

1k condivisioni 0 commenti

di

Share

Morata a cuore aperto. L'attaccante del Real Madrid si è confessato sulle colonne del Corriere dello Sport e ha ripercorso le tappe più importanti della sua giovane carriera. Tra passato, presente e futuro, lo spagnolo ha spiegato quali sono i suoi obiettivi a breve termine. Zidane in campionato l'ha schierato in 14 occasioni, ma solo in sei di queste è partito titolare. Troppo poco per un talento puro come quello del classe '92, parola di Maradona:

Diego è simpatico, l'ho conosciuto a Madrid ed ero nervoso perché ero abituato a vederlo in TV, è una leggenda. Per me è un orgoglio che dica questo di me e ha ragione: dovrei giocare di più, perché i giovani hanno bisogno di giocare. 

Sfida Champions

Mercoledì al Bernabeu arriva il Napoli. Una gara particolare per Alvaro Morata, che conosce bene la squadra di Sarri visti i suoi trascorsi alla Juventus:

Non vediamo l'ora di giocare contro il Napoli. Gli azzurri giocano molto bene palla al piede e i loro capovolgimenti di fronte, con CallejonHamsik e Insigne sono molto pericolosi. Ci possono battere, ma anche noi possiamo batterli: è la magia della Champions. Io voglio sempre vincere, ma ammetto che sarei ancora più felice di battere il Napoli per il mio passato juventino.

E se il Real Madrid dovesse arrivare fino in fondo, l'attaccante della nazionale spagnola preferirebbe non incontrare la sua ex squadra:

La Juve è la Juve e può sempre aspirare al massimo. Ammetto che non mi piacerebbe, ma pur di esserci metterei la firma. E poi se proprio dovessi perdere una finale, preferirei perderla contro la Juventus che contro altre squadre. Ma adesso dobbiamo concentrarci sul Napoli.

Ricordi in bianconero

A proposito di Juventus. Morata non ha dimenticato le due splendide stagioni a Torino in cui ha collezionato 93 presenze, totalizzando 27 gol. E se non fosse stato per il diritto di 'recompra':

Un po' mi ha limitato. In certe partite il club, giustamente, puntava su giocatori di proprietà perché sapeva che in estate, come poi è successo, mi potevano perdere. Forse se fossi stato al 100% della Juventus le cose sarebbero andate diversamente.

Pur essendo tornato volentieri a Madrid - sua città natale - l'attaccante spagnolo non ha mai dimenticato gli insegnamenti di grandi campioni del calibro di Buffon e Pirlo. E ammette:

Mi viene ancora la pelle d'oca quando ripenso all'accoglienza dei tifosi bianconeri al rientro a Torino dopo la finale di Champions. Io non sono italiano, ma ho dato tutto per la maglia bianconera ed ero disposto a rimanere lì molti anni, la Juventus lo sapeva, l'unico problema era la chiamata del Madrid che era il mio sogno fin da piccolo. Senza 'recompra' avrebbero dovuto cacciarmi per farmi andare via da Torino.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.