Deulofeu è già indispensabile, Montella sta pensando al falso nueve

Sono bastate poche settimane per trasformare l'ex Barcellona in un ingranaggio fondamentale per il Milan, Montella lo copre di elogi e pensa a modifiche nel modulo.

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Sarà per quel numero 7 stampato sulla maglia - che al Milan non avrà la mistica dell'omologo al Manchester United, ma conta pur qualcosa, visto che è stato il numero di Shevchenko - o sarà per quel nome profetico, che in catalano si legge "Dio l'ha fatto": fatto sta che l'impatto di Gerard Deulofeu sembra portare la firma della Divina Provvidenza. Almeno per i tifosi rossoneri, già conquistati dall'ex canterano del Barcellona.

Nell'epica notte del Dall'Ara, lo spagnolo ha spiegato a tutti il perché lo si paragonava a Leo Messi durante i suoi trascorsi alla Masia: si è preso sulle spalle l'intero carico dello spennacchiato attacco milanista, orfano di un Bacca pernicioso più che inutile, ha creato i presupposti per un paio di reti abortite dall'imprecisione di Pasalic e dalla traversa, e infine ha inventato un assist immaginifico che questa volta il croato non si è potuto esimere dal buttare dentro. Davvero niente male, per uno che faceva tribuna all'Everton, prima di trasferirsi a Milano nel periodo più delicato della stagione rossonera.

Una notte incredibile, siamo molto felici. Abbiamo vinto perché siamo il Milan, un club storico la cui maglia deve essere sempre onorata e noi questa sera l'abbiamo fatto. Il Milan è sempre il Milan. Il gol? Mi piace fare cose difficili e in quel momento avevamo bisogno di una cosa difficile. Questi tre punti pesano come sei. Passo dopo passo, continuando a lavorare, questo Milan dei giovani potrà andare molto lontano

A dispetto della sua età e del suo recentissimo trapianto in Serie A, Geri parla già da leader che ha già capito tutto del posto in cui è arrivato. Per lui, quella di ieri sera non è l'impresa di un singolo, né di un semplice gruppo di giocatori: è l'impresa di una squadra che porta un nome glorioso. Un richiamo al DNA vincente del club, insomma, che è musica per le orecchie di una tifoseria abbandonata a se stessa per troppo tempo. 

Nel postpartita, Vincenzo Montella non ha lesinato elogi per lo spagnolo, e già sono allo studio alcuni prossimi aggiustamenti al modulo, pensati per sfruttare al meglio Deulofeu e, al contempo, mettere una pezza al più evidente degli difetti strutturali del Milan: la scarsa produttività del reparto offensivo, aggravata dal paradosso che l'unico giocatore dallo spiccato senso del gol in rosa, cioè Carlos Bacca, è completamente fuori contesto nel gioco montelliano.

In particolare, il tecnico starebbe seriamente pensando a portare Deulofeu nella posizione di falso nueve, con Bacca a sventolare asciugamani in panchina insieme a Lapadula, e provando Ocampos largo a sinistra, per un baby tridente tutto ispanico completato da Suso a destra. Non si risolverà il problema della fame del mondo (nessuno dei tre ha mai superato le 7 reti stagionali in prima squadra), ma perlomeno il Milan tornerà a giocare in undici. Almeno, fino alla prossima espulsione. 

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