Bundesliga, Calhanoglu (quasi) come Redondo: rinuncia allo stipendio

Nobile gesto del centrocampista del Bayer Leverkusen, dopo che il Tas ha confermato la squalifica per 4 mesi a causa del contratto non rispettato con il Trabzonspor.

Hakan Calhanoglu Turchia

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Hakan Calhanoglu non percepirà lo stipendio per tutto il periodo della sua squalifica di 4 mesi, cioè fino al termine della stagione calcistica. Non è stata una misura punitiva presa dal Bayer Leverkusen, ma una scelta volontaria dello stesso centrocampista 22enne. Lo ha annunciato il club tedesco sul proprio sito ufficiale:

In seguito alla squalifica di quattro mesi per Hakan Calhanoglu, confermata dalla Fifa e dal Tas di Losanna, il nazionale turco e il Bayer Leverkusen hanno discusso dettagliatamente della situazione. Al tempo stesso, Calhanoglu si è offerto di rinunciare all'intero stipendio, bonus inclusi, per tutta la durata della sua sospensione

Nel comunicato, è stato riportato anche un virgolettato dello stesso giocatore:

Il Bayer non ha nulla a che fare con quanto accaduto. Ciononostante, la sentenza finisce per colpirlo duramente sia dal punto di vista sportivo che da quello economico. Ed ecco perché mi sembra logico non danneggiare ulteriormente il club, rinunciando al mio stipendio per tutto il periodo della mia assenza forzata dal campo di gioco

Com'è noto, la vicenda riguarda il mancato trasferimento di Calhanoglu al Trabzonspor nel 2011, quando il giocatore, ancora minorenne, aveva firmato con il club di Trebisonda, salvo poi decidere di restare al Karlsruhe, prima di far le valigie in direzione Amburgo nel 2013. Nell'aprile dello stesso anno, il Trabzonspor ha presentato un reclamo formale alla Fifa contro la violazione contrattuale commessa da Calhanoglu; e, a quattro anni di distanza, ha finalmente ottenuto soddisfazione.

Calhanoglu, come specificato dal Bayer, continuerà ad allenarsi con la prima squadra e a supportare i suoi compagni, mentre il club si è premurato di assicurargli il massimo appoggio sotto ogni aspetto, sia per ciò che riguarda il mantenimento della condizione atletica, sia sotto il profilo giuridico. Il che non significa che il Bayer abbia la possibilità di appellarsi contro la decisione della giustizia sportiva, visto che la sentenza riguarda il giocatore e non la società, ma gli fornirà assistenza in caso di ricorso.

Redondo Milan
El Principe Redondo, campione di sfortuna

In passato, anche altri giocatori hanno deciso di rinunciare momentaneamente agli emolumenti, benché per ragioni differenti. Il caso probabilmente più celebre fu quello di Fernando Redondo, che si ruppe il crociato anteriore nell'estate del 2000, il giorno dopo l'arrivo al Milan dal Real Madrid. Nel settembre del 2001 non aveva ancora recuperato. Uomo di grande spessore umano e culturale - i suoi gusti letterari non erano meno raffinati del suo piede sinistro - El Principe prese la non banale decisione di lasciare al club il suo ricco ingaggio da 8 miliardi di lire fino al giorno del suo ritorno in campo. E quel giorno arrivò, anche se trascorsero altri 15 mesi. 

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