Héctor Cúper, maledizione eterna: ottava sconfitta all'ultima partita

Sei finali perse, due campionati gettati all'ultima curva. La Coppa d'Africa segna l'ennesima delusione del tecnico argentino, che non vince un trofeo dal 1999.

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El Hombre Vertical, l'uomo tutto d'un pezzo. E non potrebbe essere altrimenti, considerando una carriera in cui ha collezionato solo ferite profondissime. La non-bacheca di Héctor Cúper si arricchisce di un altro, doloroso tassello: il suo Egitto cede la Coppa d'Africa 2017 nelle mani del Camerun dopo la sconfitta di ieri a Libreville.

Il 2-1 dei Leoni Indomabili non è solo la delusione dei Faraoni, ma anche e soprattutto quella del tecnico argentino, che ha provato a concentrare su di sé e sulla sua condizione di eterno secondo la pressione della finale. Non è bastato per tornare ad aggiornare il suo palmarès dopo 18 anni di lacrime: in Gabon è arrivata la sesta finale persa nella sua carriera di allenatore, a cui vanno sommati i due campionati letteralmente consegnati all'ultima giornata. Una storia di tenacia e incrollabile stabilità mentale, iniziata nella sua Argentina ben 23 anni fa.

Camerun Coppa Africa
Il Camerun batte l'Egitto e allunga la striscia di Cúper

Huracán, il secondo posto nel Clausura 1994

Tutto comincia con il più classico degli errori di valutazione di una partita: l'avere a disposizione due risultati su tre. È il caso dell'Huracán nel Clausura del 1994, con Cúper che può diventare campione anche con un pareggio in casa dell'Independiente, che invece può ambire al titolo solo con una vittoria. Il crollo all'ultima giornata è un colpo durissimo, anche per via del suo passato da giocatore proprio nel club di Parque Patricios: lo scontro diretto finisce 4-0 per i padroni di casa, la prima esperienza in panchina è un bruciante secondo posto.

Cúper Huracán
La prima delusione di Cúper: Independiente-Huracán 4-0

Mallorca, le due sconfitte in Coppa

Dopo una parentesi al Lanús ed il primo successo della carriera in Coppa CONMEBOL, è il momento di sbarcare in Europa. Le Baleari accolgono Cúper, Mallorca diventa competitiva anche in zona Europa. Il primo step, però, passa dalla Copa del Rey 1997/1998. La finale contro il Barcellona apre un'altra ferita: 1-1 dopo i supplementari, 5-4 per i blaugrana ai calci di rigore. La squadra di Van Gaal vince anche la Liga, dando alla squadra sconfitta in Coppa la possibilità di accedere alla Coppa delle Coppe. L'argentino porta i suoi ad un'altra finale, ma la Lazio si impone 2-1: Vieri e Nedvěd vanificano il momentaneo pareggio di Dani.

Cúper Mallorca
Mallorca celebra Cúper, nonostante le due finali perse

Valencia, il doppio schiaffo in Champions

Il trasferimento al Mestalla è un'ulteriore crescita per Cúper, che adesso può seriamente puntare a vincere i trofei più importanti. O meglio, il più importante. Sotto la sua guida, il Valencia arriva due volte di fila in finale di Champions League, nelle stagioni 1999/2000 e 2000/2001. Nel match di Parigi va in scena il primo confronto tra squadre della stessa nazione: c'è il Real Madrid. I Galácticos schiantano i rivali con un pesante 3-0 e portano a casa l'ottavo titolo. L'anno dopo, contro il Bayern Monaco, va ancora peggio. A Milano, il rigore di Effenberg pareggia quello di Mendieta, ma serve la lotteria dopo i supplementari per eleggere i campioni d'Europa: Kahn para l'ultimo, calciato da Pellegrino, e porta la Coppa in Baviera. Proprio a Valencia, nel 1999, il tecnico vince l'ultimo trofeo della sua carriera, bissando la Supercoppa già vinta l'anno prima a Mallorca.

Cúper Valencia
La beffa europea al Valencia: due finali di Champions, nessuna vittoria

Inter, il marchio del 5 maggio

Nel segno del 5. Ieri, 5 febbraio, la sconfitta in Coppa d'Africa. 15 anni fa, il 5 maggio, la beffa più clamorosa nella storia dell'Inter. Dopo un campionato dominato per costanza e gioco, Cúper va all'Olimpico per interrompere il digiuno nerazzurro. Contro quella stessa Lazio che gli strappò la Coppa delle Coppe, arriva l'incredibile sconfitta per 4-2 che permette alla Juventus di operare il sorpasso e vincere il campionato all'ultima curva. Alla fine è addirittura terzo posto, complice la contemporanea vittoria della Roma. Una giornata nera, entrata immediatamente nell'immaginario collettivo del calcio italiano.

Cúper Ronaldo
Cúper e Ronaldo guardano l'Olimpico: è il 5 maggio 2002

Arīs, gli Dei greci sbarrano la strada

La campagna di Grecia è l'ultima delusione in ordine cronologico, prima di quella arrivata in Gabon. È la stagione 2009/2010, l'Arīs può riportare la Coppa di Grecia a Salonicco a 40 anni di distanza dal derby vinto col PAOK. Cúper porta i suoi ad Atene, per la finale contro il Panathīnaïkos. Il Trifoglio, già vincitore del campionato, conquista il double a spese del tecnico argentino, sconfitto 1-0 per mano del suo connazionale Leto. È anche l'ultimo apice del club, che poi fallisce nel 2014 e riparte dalla terza serie.

Cúper Salonicco
Sfuma anche la Coppa di Grecia, sconfitta in finale nel 2010

Egitto, l'ultima beffa

Il cerchio, poi, si chiude con la finale della Coppa d'Africa. L'Egitto può conquistare l'ottavo titolo ed incrementare il record che già detiene, ma il Camerun ribalta l'iniziale vantaggio di Elneny e vince 2-1 a pochi minuti dalla fine. Dall'ottava Coppa per i Faraoni, si passa all'ottavo trofeo perso al fotofinish da Cúper. La striscia lunga 18 anni non conosce ancora sosta, anzi può allungarsi fino ad un'altra ipotetica finale, ma è un tabù che non scalfisce il tecnico. Altrimenti, perché avrebbero dovuto soprannominarlo El Hombre Vertical?

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