Dai Cavs ai Cubs: Shade racconta il pazzo 2016 dello sport

Dal titolo dei Cleveland Cavaliers al trionfo dei Chicago Cubs: Shade racconta il pazzo 2016 dello sport.

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Anni anonimi e anni di santi. Anni di dramma e anni di trionfi. E anni in cui tutto questo si compone a raccontare storie che sopravvivono al cambio di pagina. Il 2016 dello sport ci ha dato tutto quello che volevamo, o forse no. Perché per paradosso, la fine di un paio di lunghe tradizioni può lasciare smarriti. Per oltre un secolo ci siamo cullati inconsciamente nella sicurezza che i Chicago Cubs non avrebbero più vinto nulla, e nella pluridecennale fiducia che la città di Cleveland fosse colpita da un sortilegio sportivo senza fine. A giugno nella finale NBA, i Cavs sono andati in svantaggio per 3-1 contro Golden State, e tutto era scritto per l'ennesima volta.

E invece di scritto non c'era nulla: 3-0 nel resto della serie e titolo a Cleveland, a LeBron James, a JR Smith e a gente che da quelle parti non passerà mai più inosservata. A ottobre poi, addio a un'altra certezza della vita, più dell'accoppiata morte e tasse del celebre detto americano. Dopo una Regular Season trionfale, i Cubs vincono la prima World Series dal 1908, superando per scherzo del destino i Cleveland Indians, a loro volto a secco da tre generazioni e in vantaggio 3-1 prima di soccombere. Il sorriso di Kris Bryant mentre va a raccogliere la pallina decisiva della serie, è tra i lasciti più belli di un anno sportivo che ci ha mandato in subbuglio. E che ora si conclude con la solita appendice, il Super Bowl

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