Coppa d'Africa, Egitto-Camerun: stasera alle 20 la finale a Libreville

Da una parte l'orgoglio dei Leoni Indomabili dopo i tanti rifiuti dei big, dall'altra la voglia di Cuper di scrollarsi di dosso l'etichetta di eterno secondo. Stasera alle 20 su Fox Sports.

L'esultanza del Camerun dopo la vittoria sul Ghana in semifinale

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È arrivato il momento. Stasera a Libreville - ore 20, in esclusiva su Fox Sports, canale 204 di Sky - si deciderà la regina della Coppa d'Africa 2017. Di fronte Camerun ed Egitto, nell'atto conclusivo di un torneo entusiasmante e ricco di emozioni. Nel corso delle ultime tre settimane in Gabon si sono messe in mostra delle giovani stelle, si sono celebrate bandiere storiche ancora in campo e ci si è divertiti a ritmo di musica, come da usanza tipica dei tornei africani. Ma stasera, al triplice fischio, a danzare sarà solo una delle due contendenti. La più forte.

L'orgoglio dei Leoni

Nella conferenza stampa di presentazione, il ct dei Leoni Indomabili Hugo Broos ha spiegato come i camerunesi vogliano riprendersi quella gloria che manca ormai dal 2002 e che è stata sfiorata nel 2008, nella finale persa proprio contro l'Egitto:

La gente in Camerun sta aspettando con impazienza che questa squadra possa tornare ai fasti di un tempo. Questa Nazionale è sempre stata tra le squadre più forti del continente africano, ma di recente non ha mai raccolto risultati. I tifosi vorrebbero rivedere la squadra che c'era 15 anni fa, ma non è possibile riuscirci dall'oggi al domani: bisogna aspettare, magari cadere e poi risorgere. Sono davvero felice del lavoro svolto finora, di aver portato più ottimismo e rispetto nei confronti di questi ragazzi. Affronteremo questa finale con orgoglio e tanto desiderio di vincere il titolo.

Non sarà semplice, perché l'Egitto è un'altra big d'Africa ed è ancora più vogliosa di fare bene dopo tre edizioni di Coppa d'Africa senza nemmeno partecipare. Il Camerun però ha lavorato anche per questo, dimostrando già in semifinale con il Ghana di poter aver la meglio su squadre almeno sulla carta favorite:

Prima del torneo ci siamo preparati molto bene in Guinea Equatoriale, con un programma molto intenso di allenamenti. Oggi stiamo raccogliendo i frutti di quel lavoro, ma non è il nostro unico punto di forza: ne abbiamo molti altri e siamo pronti a farli vedere con l'Egitto. Contro il Ghana abbiamo speso molte energie, ma siamo in grado di fornire un'altra grande prestazione in finale, contro una delle squadre più preparate tatticamente del torneo.

E chissà quanti di quei giocatori che hanno rifiutato la convocazione un mese fa, ora si staranno pentendo della scelta fatta:

Non condivido la scelta di chi ha privilegiato il club alla nazionale, ma abbiamo raggiunto comunque la finale con questo gruppo di giocatori. Non so se quelli che hanno rifiutato torneranno a essere convocati, questo non dipende unicamente dal loro desiderio di farlo o no.

La maledizione di Cuper

Dal ritiro dell'Egitto le attenzioni sono invece sulla possibilità di Hector Cuper di vincere finalmente un titolo di alto livello, dopo averli fin qui solo sfiorati nel corso della sua carriera. Tra le tante la Coppa delle Coppe persa contro la Lazio con il suo Maiorca nel 1999, due Champions League consecutive con il Valencia tra 2000 e 2001 (rispettivamente contro Real Madrid e Bayern Monaco), senza dimenticare poi il famoso 5 maggio 2002 dell'Inter e le sconfitte in finale di Coppa del Re nel 1998 e in Coppa di Grecia nel 2010. Numeri che incollano sull'attuale ct dell'Egitto l'etichetta di "eterno secondo", come gli viene fatto notare impietosamente nella conferenza stampa di presentazione della finale di Coppa d'Africa:

Quante finali ho vinto finora? Voi giornalisti conoscete bene la storia. Ma bisogna essere ottimisti. Spero un giorno di vincerla finalmente una, non sono stato molto fortunato finora.

Ci proverà andando avanti per la sua strada e con lo stile di gioco molto difensivo e orientato al contropiede che lo ha da sempre contraddistinto. Un atteggiamento che lo ha reso oggetto di molte critiche in Egitto, una nazionale storicamente abituata al calcio d'attacco e con molti gol. La filosofia di Cuper, però, al momento si è rivelata vincente visto che ha portato i Faraoni a giocarsi di nuovo la finale della Coppa d'Africa dopo 3 edizioni di assenza dalla competizione. Se poi la vincerà o meno, quello è tutto un altro discorso...

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