Inside The Cage: Francis Ngannou, il riscatto del leone africano

Sedetevi nella poltrona più comoda che avete e prendetevi un po' di tempo, perché la storia di Inside the Cage parte da un piccolo villaggio del Camerun. E arriva a conquistare l'UFC

Francis Ngannou UFC Copyright: Flocombat

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Francis Ngannou è il fighter del momento in UFC. Stella luminescente in una categoria appannata e attempata come quella dei pesi massimi, il francese d'origine camerunense ha conquistato in pochissimi mesi nutritissime schiere di fan, attratti magneticamente dal knockout power immenso del Predatore, che unisce un fisico statuario ad una tecnica in fase di striking sopraffina. Tuttavia, la storia personale del gigante buono Francis è tutt'altro che rose e fiori. Parecchi sono stati i sacrifici e le privazioni che ha dovuto affrontare, a coronamento di una storia personale che continua pian piano a realizzare tutti i sogni conservati nel cassetto di una casa di un piccolo villaggio del Camerun.

La favola ha inizio a Hauts-Plateaux

5 settembre 1986: la cornice è quella del dipartimento di Hauts-Plateaux, in Camerun. Nel poverissimo villaggio di Batié, nasce Francis Ngannou. Un ragazzo costretto a fare i conti con la povertà della realtà in cui vive, in uno specifico anfratto africano in cui lo stipendio medio annuale di un operaio corrisponde a poco più di 1.000 €. Parlare di istruzione scolastica obbligatoria in quelle zone è pura utopia, essendo stata introdotta una legislatura adeguata in merito soltanto nei primi anni 2000. In questo contesto, il giovane Francis non può che adattarsi, crescendo nella povertà e svolgendo qualche lavoretto saltuario. Poi, in età adulta, la scelta: emigrare in Europa per cercar fortuna. Destinazione Parigi.

Tuttavia, la realtà per Francis è ben diversa rispetto a quella auspicata. Ngannou si ritrova senza casa, senza appoggi e senza alcun amico, parente o conoscente. Il continuo versare in questa situazione lo porta per un breve periodo di tempo a vivere da senzatetto. Il giovane ragazzo camerunense continua però a custodire gelosamente i suoi sogni nel cassetto, come ad esempio quello di approcciarsi alla boxe, proprio come il suo idolo Mike Tyson, la cui storia personale ricorda a tratti la sua. L'occasione arriva come una manna dal cielo per Francis: l'MMA Factory di Parigi gli offre la possibilità di allenarsi gratuitamente nella palestra, a patto di dare il suo aiuto alla manutenzione della struttura.

L'head coach della Factory Fernand Lopez però non sembra esser molto propenso a formare Ngannou nella boxe, così esce fuori l'argomento MMA. L'allenatore, intravedendo le potenzialità enormi di Francis, lo convince ad allenarsi nelle arti marziali miste. Intuizione questa che si rivelerà vincente.

Il leone fa sentire il suo ruggito

L'esordio da pro arriva il 30 novembre del 2013. Tale Rachid Benzina soccombe a Ngannou in appena un minuto e 44 secondi del primo round, per via di un armbar.

Appena due settimane dopo, arriva il primo ed unico stop della carriera da professionista di Ngannou: Zoumana Cisse lo sconfigge per decisione unanime. Da lì in poi, la carriera di Francis prende una svolta: inanella quattro vittorie consecutive, che gli valgono la chiamata da parte di UFC, la più importante promotion al mondo nel settore delle mixed martial arts. L'esordio del franco-camerunense avviene ad Orlando, Florida, e a farne le spese è il peso massimo brasiliano Luis Henrique, mandato KO a 2:53 del secondo round. 

Il destino degli altri avversari dati in pasto all'affamato Francis è più o meno sempre lo stesso: Curtis Blaydes, Bojan Mihajlovic ed Anthony Hamilton vengono infatti finiti tutti prima del limite, tra primo e secondo round. Spicca la gran kimura rifilata proprio ad Hamilton, che ha svelato un inaspettato lato tecnico di Ngannou a UFC Fight Night 102.

La consacrazione definitiva arriva però a UFC on FOX 23. Qui Ngannou riesce a mandare KO Andrei Arlovski, pericolosissimo veterano ed ex campione dei pesi massimi UFC. La notte del Pepsi Center di Denver consegna alla platea delle grandi MMA un peso massimo esplosivo, atletico ed in continua evoluzione. I più azzardati ipotizzano già uno scenario titolato per Francis entro la fine dell'anno.

In Europa, ma con l'anima in Africa

Già così, però, si può parlare del coronamento di un sogno da parte del camerunense dal cuore d'oro. Francis Ngannou non ha dimenticato le proprie origini. Attraverso le varie uscite pubbliche susseguitesi nel corso dei mesi, il fighter africano ha sempre sottolineato a più riprese come tra le sue intenzioni vi sia quella di dare un aiuto concreto alle popolazioni del proprio paese, e soprattutto ai bambini.

Quando ho iniziato ad allenarmi non avevo nulla, e avevo bisogno di tutto. Alcuni, quando cominciano a vedere i primi soldi, spendono e spandono all'infinito, collezionando roba e oggetti costosi. Io invece voglio fare qualcosa di grande: voglio che il sogno che ho cominciato a vivere giunga al miglior termine possibile. Desidero aiutare la mia famiglia, per poi dare il mio contributo a tutti i bambini del mio paese, che come me hanno avuto e continuano ad avere dei sogni. Se riuscirò a raggiungere i miei traguardi, potrò di conseguenza fornire aiuto a tutti loro. L'ultima volta che sono tornato a casa ho portato un sacco di attrezzatura d'allenamento, e da poco ho acquistato una struttura per fare in modo che i bambini possano allenarsi. Alcuni mi dicono: "Francis, voglio diventare un campione nelle MMA come te", oppure "Voglio boxare come te". Loro non hanno mai avuto questa possibilità, così come non l'ho avuta io, ma oggi, con il mio lavoro, sto regalando un sogno a questi ragazzini. Adesso riescono a capire che avere un obiettivo è possibile, anche in condizioni di povertà così estreme. Certo, è davvero molto difficile... ma possibile.

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