Quando il Bayern salvò il Borussia: declino e rinascita della Bundesliga

Il Dortmund ottenne un prestito di 2 milioni dal Bayern Monaco ed evitò il fallimento. 14 anni dopo, con il progetto Lipsia, la Bundesliga mira agli incassi della Premier.

0 condivisioni 0 commenti

di

Share

Il campionato spagnolo sarà la mejor Liga del mundo, ma le basi di efficienza, progettualità e rilancio economico risiedono altrove. Gli sceicchi e le superpotenze finanziarie degli States hanno rapidamente cambiato il volto del calcio inglese, contando però su fondamenta più solide rispetto a quelle che invece sono crollate sotto i piedi della Bundesliga tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del terzo millennio. Eppure, nel giro di pochi anni, la Germania ha riconquistato uno smalto calcistico impensabile fino al decennio precedente.

Dortmund
Il Borussia Dortmund rischiò il fallimento nel 2003

Per riassumere la crisi da cui è partita la scalata, è sufficiente far riferimento a due parole ed un club: Borussia Dortmund. Nonostante gli investimenti della Federcalcio tedesca dopo il Mondiale del 2002 (800 milioni di euro per staff tecnico, settore giovanile e strutture con certificazione UEFA), le difficoltà economiche dei gialloneri si erano accentuate a causa delle folli spese risalenti alla Champions League vinta nel 1997, con tutte le ripercussioni che ne conseguirono: le azioni della società crollarono e Thomas Tress, direttore finanziario a cui fu affidata l’analisi del debito, quantificò il buco in 200 milioni di euro, con il rischio di fallire tra il 2003 e il 2004.

Nelle pagine della storia, di tanto in tanto, il fato si ferma a guardarti e ti tende la mano.

Hoeness
Prestito Bayern-Dortmund, Uli Hoeness lo rivelò quasi un decennio più tardi

Il Bayern Monaco ha fatto sua questa frase di Bastardi senza gloria, celebre film di Quentin Tarantino. Soltanto nel 2012 Uli Hoeness rivelò che i bavaresi decisero di concedere al Borussia Dortmund un prestito senza interessi e senza garanzie, pari a 2 milioni di euro. La vicenda, poi, fu confermata da Hans-Joachim Watzke, attuale CEO del club. Una cifra irrisoria rispetto al deficit certificato, ma che si rivelò di fondamentale importanza, come dimostra l’effetto che ebbe a breve termine: nel giro di due mesi, la Ruhr fu capace di restituire alla Baviera 1,5 milioni di euro, per poi dilazionare l’altro mezzo milione nel periodo successivo.

La Bundesliga, dunque, è riuscita a mantenere a galla uno dei club più gloriosi della storia tedesca ed europea, anche con l’insolito aiuto economico di una rivale di lunga data che si è poi ripetuta con Monaco 1860 e St. Pauli. La Germania, in seguito, ha anche sostenuto la spesa dei Mondiali 2006, da cui ha cominciato a raccogliere i primi frutti: la capacità di programmazione ha portato proprio Bayern e Borussia in finale di Champions League nel 2013, ma ha anche garantito la vittoria dei Mondiali nel 2014. Infine, nella pura ottica del campionato, ha dimostrato di poter attirare colossi finanziari al pari della Premier League, con il Lipsia e la Red Bull che si stanno fortemente candidando al vertice della gerarchia calcistica.

Mateschitz Leipzig
Dietrich Mateschitz, boss di Red Bull e artefice del progetto Lipsia

E mentre c’è chi contesta il calcio moderno, con l’assenza di bandiere e simboli in cui identificarsi, è innegabile che il progresso economico e gestionale abbia ridato nuova linfa alla Germania del pallone, passando anche dai quattro posti in Champions League. Quando il Borussia Dortmund ha ceduto Götze (poi ripreso), Lewandowski e il suo capitano Hummels al Bayern Monaco, i tifosi gialloneri hanno evidentemente dimenticato il ruolo che i bavaresi hanno avuto nel rilancio e nella crescita del club dopo il rischio fallimento. Così come, probabilmente, i supporters di tante altre squadre non hanno ancora colto i benefici che le multinazionali del calibro di Red Bull potranno garantire al calcio tedesco nei prossimi anni, con l’obiettivo di raggiungere gli incassi di quello inglese. Anche se, in realtà, è solo un altro, cinico step che sposta l’ago della bilancia da sport popolare a vero e proprio business.

Mats Kalle
Hummels in posa con Rummenigge: il caso più discusso della "razzia" bavarese

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.