NBA, Boston Celtics e Isaiah (not so) "king of the fourth" Thomas

I Celtics volano verso le posizioni alte della Eastern Conference sulle ali di Isaiah Thomas che domina la produzione nei quarti periodi. Ma alcune cifre mentono.

Thomas è la guida dei Celtics nei finali.

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Il soprannome King of the fourth è ormai sempre più accostato a Isaiah Thomas e alle sue incredibili prestazioni quando si decide la partita. Le cifre offensive parlano da sole, le sue prestazioni anche. Il record dei Celtics chiude il cerchio. Ma la cosa davvero incredibile è che le stesse cifre, se lette in una prospettiva più ampia e approfondita, dicono che Boston nei quarti periodi con Isaiah non è poi così imbattibile.

The king of fourth

10.5 punti di media nei quarti periodi 

Lunedì i Celtics hanno battuto i Detroit Pistons grazie alla solita inenarrabile impresa di IT#4 con 24 punti negli ultimi dodici minuti, frutto di un notevole 6-9 dal campo. Lo chiamano il “re del quarto periodo” non a caso, infatti segna 10.5 punti di media con la partita on the line. Tira il 47% dal campo e il 42% da tre, facendo diventare le sue dimensioni mignon una forza anziché un limite. I Celtics stanno giocando alla grande, stanno vincendo e hanno un record di 31-18 che li mette nell’altissima Eastern Conference, considerata anche la vittoria nello scontro diretto con Toronto di mercoledì (dove Isaiah ne ha messi 44, di cui 19 nel quarto periodo). I Celtics hanno così un fantasmagorico 122.7 di Offensive Rating con lui in campo. Ma c’è più di un "ma".

Crowder e Horford le chiavi assieme a Thomas

Celtics meglio senza Thomas

Le cifre vanno analizzate tutte e se consideriamo i parziali con la presenza o meno in campo di Thomas, i risultati sono choccanti più dei punti messi a segno dal piccolo-grande uomo. Con Isaiah sul parquet il Net Rating dei Celtics è di -1.7 (defensive 122.3 e offensive 120.6), mentre quando è in panchina schizza a un difficilmente spiegabile +20.6 (95.4 defensive, 116 offensive). Se siete rimasti a bocca aperta è del tutto normale e non è finita qua. È stato studiato il Defensive Rating dei singoli compagni di squadra con lui in campo e lo stupore cresce ancora. I differenziali dicono: Horford -32, Bradley -20.8, Crowder -39.4, Smart -34.4, Johnson -33 e Olynyk -27.8. Tutti peggiorano pesantemente arrivando a incredibili picchi di differenza come quelli di Crowder e Horford, due pilastri del roster. Allora a questo punto il problema dei Celtics per vincere è proprio Thomas? Lo tagliamo o scambiamo? Non scherziamo.

Thomas e Horford anelli deboli in difesa

Attacco... e difesa

La differenza tra una stella di primissima grandezza e il resto del mondo è fatta di migliaia di sfaccettature. Thomas è una stella che però difficilmente potrà essere un franchise player al 100% a causa di un problema: il suo 1.79 m. di altezza. Se il cuore, la voglia e il desiderio di vincere sono i più grandi della lega, sul fisico non si può lavorare e la stazza lo espone a mismatch continui. L’evidenza dei fatti dice che la difesa dei Celtics, soprattutto in transizione o semi transizione, è deficitaria ed è proprio in queste situazioni in cui si creano accoppiamenti d’emergenza. Thomas è sempre nascosto sull’attaccante meno pericoloso, ma portato in una marcatura difficile fisicamente non può che soffrire. In momenti clutch delle ultime partite hanno segnato canestri decisivi contro di lui Anthony (e fin qui ci sta) ma anche giocatori alla CJ Miles che non sono noti per le loro abilità di post up player.

Nel caso non finiscano loro in prima persona, creano soluzioni aperte per tutti, infatti è spesso Crowder a sacrificarsi nel raddoppio small on small concedendo al proprio uomo maggiore libertà. La difesa va così in sofferenza sul passaggio d’uscita e sulle conseguenti rotazioni, così come nel pick and roll che coinvolgono Thomas e Horford. Un centro e un piccolo undersize in caso di cambio marcatura innescano due mismatch colpibili facilmente e infatti quella situazione è la più sofferta dalla squadra di Stevens. La soluzione è di costruire sì attorno a Thomas, ma mettendogli vicino giocatori propedeutici al sistema prendendo coscienza che è una presenza condizionante sia in attacco (in positivo), ma giocoforza anche in difesa dove servono degli eraser per cancellare i deficit del suo fisico. Di sicuro Boston si muoverà e quando lo farà potrebbero tremare anche i Cavs.

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