Barcellona, il ritorno di Ronaldinho: "Messi è come Maradona"

Il brasiliano è tornato come ambasciatore del club catalano: "Ricordo il primo gol di Messi. Ho subito pensato: questo è un fuoriclasse. Neymar? Un fenomeno".

Ronaldinho

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Era emozionato, ieri sera, Ronaldinho: il Barcellona gli aveva riservato un evento in grande stile per presentare il suo nuovo ruolo di ambasciatore del club agli eventi istituzionali e a tutto ciò che è connesso all'Unicef, un'organizzazione a cui il Barça è da sempre molto legato. Una presentazione che avveniva a quasi 14 anni di distanza dall'altra, quella del 2003, quando Ronaldinho approdava in blaugrana, a 23 anni, inaugurando il periodo migliore della sua carriera.

In cinque anni a Barcellona, infatti, il brasiliano ha vinto due volte la Liga e una la Champions League, oltre a un Pallone d'oro, e ha segnato 94 gol in 207 presenze. Fra i suoi compagni dell'epoca c'era anche Luis Enrique e proprio l'attuale tecnico blaugrana ha voluto ricordare con affettuosa ironia l'arrivo del brasiliano:

Indimenticabile la sua presentazione: sembrava più un surfista che un calciatore. Scherzi a parte devo dire che Ronaldinho, oltre alle sue grandi doti tecniche, ci portò anche tanta allegria in un momento in cui ne avevamo davvero poca.

Ronaldinho e Luis Enrique hanno giocato insieme nel Barcellona (foto MD)

Il brasiliano, da parte sua, si è detto felicissimo di tornare al Barcellona come ambasciatore, anche perché, viaggiando, si è accorto che nel mondo il suo nome è associato ai colori del club catalano:

Qui ho lasciato tanti amici, anche fra i giocatori. Ricordo gli esordi di Messi, era un ragazzino. Fui io a dargli l'assist per il suo primo gol, in un match contro l'Albacete. Fece un gol straordinario e io pensai: questo è un fuoriclasse, è nato un 'crack'. Non ha mai avuto bisogno di consigli, nemmeno da ragazzino, sapeva sempre che cosa fare. Lui è il migliore del suo tempo, come Maradona lo era del suo.

Un modo intelligente per anticipare le immancabili domande sui paragoni, impossibili e pericolosi. Ma Ronaldinho Gaucho è brasiliano, di sangue e di testa, e non poteva dimenticare i grandi brasiliani del Barcellona di ieri e di oggi:

Gente come Romario, Ronaldo e Rivaldo sono nella storia di questo club. Oggi tocca a Neymar, che è un fenomeno, un idolo del calcio brasiliano oltre che un amico, e in futuro ci saranno sempre altri grandi brasiliani qui.

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