Eurolega - EA7-Darussafaka, Top & Flop: il Dadaismo colpisce ancora

Trascinata da un super Pascolo, l'EA7 rimonta incredibilmente uno svantaggio di 25 punti e conquista il successo contro la squadra di Blatt: anche Simon decisivo.

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Negli Stati Uniti la definirebbero "One of those nights", una di Quelle notti (maiuscola obbligatoria) che entusiasmano pubblico e addetti ai lavori: ritmi blandi e scialbi per 28, bruttissimi minuti, sottolineati a fine gara da un enigmatico Repesa senza troppi giri di parole ("Abbiamo fatto c****e, siamo stati vergognosi"). Poi, l'improvviso cambio di rotta, grazie a chi ha ormai assunto il ruolo di leader emotivo di questa Olimpia Milano, capace di rimontare ben 25 lunghezze di svantaggio contro il Darussafaka e portare a casa un tanto insperato quanto incredibile ed importante successo: 89-87 finale, settimo successo stagionale in Eurolega ottenuto e ulteriore, piccola dose di fiducia e speranza per tentare l'impresa di accesso ai playoff, distante ora 3 vittorie. Andiamo a vedere insieme gli aspetti positivi e negativi della pazzesca gara di ieri sera al Mediolanum Forum, raccolti nella nostra consueta Top & Flop.

Top

Kruno Simon
Kruno Simon, devastante nel 4° periodo

Il 4° quarto Olimpia - "L'esempio di come dobbiamo giocare sta negli ultimi 12 minuti". L'ammissione di Repesa, al termine di una partita che ha visto l'Olimpia nella sua peggior versione decisamente per più tempo rispetto agli ultimi, decisivi 10 minuti di gioco, non è altro che volta a sottolineare come, sulle ali dell'entusiasmo, il 4° quarto dell'EA7 sia stato ai livelli delle ultime prestazioni offerte in Eurolega. Soli 14 punti subiti, ben 28 segnati (tornando ai livelli di grande produttività offensiva nelle corde di questa squadra) e 46-19 di parziale complessivo completato dopo aver toccato il massimo svantaggio a metà terzo periodo: con cuore, attributi e voglia, l'Olimpia è riuscita a ribaltare una gara che sembrava ormai saldamente nelle mani del Darussafaka, tra qualche fischio piovuto dalle tribune del Forum trasformatosi, incredibilmente, in un grande e collettivo applauso finale. 

Davide Pascolo - La grande prova contro l'Olympiacos della settimana scorsa era ancora negli occhi di tutti. Gara da rondine incapace di fare primavera? Tutt'altro. La miglior risposta di Dada è arrivata stasera, da miglior realizzatore dell'Olimpia (al pari di Simon) e da leader emotivo di una rimonta partita soprattutto dalle sue giocate: Moerman, dopo aver banchettato tra primo tempo e terzo quarto, non lo vede letteralmente mai, incontenibile con il suo consueto, perfetto piede perno e con un importante presenza nel pitturato, offensivamente e difensivamente parlando. 15 punti, 6/8 da 2, 3/3 ai liberi, 4 rimbalzi e 17 di valutazione che lo portano, ancora, a rivelarsi MVP del match. Osannato dal pubblico ed idolo incontrastato: dalle parti di Assago, il Dadaismo è ormai divenuto movimento artistico apprezzatissimo e senza eguali.

Krunoslav Simon - Ai limiti dell'opacità per i primi tre quarti di gioco, esattamente quanto l'intera Olimpia, fenomenale nell'ultimo periodo. Dà tutto, tanto da essere richiamato in panchina da Repesa con la lingua di fuori per un breve riposo, ed insieme a Pascolo e Kalnietis si rivela l'anima della rimonta milanese: 11 punti in un 4° quarto splendido, con due triple a riavvicinare l'EA7 nel punteggio, e il canestro della prima parità dai primi minuti di gara a quota 78. Nelle ultime due gare di Eurolega aveva finalmente mostrato progressi evidenti, esprimendosi con grande continuità: oggi, seppur con un pizzico di ritardo, ha confermato di saper incidere nei momenti chiave del match. Da giocatore clutch come spesso ha dimostrato di saper essere.

Flop

Will Clyburn
Will Clyburn, deludente nella partita di ieri

Darussafaka Dogus - Giusto ed inevitabile ammettere anche i meriti dell'Olimpia Milano all'interno di una clamorosa ed inattesa rimonta, culminata con il definitivo annullamento di ben 25 punti di svantaggio: ma da una squadra della qualità, del talento e dell'esperienza a livello di guida tecnica come quella di Blatt ci si aspettava davvero ben altro. Giunto al terzo K.O. consecutivo in Eurolega, il Darussafaka ha rispecchiato in una partita ciò che è stato sinora il ruolino di marcia mantenuto nella competizione: alti e bassi continui seppur mai così estremi, per una vittoria che sembrava sostanzialmente conquistata gettata incredibilmente alle ortiche. Il solo, clamoroso Wanamaker visto oggi (20 punti e 29 di valutazione) non può bastare, e un'instabilità tale a livello di risultati può rischiare di compromettere seriamente la partecipazione alla fase playoff.

28, scialbi minuti Olimpia - Macchina del tempo attivata e salto all'indietro, fino giusto a qualche settimana fa: attacco poco produttivo e, soprattutto, difesa capace di concedere davvero troppo agli avversari nei primi 28 minuti di partita. Poi, il miracoloso e acrobatico canestro con fallo di Macvan, l'ingresso in partita di Simon e Pascolo e un'inerzia totalmente ribaltata: i segnali emessi nei primi tre quarti di gioco, tuttavia, dovranno servire nuovamente come lezione (in un concetto sottolineato anche da Repesa a fine gara) per non figurare più come la vecchia, bruttissima versione di un'EA7 colabrodo in difesa, con poca pressione sulla palla, e scialba in attacco. 38 punti segnati contro i 51 avversari a fine primo tempo, 73 subiti al termine del terzo periodo: dati cancellati e spazzati da un 4° quarto ai limiti della perfezione, che non deve tuttavia far dimenticare i segnali d'allarme continuamente accesisi nel corso dei tre quarti precedenti.

Il duo Clyburn-Anderson - Complice la pesante assenza di Wilbekin, i due americani di casa Darussafaka erano chiamati a dare un contributo in più alla causa per tentare di lasciare Milano con il successo in tasca: solo Wanamaker (20), Zizic (18) e Bertans (17) su tutti sembrano tuttavia aver recepito il messaggio di Blatt, speranzoso nel vedere due giocatori offensivamente ricchissimi di talento dare un contributo importante all'interno della gara del Forum. 7 i punti per Clyburn, sostanzialmente sparito nella ripresa, 8 quelli di Anderson, per un complessivo e deludente 6/21 dal campo: numeri che testimoniano una prova ben lontana dagli standard di entrambi i giocatori e, soprattutto, per l'ex miglior realizzatore del campionato israeliano, attualmente a quota 12.6 punti segnati a partita. 

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