Chelsea-Arsenal, Wenger: "Ho provato due volte a prendere Kanté"

Il manager dei Gunners, impegnato sabato a Stamford Bridge, rivela di aver tentato di prendere il centrocampista francese una prima volta al Caen e poi nell'estate scorsa.

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Chissà quanti rimpianti avrà Arsène Wenger in 21 anni di Arsenal. Ma ce n'è uno che, forse perché è il più recente, ancora non gli va giù, come ha rivelato nella conferenza stampa di presentazione del match di sabato che vedrà i Gunners impegnati sul terreno del Chelsea:

Credo che N'Golo Kanté sia un giocatore decisivo. Ho cercato di prenderlo già due volte, prima quando era al Caen e poi l'estate scorsa, ma non ci sono riuscito. Perché ha scelto il Chelsea? Non posso spiegare tutto, mi sembra ovvio visto dov'è andato (ride, ndr). Questione di soldi? Non ne voglio parlare, il mercato è così.

Kanté è stato decisivo nella stagione trionfale del Leicester

Sicuramente quando Antonio Conte decide di corteggiare un giocatore sa essere un martello pneumatico, ma quello che Wenger può solo lasciar trapelare è che il club di Abramovich ha usato tutta la sua forza economica per convincere il centrocampista. Un giocatore che dopo aver sostanziosamente contribuito alla vittoria del Leicester in Premier League, si sta rivelando fondamentale anche quest'anno nella corsa del Chelsea.

All'andata finì 3-0 per l'Arsenal, una sconfitta bruciante per Conte ma anche un punto di svolta: cambiò modulo, vinse 13 match consecutivi e, complici i balbettii dei rivali, mise da parte un tesoretto che ora ammonta a nove punti proprio sull'Arsenal e sul Tottenham. Quella di sabato, dunque, è una specie di ultima spiaggia per Wenger che, in caso di sconfitta, rischierebbe di essere già fuori dai giochi a febbraio:

Rispetto alla partita dell'Emirates il Chelsea ha trovato un migliore equilibrio difensivo e poi sono molto bravi in fase di transizione. Ho guardato il loro match contro il Liverpool: Kanté ha sempre un ruolo decisivo.

Kanté nel pareggio 1-1 contro il Liverpool

La lingua batte dove il dente duole, ma il manager francese riconosce anche i meriti di Conte:

Dopo quella sconfitta ha avuto coraggio e ha fatto un grande lavoro. Ora conosce anche meglio l'ambiente e i giocatori e, non giocando le coppe, ha il vantaggio di poter preparare al meglio ogni partita di Premier.

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