Caso Zozulya: il Betis e la Liga respingono le accuse dei tifosi

Il Betis e la Liga lo difendono, i tifosi del Rayo non lo vogliono. Spetta al giocatore decidere se tornare in Andalusia o restare nella squadra di Madrid.

Tutto il Betis per Zozulya

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In questi giorni la Spagna del calcio è alle prese con il caso Zozulya. Nell'ultima sessione di mercato l'attaccante ucraino è passato dal Betis al Rayo Vallecano, scatenando le proteste dei tifosi madrileni a causa delle presunte simpatie neo naziste del giocatore. Le accuse al calciatore di Kiev si riferiscono in particolare al suo arrivo in Andalusia la scorsa estate, quando si presentò con una maglia che, secondo As, inneggiava a un gruppo paramilitare ucraino di estrema destra, il Pravy Sektor.

L'attaccante ucraino Zozulya
I tifosi del Rayo non vogliono simpatizzanti nazisti nella loro squadra

I tifosi del Rayo, storicamente legati alla sinistra operaia, non hanno digerito l'acquisto e hanno spinto il giocatore ad abbandonare la società. 

I Bukaneros, il gruppo dei supporters del Rayo, non si sono limitati a manifestare il loro risentimento durante le partite, hanno raggiunto anche fisicamente il campo di allenamento della squadra.

I tifosi contro Zozulya
I tifosi del Rayo non vogliono cedere

La risposta della Liga

Il caso è diventato di grande interesse, tanto che anche i giocatori del Betis sono intervenuti in difesa del loro ex compagno. Durante una conferenza stampa indetta proprio per l'occasione, il capitano Joaquin ha letto un comunicato:

Siamo indignati per il linciaggio pubblico a cui è stato sottoposto il nostro compagno Roman Zozulya, un calciatore il cui comportamento professionale e personale è stato sempre inappuntabile fin dal suo arrivo in questo spogliatoio. Tutti questi problemi sono stati originati da una notizia falsa riguardante il significato della maglietta che indossava al suo sbarco a Siviglia, consideriamo molto grave quanto successo. Un giorno potremmo ritrovarci noi improvvisamente nella sua posizione.

Tutte le autorità sono intervenute per salvaguardare la libertà di Zozulya e di altri atleti che potrebbero trovarsi nella stessa situazione. Il primo è stato proprio Luis Yanez, presidente del Rayo, che ha cercato di sistemare la questione facendo leva anche sull'autodifesa dello stesso giocatore, che ha assicurato:

Lo stemma della maglia era quello dell'Ucraina con dei versi del poeta Taras Shevchenko, studiato in tutte le scuole dell'Unione Sovietica. Sono in sintonia con i valori sociali esaltati dallo stesso Rayo e dalla sua tifoseria.

Sulla vicenda si è espresso anche il presidente della Liga Javier Tebas, esprimendo tutta la sua delusione per una diatriba che non dovrebbe esistere ai giorni d'oggi.

Tutto questo è inammissibile nel 2017: nessuno può limitare i diritti altrui se non un giudice. Non si può fare questo ai giocatori spagnoli né a quelli stranieri. Non si possono catalogare le opinioni altrui, c'è libertà e bisogna essere tolleranti e rispettare la legge.

L'ultima parola è stata lasciata a Luis Rubiales, presidente dell'Associazione calciatori spagnola: 

Zozulya avrà tempo da qui a lunedì per decidere se giocare nel Rayo, con tutte le tutele del caso. In caso contrario rimarrà fermo sino a luglio, quando scadrà il prestito e potrà tornare al Betis. Ha un contratto firmato con il Rayo, ma se deciderà di non giocare lo capiremmo. Potrà comunque allenarsi con il Betis. La decisione spetta a lui.

Il commento dall'Ucraina

Anche l'ambasciatore ucraino in Spagna, Anatoliy Scherba, si è voluto pronunciare sul caso, ovviamente in favore del suo connazionale:

Roman Zozulya è un patriota e un ottimo esempio per i giovani del nostro paese. In Ucraina, Roman gode del supporto di tutti i tifosi. Il Rayo sta perdendo l'opportunità di avere un grande giocatore nella sua squadra. Non si può basare la politica sulle menzogne.

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