Super Bowl 2017: lo spot della Budweiser è contro Donald Trump?

A pochi giorni dall'evento sportivo più atteso dell'anno, la più americana delle birre lancia un nuovo spot che sembra una critica alle politiche anti-immigrati.

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In questo momento, negli Stati Uniti, c'è un solo argomento che può rivaleggiare con Donald Trump e il suo approccio soft alla presidenza: il Super Bowl, il più importante evento sportivo e televisivo dell'anno dall'altra parte dell'Atlantico (e non solo). E, al momento, c'è una sola azienda che ha saputo astutamente coniugare entrambe le cose. Parliamo di Budweiser, uno dei main sponsor dell'evento, che nel suo nuovo commecial lanciato il 31 gennaio ha raccontato le origini della birra più popolare d'America, in una chiave che molti hanno interpretato come decisamente anti-Trump.

In 60 secondi di spot, si narra la storia di Adolphus Busch, tedesco di Magonza, che lascia la sua Germania nel 1857 per emigrare negli Stati Uniti, meta finale di un viaggio colmo di tribolazioni. Busch entra in un saloon, per sentirsi dire dal barista che la sua faccia non sembra di quelle parti. Un anziano signore si accorge che il giovane straniero è mortificato, e per consolarlo gli offre una birra. Quel distinto signore si chiama Eberhard Anheuser, un altro immigrato tedesco, che da lì a qualche anno diventerà suo suocero nonché partner nella fondazione della Anheuser-Busch. Cioè, quella che anche grazie al marchio Budweiser diventerà il primo produttore mondiale di birra.

Anche se è una storia di metà dell'Ottocento, l'argomento è straordinariamente rilevante anche oggi. È di questo che stiamo parlando: della ricerca, gli sforzi, la passione, la determinazione, il duro lavoro, l'ambizione

Nelle parole di Ricardo Marques, capo del marketing di Budweiser, risplendono tutti gli archetipi del Sogno Americano, quello che molti, e non solo al di fuori degli States, considerano tradito dalle scelte della neonata amministrazione Trump in materia di immigrazione. Una presa di posizione ancora più significativa, se pensiamo che arriva dalla birra americana per eccellenza, quella che porta i colori della bandiera e che addirittura ha cambiato il proprio nome in "America" durante le elezioni presidenziali. 

Com'è comprensibile, Marques evita di buttarla apertamente in politica:

Non c'è alcuna correlazione tra questo spot e qualunque cosa stia accadendo ora nel paese. Crediamo che questa sia una storia universale, ancora più rilevante al giorno d'oggi perché, come forse mai prima nella storia, il mondo ti trascina lungo direzioni diverse, ed è quanto mai difficile restare fedeli ai propri valori e convinzioni

Il messaggio, tuttavia, risuona chiaro, forte e inequivocabile. Lo scorso anno, peraltro, il Super Bowl fu ricordato anche per un halftime show particolarmente ricco di polemiche: i ballerini di Beyoncé si esibirono vestiti da Black Panthers, mentre i Coldplay furono accusati dai conservatori cristiani di foraggiare la propaganda pro-gay per qualche scelta cromatica troppo simile a un arcobaleno.

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