MotoGP, Marquez: "Se spero che Rossi e Viñales litighino? Sì e no"

In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, il campione del mondo ha analizzato la prossima stagione, a partire dai suoi avversari: "Viñales più veloce di Rossi, ma Vale è lì".

Il campione del mondo della MotoGP, Marc Marquez

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I test di Sepang alle spalle, quelli di Philip Island davanti. La stagione della MotoGP è partita ufficialmente lo scorso lunedì, mentre il mondiale non inizierà prima del 26 marzo. A difendere il titolo di campione del mondo c'è Marc Marquez, parzialmente soddisfatto della tre giorni in Malesia:

Qui è il primo test ed è la pista dove fatichiamo di più. Non sono ancora a mio agio, anche se un po’ siamo migliorati. Però non siamo riusciti a fare tutto il lavoro che volevamo. Mi sono alternato su due moto completamente diverse e mi è servito per capire tante cose. Dove si può migliorare? Elettronica e telaio, la potenza c'è. Anche se qualcuno è ancora più veloce di noi.

Non si nasconde il pilota della Honda, sa bene che nel 2017 dovrà fare di tutto per conservare scettro e corona. E nell'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, lo spagnolo sembra aver già individuato gli avversari da battere:

Lorenzo fatica, ma sono i primi giorni. Però credo che le due Yamaha saranno le più toste per il campionato. Non so chi sarà più pericoloso, Rossi ha più esperienza, ha voglia, ogni domenica te lo ritrovi lì, anche se come velocità pura, sul giro, vedo Viñales più forte. Spero che litighino? Sì e no, perché se litighi con qualcuno finisce che vai più forte per provare a batterlo. Perché, alla fine, è la prima regola di questo mondo, battere il tuo compagno. Le Ducati? Possono fare bene su qualche tracciato, ad esempio in Qatar, ma per il mondiale vedo più pericolose le Yamaha.

Marquez ha poi raccontato le sue impressioni sulla folle prova del mese scorso, in sella alla Honda sulla neve della Streif:

Lo ammetto, è stato pericoloso. Ma bello. È difficile guidare una moto da 160 chili in quelle condizioni e pure pericoloso, i chiodi di 3 centimetri nelle gomme erano come un coltello. Paura? In moto non ne ho mai, lì però mi sono chiesto dove sarei finito se fosse successo qualcosa. Io, per esempio, ho paura in mare aperto. Perché sei in un posto dove può accadere di tutto e non hai alcun controllo. Se un pilota ha paura non va. Non va, perché ti avvicini all’entrata di una curva e già stai guardando dov’è il pericolo.

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