Jackson Martinez replica all'Atlético Madrid: "Ho sempre dato tutto"

L'attaccante colombiano del Guangzhou Evergrande replica alle accuse di Gabi, che lo aveva etichettato come un corpo estraneo durante la sua esperienza a Madrid.

Jackson Martinez, attaccante colombiano del Guangzhou Evergrande

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Tra Falcao, Diego Costa, Fernando Torres e Griezmann, l'Atlético Madrid negli ultimi anni ha sempre potuto avere a sua disposizione grandissimi attaccanti. In questa lista, almeno nei programmi dei Colchoneros, ci sarebbe dovuto essere anche Jackson Martinez, arrivato nell'estate del 2015 per 37 milioni dal Porto e andato via sei mesi dopo (per 42 milioni), scegliendo di proseguire la sua carriera in Cina, nel Guangzhou Evergrande.

Esperienza da dimenticare

Appena 3 gol in 22 presenze con la maglia dei Rojiblancos, un rendimento che secondo la vecchia guardia dell'Atlético Madrid era da attribuire a una mancata integrazione del colombiano nella mentalità della squadra. Le parole di capitan Gabi di qualche tempo fa, spiegano bene questo punto di vista:

Il suo modo di lavorare non era compatibile con quello del resto della squadra. Era abituato ad altro. Veniva da un club per il quale era un punto di riferimento e che giocava per lui. Qui è un'altra cosa, qui si deve lavorare tutti per il bene comune, sacrificandosi molto. Poi era reduce da un infortunio alla caviglia, quindi saltò praticamente tutta la preparazione. Non era nelle migliori condizioni per rendere al meglio.

Jackson Martinez risponde

A distanza di settimane Jackson Martinez ha avuto modo di rispondere a Gabi, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa:

È stato triste sentire dei miei ex compagni di squadra parlare di me dopo che sono andato via, dicendo che non mi sono integrato, che ero un corpo estraneo. Se c'è una cosa che mi ha sempre contraddistinto è la professionalità. C'era grande attesa su di me all'Atlético Madrid e avevo l'appoggio di società e allenatore. Le cose però cominciarono a non andare bene e mi sono infortunato nel momento in cui stavo iniziando ad adattarmi.

Anche sul suo trasferimento in Cina, il colombiano replica a chi lo ha inquadrato solo come una ricerca di denaro:

Sono stati giorni molto tesi. La gente parlava, diceva "ha preferito il denaro alla gloria". Quello che posso dire è che la mia vita non è mai stata guidata né dalla ricerca della gloria, né del denaro.

Pur non cercandolo, però, almeno quest'ultimo in Cina lo ha trovato.

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