Dalla 24 Ore di Le Mans alla Formula 1: McLaren e BMW di nuovo insieme?

L'accordo tra McLaren e Honda è in scadenza e la casa britannica starebbe pensando alla BMW per una nuova partnership nel mondo delle corse.

La McLaren che ha vinto a Le Mans nel 1995

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Un disastro il primo anno, la mediocrità nel secondo. Non si può certo dire che il binomio McLaren-Honda stia portando i frutti sperati, come era successo tra la fine degli anni '80 e primi '90. Le frecce non vedono l'argento da un bel po' - se è per questo nemmeno il bronzo - ecco perché la casa inglese starebbe pensando al divorzio. Che si potrebbe consumare già alla fine della stagione 2017. Anche perché a Woking avrebbero pronto un accordo con la BMW: non solo Formula 1, le due aziende automobilistiche starebbero collaborando fianco a fianco allo studio e alla sviluppo di tecnologie riservate ai motori di nuova generazione. L’obiettivo? Migliorare le prestazioni riducendo le emissioni.

Passato glorioso

Non sarebbe la prima volta che dalla fusione di McLaren e BMW esca fuori un prodotto vincente. È il caso della vettura che nel 1995 vinse la 24 Ore di Le Mans: si trattava della GTR spinta da un motore V12 con Dalmas, Lehto e Sekiya al volante.

Nelle ultime due stagioni i piloti hanno lamentato una carenza dal punto di vista della potenza dei motori Honda. Servono più cavalli per tornare competitivi e la BMW in fatto di velocità sa il fatto suo. Non è un caso che proprio i tedeschi fornirono alla McLaren un V12 con 635 cavalli per costruire l'auto più veloce del pianeta. Era il 1998 e il record di 400 Km/h è stato battuto solo 10 anni più tardi.

E il futuro?

Dopo questa notizia la Honda è sotto pressione, sa che la prossima stagione sarà determinante per il rinnovo dell'accordo. Dall'altra parte c'è una BMW che ha sempre ripetuto il proprio interesse a tornare nel mondo della F1. Per il momento però si lavora sui nuovi motori. Le novità - oltre che sulle auto tedesche - saranno destinate alle McLaren del 2020.

Il progetto è finanziato al 50% dall’Advanced Propulsion Centre, società pubblica britannica che supporta le ricerche innovative dei costruttori: l’investimento è di 32 milioni di euro. Inoltre ci sarà la collaborazione della Ricardo (costruttore dell'attuale 3.8 V8 biturbo impiegato su tutta la gamma McLaren), dell'Università di Bath, di Grainger & Worrall, azienda specializzata nella fusione di leghe leggere, e della Lentus Composites.

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