Quel grosso grasso portiere inglese: la storia di William 'Fatty' Foulke

Si parla tanto di Shaw, portiere del Sutton prossimo avversario in FA Cup dell'Arsenal. Ma nei primi del novecento, a Sheffield, un altro ragazzo portava la maglia tripla 'x'.

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Parliamo di giocatori di peso, vero, reale, in chili, o se preferite in libre. La FA Cup regala un’altra storia che fa innamorare ancora di più del calcio. Il sorteggio ha voluto che l’Arsenal sfidasse il Sutton United (match in programma lunedì 20 febbraio alle ore 20.55 su Fox Sports), club di quinta divisione inglese che tra le proprie fila può vantare Wayne Shaw, portiere di 45 anni e 120 chili. Ma non è il primo esempio di calciatore oversize: per trovarne un altro - diventato mito - bisogna tornare al calcio inglese dei primi del novecento. Parliamo di William ‘Fatty’ Foulke, di ruolo - anche lui - portiere: 193 centimetri per 150 chili. Un incredibile Hulk del pallone.

Ti spiezzo in due

Fatty Foulke diventa giocatore dello Sheffield United per circa 20 sterline. Siamo nel 1894, da qui inizia la sua leggenda. È un ragazzone che - come spesso facevano i portieri dell’epoca - a palla lontana si siede sulla traversa. Col tempo però, il suo peso cresce. Quel giochino non può più farlo dopo aver spezzato un paio di legni consecutivi causando la sospensione della partita. 150 chili tra i pali, è difficile quasi vedere la rete. Un incubo per gli avversari, soprattutto quando lo vedono uscire. In pratica un camion in corsa. Estremamente pesante, efficace in porta. Lo Sheffield con lui vince una una First Division e due FA Cup. 

Esuberante

Oltre al suo fisico, incute paura anche per il carattere. Una volta, mezzo nudo, va a rimproverare l’arbitro che aveva dato per buono il gol del pareggio al Southampton in finale di Coppa. Il povero direttore di gara è costretto a rinchiudersi dentro un armadio dello spogliatoio. Con Foulke, però, nessun nascondiglio è sicuro. Rompe le ante, servono cinque persone per fermarlo. La vita dell’arbitro è salva. Nessuna squalifica, può giocare il replay e alzare al cielo il trofeo. Siamo nel 1902. E sugli spalti, per deriderlo, inventano uno dei primi cori uditi in uno stadio di calcio: "Who ate all the pies?! You fat bas**rd! You fat bast**d! You ate all the pies!”. Letteralmente:
Chi ha mangiato tutte le torte? Tu ciccione bast**do! Tu ciccione bast**do! Tu hai mangiato tutte le torte.

Gomito alto

Nel 1905 passa al Chelsea divenendone subito il capitano. Mangia tanto, sì, ma ama anche la bottiglia. Con i Blues pensa più al whisky che al calcio e litiga spesso con i compagni. Diventa anche più ozioso: non gli va mai di andare a prendere i palloni finiti dietro la porta. Così la dirigenza lo accontenta: piazza due ragazzini dietro la rete pronti a recuperargli i palloni. La figura del raccattapalle nasce così. Resta un solo anno al Chelsea, poi va al Bradford. Nel 1907 chiude con il calcio, afferra la bottiglia e non la molla più. Muore di cirrosi epatica nel 1916.
Ora tocca a Wayne, contro l’Arsenal, far rivivere il ricordo di Foulke. Se scenderà in campo lui al posto del portiere titolare Worner, tirate fuori le torte. A partita in corso potrebbero sempre servire.

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