Tifosi del Rayo cacciano Zozulya: "Non vogliamo nazisti in squadra"

L'ucraino è stato costretto a rescindere con il Rayo Vallecano dopo che la tifoseria di sinistra del club lo aveva attaccato per presunte simpatie neonaziste.

Roman Zozulya Betis

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Da sempre i tifosi si sono dimostrati in grado di far saltare trattative di mercato già definite. A volte per questioni di cuore - ricordate i cortei dei laziali quando Cragnotti provò a vendere l'idolo Beppe Signori al Parma? - a volte per questioni di principio (i fan dell'Inter fecero naufragare lo scambio Guarin-Vucinic con la Juve). E, in certi casi, anche per questioni politiche o, peggio, razziali. A questo proposito, è tristemente noto il caso-Rosenthal, il giocatore israeliano a cui nel 1989 l'Udinese fu costretta a rinunciare per via delle sconsiderate proteste fasciste di una parte dei suoi ultras.

In queste ore, in Spagna si è vissuta una situazione radicalmente opposta a quella di Rosenthal: l'aficiòn del Rayo Vallecano ha costretto il nuovo acquisto Roman Zozulya a rescindere il contratto appena firmato. Motivo? Le presunte simpatie neonaziste dell'ucraino

Il 27enne era arrivato nella Liga in estate, al Betis Siviglia, sfoggiando per l'occasione una maglia che, secondo il quotidiano As, inneggiava a un gruppo ucraino di estrema destra. La tifoseria del Rayo, cuore proletario di Madrid, è tradizionalmente legata alla sinistra operaia e non ha preso affatto bene la notizia che il club stava per concludere a gennaio proprio l'acquisto in prestito di Zozulya. 

La società madrilena, attualmente in Segunda Division, ha completato l'operazione nonostante le proteste feroci dei suoi tifosi, ma ha comunque dovuto piegarsi a qualche spiegazione di circostanza:

Si è trattato di un equivoco, il giocatore non ha alcun legame con movimenti neonazisti. Lo stemma in questione era quello dell'Ucraina accompagnato dai versi del poeta Taras Shevchenko, studiato in tutte le scuole di quel paese.

Anche Zozulya ha voluto chiarire l'accaduto:

Ho collaborato con l'esercito in tempo di guerra, ma le mie azioni sono sempre state in sintonia coi valori espressi dal club e dalla sua tifoseria: difendere il paese e aiutare i bambini e i bisognosi. Non ho alcun legame con gruppi paramilitari o fascisti, e il giornale che aveva pubblicato quella foto l'ha poi rimossa, chiedendo scusa. Voglio solo impegnarmi per riportare il Rayo nella massima serie.

Tutto inutile: la protesta non ha accennato a placarsi e questo pomeriggio Zozulya è stato costretto a sciogliere l'accordo con il Rayo e a tornare al Betis. Dove comunque non potrà giocare fino al termine della stagione, visto che il calciomercato è chiuso.

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