Contro il muro Egitto, il Burkina Faso ha un tifoso doc: José Mourinho

Stasera la prima semifinale tra i Faraoni di Hector Cuper e gli Stalloni di Paulo Duarte. Proprio il ct portoghese rivela di aver ricevuto una chiamata... Special.

José Mourinho, allenatore del Manchester United

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Dalla parte dell'Egitto, sette edizioni vinte. La storia insomma, oltre che una difesa imperforabile e una stella chiamata Salah. E dalla parte del Burkina Faso? L'entusiasmo per una cavalcata da molti inattesa. Ma non solo: anche un tifoso decisamente prestigioso. La Coppa d'Africa ha eletto le prime quattro del Continente Nero, stasera sceglierà tra due di loro la prima finalista: allo Stade d'Angondjé di Libreville, i Faraoni di Hector Cuper sfideranno gli Stalloni di Paulo Duarte (diretta esclusiva a partire dalle ore 19.50 su FOX Sports, canale 204 di Sky). È la riedizione della semifinale del 1998, quando il Burkina Faso padrone di casa si arrese proprio davanti all'Egitto (che si sarebbe poi laureato campione).

Rimase quello il miglior piazzamento della Nazionale dell'Africa centro-occidentale fino al 2013, quando gli Etalons persero solamente in finale contro la Nigeria. A distanza di quattro anni, ecco di nuovo la chance per mettere finalmente le mani sul primo trofeo. Avere la meglio dell'Egitto, capace di non subire neanche un gol in tutta la competizione, non sarà semplice per gli uomini di Paulo Duarte. Con un tifoso d'eccezione come José Mourinho, però, tutto è possibile.

Paulo Duarte è il ct portoghese che fa sognare il Burkina Faso

Già, perché il manager del Manchester United non solo è connazionale del ct burkinabé, ma anche suo amico ed estimatore. Per Duarte, anzi, lo Special One è qualcosa di più:

È un amico, una figura paterna, uno che nel corso degli anni ha cambiato la mentalità di allenare non solo in Portogallo, ma in tutto il mondo.

Classe 1963 Mou, del 1969 Duarte: tra i due corrono solo sei anni di differenza, ma bastano per rendere l'ex tecnico dell'Inter un vero e proprio modello di riferimento per il suo collega più giovane:

I suoi metodi di allenamento, le dinamiche che introduce nei club, l'analisi degli avversari l'hanno reso leader di una nuova generazione di tecnici. 

Una stima sconfinata, che José non poteva non contraccambiare offrendo tutto il proprio sostegno a Duarte. Eccola allora la telefonata, rivelata nella conferenza stampa della vigilia dal commissario tecnico di Massarelos:

(Mourinho, ndr) mi ha chiamato proprio ieri. In precedenza mi aveva telefonato quando io mi trovavo in Gabon (Duarte è stato ct delle Pantere tra il 2012 e il 2013, ndr), quando abbiamo giocato in amichevole contro il Portogallo. Possiamo anche parlare solamente un paio di volte per diverso tempo, ma è sempre disponibile a dispensare consigli.

L'attaccante del Nantes Prejuce Nakulma ha siglato il gol del 2-0 nei quarti di finale contro la Tunisia

Ma da dove nasce questo profondo rapporto tra i due? Dobbiamo risalire al 2001, ai tempi della União Leiria, quando l'allora 38enne Mourinho guidava i biancorossi e Duarte muoveva gli ultimi passi della sua carriera da calciatore (si sarebbe ritirato tre anni dopo). Sedici anni dopo, sarà l'ex allievo a giocarsi le carte per scrivere la storia del Burkina Faso:

L'Egitto è una squadra fortissima, ricca di talento ed è la Nazionale che detiene il maggior numero di titoli. Non sarà facile per noi, lo so. Ma so anche che varrà lo stesso per loro. E poi non credo nella storia, la storia è un'illusione.

Di certo non lo è nel caso di Essam El-Hadary: 44 anni compiuti lo scorso 15 gennaio, il numero uno dell'Egitto è anche il giocatore più "anziano" ad aver mai disputato un match di Coppa d'Africa. C'era nel 1998, quando i Faraoni sconfissero il Burkina Faso in semifinale e conquistarono il trofeo.

C'era nelle tre edizioni vinte consecutivamente tra il 2006 e il 2010. Il tempo passa, lui resta e punta deciso verso la quinta coppa personale. Insieme a compagni di squadra che, in molti casi, potrebbero essere tranquillamente suoi figli:

Se li tratto come tali? No, per me sono come fratelli. Faccio in modo che non si avverta il gap di età. Molti sono ancora giovanissimi e non hanno mai avuto l'onore di vincere questa coppa. Ecco perché io gli racconto di quei successi, cerco di fargli capire come riuscire a emularli. E loro vogliono dimostrare a se stessi che possono reggere i paragoni con le generazioni passate.

Gli oneri e onori della storia contro l'entusiasmo, ma anche contro l'inesperienza di chi sogna la prima volta. La sfida tra Egitto e Burkina Faso ha tutto, davvero tutto per rimanere scolpita nella storia di questa Coppa d'Africa.

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