Egitto, il tuo Faraone è Kahraba: 1-0 al Marocco, è semifinale

Si completa il quadro delle semifinali della Coppa d'Africa 2017: a sfidare il Burkina Faso sarà la Nazionale di Cuper. Match deciso all'88' da Kaharaba.

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L'urlo di gioia di El Hadary, portiere egiziano di 44 anni, è l'immagine simbolo della serata di Port-Gentil. L'eroe è invece l'inatteso Mamhoud Kahraba, partito dalla panchina ma capace di spedire i Faraoni in semifinale. L'Egitto di Hector Cuper supera il Marocco 1-0, ci riesce al '88 dopo una sfida tiratissima e dominata nel secondo tempo dagli avversari. Salah e compagni raggiungono quindi il Burkina Faso (appuntamento mercoledì 1 febbraio a Libreville) e tornano tra le migliori quattro della Coppa d'Africa dopo sette anni: l'ultima volta, nel 2010, avrebbero poi vinto la terza edizione consecutiva. Non saranno invece tre i titoli conquistati di fila da Hervé Renard: il ct francese - e con lui lo juventino Benatia - salutano ai quarti.

Sfida bloccata

Tatticismo? Tanto. Agonismo? Ancora di più. Il primo tempo tra la capolista del Gruppo D e la seconda del girone C è una prova di forza tra i due allenatori più blasonati del torneo. Il grande protagonista del match è però il terreno di gioco: il suo è più un ruolo da antagonista, le condizioni del manto erboso sono al limite della praticabilità. La fluidità della manovra ne risente, le stelle - Salah in primis - faticano a creare e le occasioni latitano. Di sicuro, chi parte meglio è l'Egitto: il forcing iniziale per poco non viene premiato al quarto d'ora, con lo splendido sinistro al volo di Trezeguet (all'anagrafe Mahmoud Hassan) respinto da Munir.

I Faraoni non riescono però ad aumentare il ritmo, il Marocco ne approfitta per prendere in mano il pallino del gioco. Numerosi i cross scodellati in area (più del doppio rispetto agli avversari), ma è da una deviazione fortuita che nasce la chance migliore dei Leoni dell'Atlante: il colpo di testa di Saïss sorvola però di poco la traversa. I primi 45 minuti tramontano poi con l'infortunio dell'ariete egiziano Mosen, costretto a lasciare spazio al classe '93 del Braga Ahmed Hassan.

Domina il Marocco, ma la zampata è faraonica

La ripresa parte leggermente in ritardo per un fatto curioso: i giocatori dell'Egitto sono stretti in cerchio per caricarsi, mentre l'arbitro li esorta a schierarsi in campo. Poi vedi Salah controllare in area e calciare alla sua maniera e pensi che il rito dei Faraoni abbia avuto effetto: la manona aperta di Munir dice però che no, il Marocco non ha intenzione di passare in svantaggio. Anzi, tra il 54' e il 68' la squadra di Renard sfiorerà il vantaggio in almeno cinque nitide occasioni. Di queste, quattro vedono protagonista Bouhaddouz: la punta del St. Pauli prima si fa anticipare da El Hadary, poi colpisce alto di testa, quindi manca clamorosamente la deviazione sotto porta e infine si vede deviare in mischia un pallone che carambola minaccioso vicino al palo. Ma il rimpianto più grande arriva dal destro a giro che Boussoufa stampa al 55' sopra la traversa: una pennellata che sarebbe finita di diritto nell'antologia della competizione.

Non si sa come, ma l'Egitto riesce a non capitolare sotto i colpi degli avversari: per i Faraoni è arrivato il momento di ripresentarsi dalle parti di Munir. Ed è proprio il numero uno marocchino a superarsi, sulla girata al volo di Salah (superlativo il morbido cross su punizione di El Said). Nulla può invece all'88, il minuto in cui l'Egitto stacca il tagliando per la semifinale. L'eroe nazionale è Mahmoud Kahraba: sua la zampata che regala alla selezione di Cuper la vittoria. Il Marocco ci proverà allo scadere con una punizione di Fajr, ma l'ultima speranza si spegnerà a lato della rete di El Hadary. Che a 44 anni - e con tre Coppe d'Africa in bacheca - può dare libero sfogo alla sua gioia. E con lui l'intero Egitto.

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