Coppa d'Africa, il Burkina Faso vola in semifinale: 2-0 alla Tunisia

E adesso è storia: il Burkina Faso vola in semifinale. Tunisia eliminata, 2-0 giusto. Kasperczak esce ancora contro la sua bestia nera, proprio come nel 1998.

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L’Africa chiama, i suoi figli rispondono. Adesso la festa in Gabon entra nel vivo: dentro o fuori, nessuna alternativa. Perché questo continente cerca il suo nuovo padrone. E allora via con i quarti i finale. Da una parte il Burkina Faso, dall’altra la Tunisia. Kick-off, via: la storia inizia. Ora il livello si alza, lo sa bene la selezione di Duarte. E la storia si ripete, come nel 1998: gli Stalloni nel finale segnano due gol. Prima la leggenda nazionale Bance, poi il prodigio Nakoulma. E il Burkina Faso vola dritto in semifinale. Già, come nel 1998, quando Kasperczak fu eliminato ai quarti proprio dal Burkina Fasu. E ora il sogno di una squadra si trasforma in quello di un popolo intero.

Che festa

Facce rilassate. Mente libera. Perché queste due formazioni la loro impresa l'hanno già scritta. E così la festa comincia. Le note degli inni pompano sangue e passione nelle vene. Tutti in forma dal punto di vista fisico. Tanti raddoppi. Il film della partita è subito veloce. I giri del motore sono alti. Il tema è servito: i tunisini pensano, quelli del Burkina Faso stringono le maglie e ripartono. E lo fanno grazie alle loro frecce. Limitando anche la fantasia dei trequartisti tunisini. Ma la bilancia delle occasioni, nel primo tempo, rimarrà stabile. Le squadre si spartiscono le occasioni. E la prima vera emozione capita allo scoccare del quarto d'ora, in virtù di una sanguinosa palla persa dalla Tunisia: Traore libera Nakoulma, ma la palla termina alta. Brivido per le Aquile, che però riprendono il volo. Al 17' Khenissi disegna un bel cross, Msakni impatta: nulla di fatto, fuori. Il Burkina Faso, però, dimostra di essere la sorpresa della manifestazione. Lotta, si apre ed emoziona.

Ah, poi c'è un duello nella sfida: quello tra Abdennour e Traore. Il centrale del Valencia viene spostato a sinistra apposta per contenere l'attaccante di proprietà del Chelsea. Risultato? Beh, nel primo tempo Abdennour suda. Si fa ammonire, e poco dopo è imitato dal compagno di linea Yousseff. Doppio giallo per la squadra di Kasperczak. E allora la sofferenza inizia. Traore pizzica la traversa dopo i numeri da circo di Nakoulma: quest'ultimo il migliore in campo fin qui. Intanto le Aquile riprendono a volare. Lo fanno con uno schema su punizione: palla rasoterra e tiro arrotato di Ben Amor soffiato fuori da Koffi. Poi iniziano le storie tese nell'area di rigore degli Stalloni: palla spizzata da Abdennour ma Yacoubi non ci arriva. Si accendono le scintille: scaramucce, ma l'arbitro spegne il parapiglia.

La ripresa

Se lo chiedono tutti: ma Abdennour riuscirà ancora a contenere Traore. Intanto rimangono i buchi nella linea difensiva tunisina. Il Burkina ricomnincia forte, spinto dall'onda di passione dei suoi tifosi. Un'orchesta quasi in tribuna. Nakoulma e i suoi compagni di banco offensivi infiammano il match. Sgommano. Capiscono le lacune tunisine. E cambia anche la trama del match: perché le Aquile palleggiano meno. Così i sogni dei ragazzi di Duarte, piano piano, si trasformano nei sogni di un intero popolo. Brividi e speranze s'intrecciano, come al 61': quando Kone spreca di testa un ottimo cross da maglia bianca. Anche se fino al 70' di occasioni ce ne sono ben poche. Regna l'equilibrio. Il continente è sulle spine. Nessuna delle due formazioni meriterebbe di uscire. 

Il primo cambio di Kasperczak è una scelta forte: fuori Khazri, l'uomo con più qualità. Che la prende male. Perché doveva essere la sua occasione. Il giocatore del Sunderland lascia il campo e viene rilevato da Lahmar. Poi, ad un quarto d'ora dalla fine c'è spazio per la leggende degli Stalloni. La curva del Burkina Faso si scalda: entra Bance. I bianchi si scuotono nella psiche, attaccano a pieno organico. E l'uomo del destino è proprio lui, Bance. Roba incredibile, punizione a due: bomba rasoterra in sacco. Colpevole il portiere tunisino. Ma la storia è scritta. Siamo a 10 dalla fine. Burkina in vantaggio. Poi Aristide colpisce addirittura un palo, pochi secondi dopo il gol. Di tutto e di più nel finale. La Tunisia batte l'angolo della preghiera, Nakoulma sgomma in contropiede, supera il portiere avversario e puccia la sfera in rete. 2-0. Adesso è storia, quella che si ripete: come nel 1998 il Burkina Faso estromette la Tunisia. Che mazzata, ma che spettacolo. Il Burkina Faso vola in semifinale della Coppa d'Africa.

 

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