UFC, Rafael Dos Anjos: "Il taglio del peso stava per uccidermi"

Dichiarazioni che fanno rumore quelle dell'ex campione pesi leggeri Rafael Dos Anjos, costretto ad un taglio del peso brutale per rientrare al limite delle 155 libbre.

Rafael Dos Anjos UFC Copyright: MMA Fighting

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Il pericolo, di per se, è una sensazione a cui i fighter professionisti sono abituati. La consapevolezza di poter contrarre qualsivoglia tipo di infortunio, più o meno grave del previsto, è fortemente radicata nella mente e nell'animo di uomini e donne che fanno del combattere una scelta di vita. Tutto si svolge in funzione di quel momento, di quella sfida prima con se stessi e poi con l'avversario. Il percorso per arrivare al match però è lungo e tortuoso. Le battaglie - non solo in senso letterale - d'avvicinamento sono parecchie, ma una su tutte resta senza dubbio la più ardua da superare: quella del taglio del peso.

Lo sa bene ad esempio Kelvin Gastelum, costretto a cambiare classe di peso per gli ormai noti problemi legati al rientro al limite delle 170 libbre. Tuttavia, poche sono le testimonianze come quella dell'ex campione pesi leggeri UFC Rafael Dos Anjos. Attualmente in striscia negativa da due incontri, il brasiliano ha deciso di salire nei welter per evitare di doversi sottoporre per l'ennesima volta ad un taglio del peso incredibilmente duro. Come rivelato dallo stesso Dos Anjos ad ESPN però, l'oblio nel quale si entra per tagliare un quantitativo tanto cospicuo di chili si rivela alle volte essere davvero infernale, portando gli atleti in condizioni di salute assolutamente critiche.

La sera prima della cerimonia del peso (riferimento al match poi perso con Alvarez, ndr) persi 8-9 libbre durante l'allenamento. Me ne restavano da tagliare altre 3, ma tutto procedeva secondo i piani. Feci un bagno di sale che durò all'incirca 15 minuti, al termine del quale, alzandomi, accusai un forte giramento di testa. Mi sedetti, convincendomi che tutto fosse passato. Tornando in piedi però svenni, cadendo all'indietro. Sono stato a pochi centimetri dal colpire il lavandino con la testa! Quel giorno sarei anche potuto morire. Il mio team decise così di portarmi a letto, dove ebbi un altro mancamento dopo appena qualche secondo di lucidità. La cosa si è ripetuta ancora un'altra volta, e fu allora che dissi ai miei allenatori: "Chiamate il 911 e disdite il match".

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Eddie Alvarez colpisce violentemente Rafael Dos Anjos, nel match che costerà al brasiliano la cintura pesi leggeri

Ebbi altre perdite di coscienza, e non sapevo se e quanto peso avessi perso: non sapevo se sarei riuscito a rientrare nella categoria. Dovevo fare l'ultimo ceck, ma non riuscivo a stare in piedi. Così mi misero un asciugamano freddo in testa per una mezz'oretta. Riuscii ad alzarmi e a pesarmi. Ce l'avevo fatta. Ciò nonostante, qualora fossi stato sopra di qualche libbra non avrei potuto fare niente per perdere altro peso. Continuare a stare nei leggeri era un suicidio, mi stavo lentamente uccidendo. Senza la cintura poi, non riuscivo neanche a portare più di tanti soldi a casa. Per il mio esordio nei welter voglio un top. Non faccio nomi, ma sono un ex campione: perciò ho intenzione di affrontare un duro. Questa è la cosa più importante.

Un racconto crudo, da brividi quello di Dos Anjos, che ha deciso di rendere noto uno degli scorci più bui della vita di un fighter. La pratica del taglio del peso resta comunque diffusissima in tutti gli sport da combattimento, specie nelle MMA. Ad oggi appare parecchio utopistico pensare ad una debellazione di tale metodo. Sarebbe opportuno che alcuni atleti riuscissero a gestire una pratica così rischiosa con maggiore raziocinio, onde evitare di andare incontro a problematiche che ne potrebbero pregiudicare le condizioni di salute prima ancora del rendimento all'interno dell'ottagono.

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