Inside the Cage: Stephen Thompson e quel quarto round con Woodley

Nuovo appuntamento con la rubrica tutta dedicata alle MMA targata FOX Sports, quest'oggi dedicata a Stephen Thompson, protagonista di un gran match a UFC 205.

Stephen Wonderboy Thompson

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Un campione lo si vede dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.

Parafrasando impropriamente "La Leva Calcistica della Classe '68" di Francesco De Gregori si può ottenere una perfetta metafora di quello che è stata la ripresa più difficile della vita sportiva di Stephen Wonderboy Thompson.

Copyright: UFC

Lo scenario è quello di UFC 205, il round è il quarto, e all'altro angolo c'è il campione pesi welter Tyron Woodley. Quest'ultimo sa di essere leggermente in difetto nei round - vista la partita a scacchi messa in piedi dal karateka di Simpsonville -, e per questo mette in atto un'offensiva per la quale ogni aggettivo inerente al termine furiosa sarebbe comunque riduttivo. Primo minuto di studio, poi l'oblio: lo sfidante va knockdown, ma Woodley capisce che il ground and pound non basterà a spezzare la ferrea volontà di Thompson, e allora arriva - erroneamente, col senno di poi - l'intuizione: una ghigliottina. Una sottomissione serrata, all'apparenza senza scampo, ma il Ragazzo Meraviglia non sembra voler mollare. Più il campione stringe la morsa, più Thompson trova il pertugio giusto per aprire la presa, arrivando a liberarsi ad un minuto dalla fine del round.

La fase iniziale della ghigliottina portata da Tyron Woodley su Stephen Thompson.

Quel match, come detto, finirà in un pareggio, dopo che erroneamente l'annunciatore UFC Bruce Buffer decretò dapprima una decisione maggioritaria nei confronti di Woodley.

Oggi, a poco più di due mesi dall'accaduto, Stephen Thompson analizza lucidamente quella determinata frazione dell'incontro, terminato giustamente in pareggio. Ai microfoni di UFC Unfiltered però, il redivivo contendente alla cintura chiarisce anche come senza quell'infernale quarto round la contesa sarebbe giustamente finita in altro modo.

Nell'arco delle cinque riprese Woodley mi avrà concretamente fatto male soltanto una manciata di volte, ciò nonostante però i suoi colpi più forti non sono comunque bastati a mandarmi a dormire, idem per quanto riguarda la sottomissione. È stata tutta una questione legata al non mollare, se capite cosa intendo. Non importa quanto fa male, devi comunque restare concentrato sul tuo obiettivo e andare avanti, senza cedere. Non potevo battere: avevo un grosso numero di fans dietro quella notte, e sono certo di averne accumulato molti di più dopo UFC 205. Il quarto round? Sono onesto, non posso non ammettere come quella ripresa fosse un 10-8 per Tyron. Di contro però ho vinto 10-9 la seconda, la terza e la quinta ripresa. Va da se dunque che il pareggio ottenuto in fin dei conti resta il risultato corretto

Copyright: UFC

Il rematch

Se la seconda volta sarà quella buona per Stephen Thompson non ci è ancora dato saperlo. Certo, senza quel terribile quarto round forse la storia ad oggi sarebbe un po' diversa: forse UFC avrebbe un altro campione pesi welter, e forse questo articolo non sarebbe mai stato scritto. Sta di fatto però che UFC 205 ha consegnato ai fans più casuali il quadro completo di uno degli atleti più umili, leali e corretti delle MMA moderne, capace di accettare la sconfitta - come notato nel giallo legato all'incontro dell'MSG - e di prendersi anche in giro assieme allo stesso Woodley. Il tutto nonostante le tensioni createsi tra i due che, come sottolineato, si affronteranno per la seconda volta nell'arco di pochi mesi a UFC 209, per stabilire una volta e per tutte chi sarà degno di tenere salda alla propria vita la cintura pesi welter.

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