NBA, LeBron James pressa i Cavs e vuole molto di più per ripetersi

Dopo sei sconfitte in otto partite Cleveland vive un momento di crisi che all'interno di una stagione da ottantadue partite può capitare, ma LeBron non ci sta.

James vuole continuare a vincere, non è sazio

1k condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

Il prossimo inverno avrò 33 anni e non ho tempo da perdere.

Così LeBron James ha smosso il mondo dei Cleveland Cavaliers dopo la quinta sconfitta in sette partite, per di più rimediata contro i modesti Pelicans senza Anthony Davis. Di sicuro il momento della squadra è ben al di sotto delle aspettative, ma come spesso accade in questi momenti James un po' si comporta di leader e un po' svalica in ruoli che non gli competono.

David Blatt e l'esonero da primo della classe

Gennaio mese di problemi

Nel 2016, con un record di 30-11 all’attivo e la salda testa della Eastern Conference in mano, viene licenziato David Blatt dopo aver condotto una squadra con LeBron e onestissimi mestieranti (Irving e Love erano infortunati) a due partite dal titolo contro una squadra che l’anno dopo avrebbe fatto il record di vittorie in regular season. Era il 22 gennaio e la notizia lasciò basiti, nonostante non ci fosse segreto secondo il quale Blatt non avesse totalmente in mano lo spogliatoio. Nonostante questo è stato uno degli allenatori più vincenti a livello di record ad essere stato licenziato e solo il terzo dopo Scott e Shue ad essere sollevato dall'incarico dopo una finale NBA giocata.

“È stata una decisione completamente mia” disse all’epoca Griffin, ma che lo zampino di LeBron ci fosse era chiaro, visto che non aveva lesinato alcune frasi a effetto.
Un anno dopo, il 24 gennaio 2017, a seguito delle cinque sconfttie in sette partite (diventate poi sei con quella contro i Kings) è arrivata un’altra bordata sulla situazione generale della squadra, sintomo che il periodo dell’anno dopo le festività natalizie è storicamente indigesto ai Cavs. Questo è anche un momento in cui la debordante leadership di LeBron, seppure con l’obiettivo di vincere, svalica in ambiti non di sua pertinenza. Lui è il motivo per cui i Cavs sono sulla mappa del basket e hanno vinto un titolo dopo cinquantadue anni di digiuno nell’intero sport professionistico, ma siamo all’ennesimo caso in cui sembra lui a voler fare la spesa per migliorare quei piccoli dettagli che forse non sono così cruciali.

I big three chiamati a risolvere i problemi

Spurs e Warriors hanno corpi da mettere in campo per competere ogni sera

Quest'altra frase piuttosto diretta di James nel post partita di New Orleans manifesta un malessere nel sentire il suo roster inferiore a quello dei diretti avversari, entrambi incontrati nell’ultima settimana di gioco e dai quali ha perso (in maniera poco presentabile con i Warriors e in volata contro gli Spurs senza Parker e Gasol). A completare le richieste del re arriva anche l’assoluta necessità di avere un playmaker che faccia giocare la squadra e sia in grado di mettere in ritmo i compagni.

I Cavs hanno solo due giocatori sopra i due assists di media (James e Irving) mentre Spurs e Warriors addirittura sette, ma questo non significa che con un playmaker la situazione possa cambiare. I Cavs hanno vinto un titolo martellando Golden State con il pick and roll e puntando uno contro uno i difensori ritenuti anelli deboli della catena. Hanno individualità che nessuno può vantare nella lega e hanno improntato, giustamente, il tipo di gioco sui propri punti forti. Pensare che possano giocare in modo armonioso e di flusso come Warriors e Spurs sarebbe utopistico.

La voglia di vincere di LeBron James

Dobbiamo migliorare il nostro roster. Non dico che Griffin e il front office non stiano facendo un ottimo lavoro nel metterci in condizione di vincere, ma per ripeterci dobbiamo migliorare la nostra situazione... ovviamente se vogliamo farlo.

Questi sono due tweet condensati apparsi sul profilo di LeBron James, che però non tengono conto di alcuni fatti empirici. I Cavs hanno un payroll di 127.6 milioni dollari, ovvero nove milioni più di quello di Portland e addirittura 15 oltre il gradino più basso del podio, con una luxury tax di 27 milioni (anche qui primi in assoluto).

Bisogna rifirmare assolutamente Tristan Thompson perché è indubbiamente la chiave dei nostri successi.

E nelle scorse Finals è stato asolutamente così, ma per farlo sono serviti 15 milioni in questa stagione a salire nelle successive.

JR non può essere a Cleveland solo per fare lo spettatore degli Indians. È sempre stato un provetto professionista ed è stata la chiave del titolo. Non ha senso che non abbia una squadra.

Ecco quindi che JR firma con i Cavs a 12 milioni per questa stagione, anche lui a salire fino al 2020. È arrivato Korver da un paio di settimane in una perfetta operazione di mercato che ha portato un tiratore mortifero al fianco di sublimi creatori come LBJ e Kyrie. Nonostante tutto questo, i Cavs senza James sono 4-18 negli ultimi due anni, mentre dopo i 46 minuti di fuoco a Cleveland, Popovich ha fatto riposare Leonard vincendo a Toronto, al contrario James ne ha giocati 44 e perso a New Orleans.  Non è tanto una questione di corpi, playmaker, assists o minuti.

I Cavs possono tranquillamente ripetersi con questo roster e lo hanno dimostrato nella belluina vittoria contro i Warriors nel giorno di Natale, ma devono solo tornare a giocare con quella fame e cattiveria che li ha resi i campioni del mondo. Che LeBron voglia mettere pressione per volgere al meglio possibile ci sta, che i Cavs potrebbero sparire di nuovo quando lui se ne andrà è altrettanto vero, ma forse l’uomo franchigia, immagine, General Manager e allenatore, è un po’ troppo anche per un incredibile (e forse impareggiabile) campione come James.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.