Eurolega, l'Olimpia Milano scopre Pascolo: il ballerino del pitturato

L'ala dell'Olimpia si mostra all'Eurolega con una prestazione super che conduce i suoi alla vittoria sull'Olympiacos. 15 punti e 6 rimbalzi per l'ex Trento.

Pascolo a canestro per l'Olimpia Milano

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Milano-Olympiacos è stato il manifesto di Davide Pascolo all'Olimpia Milano. La vittoria dell'EA7 – seconda consecutiva per la squadra di Repesa nel girone di ritorno di Eurolega – ha avuto proprio l'ex Trento come assoluto protagonista: 25 di valutazione in 18 minuti con 15 punti (4/5 da due, 1/2 da tre, 4/4 ai liberi), 6 rimbalzi, 3 assist e +22 di plus/minus, statistica che valuta l'efficienza della squadra quando il singolo giocatore è in campo.

Parla il curriculum 

Ma Dada non lo scopriamo certo oggi, perché le buone partite disputate in questa stagione sia in campionato che in Eurolega con la maglia dell'Olimpia sono solo gli ultimi esempi di una carriera che già da qualche anno sta mettendo esperienze in curriculum e facendo parlare di lui non più solo come un prospetto ma come un giocatore completo, finito, che ha limiti fisici e tecnici ma una incredibile voglia di imparare. E spesso, questa, porta risultati.

Sacchetti vide lungo 

Sin da quando lo allenava (minibasket) mamma Anna (scomparsa 9 anni fa), Dada ha sempre sviluppato una grande abnegazione verso questo sport, caratteristica che non lo ha mai abbandonato nel corso degli anni. Dai tempi della serie D a Fagagna (UD) – dove realizzò i primi (e unici) 36 punti della sua vita cestistica – fino alla prima squadra della Snaidero Udine in A, con Meo Sacchetti che vide in lui qualcosa di speciale. Poi il suo grande passo compiuto a Trento, con cui è partito dalla vecchia serie A3 ed è arrivato a giocarsi l'accesso alla finale di Eurocup, dopo varie convocazioni all'All Star Game e il 2° posto assoluto nella classifica Mvp dello scorso campionato di serie A.

Un fenomeno senza palla 

Elogi e premi non hanno però mai scalfito un ragazzo che parla poco e lavora tanto su sé stesso, un antidivo a cui in pochi avrebbero dato credito. Repesa, suo attuale allenatore a Milano, in un post partita di Eurolega disse 

Quando è arrivato in A2 dicevano che non aveva il fisico per l'A1; quando è salito in A1 dicevano che non poteva stare a questo livello; quest'anno dicevano che non poteva stare in Eurolega… guardatelo ora.

E proprio ieri la conferma, con una prestazione da urlo che ha condotto l'Olimpia “degli stranieri” (perché fin qui in Eurolega la squadra si è poggiata prettamente sui non italiani) a un successo alla vigilia insperato. Davide ha messo in mostra tutto il suo bagaglio, tecnico e tattico, che ne fa probabilmente il miglior lungo senza palla della nostra Serie A. Basta guardare qualche suo highlight per constatare come il friulano sia sempre nel posto giusto al momento giusto. Nei pick'n roll è spesso libero in area per ricevere o aprire il campo ai compagni, a rimbalzo – nonostante un fisico non particolarmente possente – va con fiducia e sa anticipare d'astuzia i movimenti di tanti giocatori anche più grossi ed esperti e poi c'è l'uso del piede perno, la chicca che fa di lui un ballerino con le scarpe alte ai piedi. E non citiamo, ma c'è anche quello, un buon tiro dalla media e una discreta capacità di metter palla per terra.

Lavoro, sacrificio, dedizione

Il suo fisico, più da piccola che da ala grande/centro, lo rende agile e “sgusciante” anche in situazioni di grande affollamento in area, dove riesce a concludere con movimenti e finte che ricordano il miglior Hakeem “The Dream” Olajuwon. Chiaro che il paragone sia un'iperbole e Dada forse non avrà mai l'occasione di giocare in Nba, ma quanto “ottenuto” fin qui – e dimostrato ieri sul grande palcoscenico dell'Eurolega – è sotto gli occhi di tutti, ora più di prima, ed è frutto di lavoro, sacrificio, dedizione e una riservatezza che, accanto a molti “spacconi”, fa la differenza.

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