Ancelotti, lo scudo di Guardiola: "Sono i giocatori a doversi adattare"

Secondo molti osservatori, l'adattamento del catalano alla Premier League procede a rilento, ma il tecnico di Reggiolo propone una differente interpretazione.

Ancelotti e Guardiola

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Non siamo ancora alla fase di rigetto, ma di certo il trapianto di Pep Guardiola in Premier League si è rivelato più indigesto del previsto. Dopo una partenza fulminante, condita da 10 vittorie filate e da un derby dominato al di là del punteggio contro il Manchester United di José Mourinho, il suo Manchester City si è gradualmente afflosciato su se stesso, perdendo irrimediabilmente terreno nei confronti del Chelsea tritatutto, capace di rifilargli una severa lezione nello scontro diretto, una delle cinque sconfitte rimediate dai Citizens nelle prime 22 giornate. D'altra parte, Alex Ferguson l'aveva avvisato in tempi non sospetti: per lui, l'adattamento alla Premier League non sarebbe stato semplice. E alla fine anche lo stesso Pep si è arreso all'evidenza:

Non ho alcuna intenzione di cambiare l'Inghilterra, ovviamente sono io che devo cambiare per adattarmi al calcio inglese. Sono venuto qui per questo, per cambiare: ogni paese ha una sua cultura, il suo modo di giocare, e questo è meraviglioso

Ma c'è anche chi la pensa diversamente, nientemeno che il suo successore al Bayern Monaco. Per Carlo Ancelotti, infatti, sono i suoi giocatori a doversi abituare ai metodi di lavoro del nuovo tecnico, come ha spiegato ai microfoni di ESPN:

Qualunque siano i problemi che ha incontrato finora, credo derivino tutti dal dal doversi ricalibrare con ragazzi con cui non si è mai lavorato prima, convincendoli a seguire il suo metodo, fino al punto in cui i benefici diventano evidenti. E per queste cose ci vuole tempo. Credo che il suo adattamento alla Premier League sia una questione marginale

Naturalmente, Ancelotti dice di Guardiola quello che potrebbe in realtà dire di se stesso, altro manager carico di bottino che all'inizio di questa stagione, a causa di un'uscita dai blocchi non proprio esplosiva, ha dovuto fronteggiare le critiche delle vedove di (guarda te) Guardiola. 

Per beneficiare degli insegnamenti di Guardiola i calciatori devono adattarsi a lui. Vale la stessa cosa per me al Bayern, i giocatori devono abituarsi a me e questo a volte ci è costato qualcosa. La verità è che è complicato arrivare in un club dove tutto girava per il verso giusto e tutti erano felici, mentre è più facile sostituire un collega esonerato perché le cose andavano male. In quel caso tutti, dai giocatori ai dirigenti, si aspettano cambiamenti radicali e i tifosi sono più disponibili a mostrare pazienza, perché consapevoli che la ricostruzione richiede sempre tempo

Già, ma quanto tempo? Secondo il Sun, Guardiola avrebbe proposto al board del City l'approvazione di un piano quinquennale per portare il club in posizione di dominanza. Piano che, oltre al massiccio rinnovamento di una rosa vecchiotta (28,3 anni di media) e poco autarchica (83% di giocatori stranieri), prevede evidentemente il rinnovo del contratto del tecnico, attualmente in scadenza nel 2019.

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