Monchi: "La Roma? Francia e Italia sono adatte per il mio lavoro"

Ramón Rodríguez Verdejo, il celebre dirigente che ha fatto le fortune del club attualmente allenato da Sampaoli, ammette che il suo futuro sarà lontano dalla Spagna.

Il ds del Siviglia, Monchi, esulta per l'Europa League

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Il direttore sportivo Ramón Rodríguez Verdejo, per tutti semplicemente "Monchi", è l'uomo che ha fatto le fortune del Siviglia degli ultimi anni, lo stesso scelto dalla Roma di James Pallotta per aiutare il club giallorosso a crescere e competere a livello internazionale. Sembrava che l'operazione fosse di fatto già conclusa, ma circa due settimane fa, in un'intervista congiunta con il presidente del Siviglia Castro, lo stesso dirigente aveva assicurato di non aver chiesto di cambiare aria, posticipando così i discorsi riguardo un suo possibile addio. A molti è apparsa solo come una frase di circostanza per evitare di creare caos in una società che sta vivendo un momento magico dall'arrivo di Jorge Sampaoli, secondo in Liga a un punto dal Real Madrid (che però deve recuperare una partita) e davanti al Barcellona di una lunghezza.

Oggi però "l'uomo delle plusvalenze" è tornato a parlare, stavolta ai microfoni di Bein Sport, e ha lasciato intendere che il suo futuro difficilmente sarà ancora in Spagna:

Si è creato troppo rumore per via di questo problema e non ce n'era bisogno. La colpa è mia, non ho saputo gestire bene la situazione. C'è il desiderio di cambiare club e quando ci saranno le condizioni per lasciare il Siviglia lo farò. Voglio sperimentare nuove esperienze, ma in futuro. Voglio provare qualcosa di nuovo, conoscere altre culture. Sono un "sevillista", così come lo sono i miei figli, e questo non cambierà mai. Amo questo club. Nelle prossime società dove lavorerò cercherò di non farmi coinvolgere così a livello emotivo.

Futuro giallorosso

Inevitabile a questo punto parlare della possibilità di andare alla Roma:

Francia e Italia, molto più dell'Inghilterra, sono due campionati adatti al mio modo di lavorare. La figura del direttore sportivo in questi Paesi è più sviluppata. È una sfida personale per me. Sono un ribelle, così come lo è il Siviglia. E voglio vedere se sarò in grado di fare in un altro posto ciò che sono riuscito a fare qui in Spagna. Comunque lascerò questa società solo quando saremo tutti d'accordo nel farlo.

Spirito "sevillista"

E sicuramente quel giorno non sarà il prossimo febbraio, come avevano ipotizzato i media spagnoli:

Non è possibile, perché a febbraio c'è il Carnevale di Cadice (ride, ndr). Scherzi a parte, non me ne andrò pagando la clausola rescissoria, né lascerò a febbraio.

E cosa succederebbe se un giorno, nel suo prossimo club, dovesse trovarsi a trattare un calciatore del Siviglia?

Probabilmente nel breve termine non capiterà una situazione del genere. Di certo non sarei meno "sevillista" se un giorno dovessi acquistare un calciatore dal Siviglia. Non lo farò nel breve termine, ma più in là potrebbe succedere.

Parole che sembrano già un messaggio d'addio.

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