Formula 1, finisce l'era Ecclestone: fuori dopo 40 anni al comando

Il numero uno del Circus è stato "deposto" da amministratore delegato e nominato presidente onorario: "Un ruolo inventato dagli americani! Ma resteròl in giro...".

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Un boss in pensione. No, non è il titolo di una nuova serie TV, ma la vera storia di Bernie Ecclestone, ormai ex patron del Circus. Ottantasei anni, 40 a “guidare” la Formula 1. Lui l’ha creata così come tutti la conosciamo, trasformando i piloti in vip, i Gran Premi in eventi. Ci è riuscito grazie alla sua personalità, strette di mano con i meccanici e con gli emiri dell'ultima ora interessati alle quattro ruote. Accordi e disaccordi. Lui, che le corse le ha vissute poco e in moto, è riuscito a unire tutte le macchine tirando fuori un carrozzone che fattura centinaia di milioni di dollari ogni anno. Ma ora la sua era è finita.

Il futuro

È vero, sono stato deposto. Non sono più il capo della Formula 1. La mia nuova posizione è di quelle inventate dagli americani, presidente onorario. Ho questo titolo anche se non so bene cosa significhi.
Queste le prime parole dell’inglese ad Auto Motor und Sport. E non chiamatelo ‘nonnetto’, lo spirito per andare avanti c’era ancora. Ora va deposto nel cassetto di una scrivania classica da pensionato. Ma solo quello, perché per il resto sarà il solito Bernie:
Mi vedrete ancora in giro per i box, ho tanti amici e abbastanza soldi per assistere alle gare. Le mie giornate in ufficio però saranno più tranquille da adesso in poi.

Nuovi padroni

Ora tocca a Liberty Media, consorzio americano che da settembre corteggia la Formula 1 ed è vicino a chiudere l’operazione per poco meno di 7,5 miliardi di euro. A capo c’è il tycoon statunitense John Malone, il nuovo numero uno invece sarà Chase Carey, già massimo dirigente per maxi società come la 21t Century Fox, Eesean Bratches ed Espn. Per molti Carey sarà solo traghettatore: nel futuro spazio a Ross Brawn, ex ingegnere Ferrari oggi Direttore Generale.
Insomma, l’era del cambiamento è iniziata e le anticipazioni non mancano: si parla di dare più copertura TV ai Gran Premi studiando una nuova formula-corsa, ad esempio dividere l’evento in Gara 1 e Gara 2. Ma soprattutto tremano alcuni Gran Premi d’Europa. La nuova proprietà americana vuole favorire gli Stati Uniti. Più corse in America, meno nel Vecchio Continente. E con Ecclestone fuori dai giochi è difficile pensare che possa accadere il contrario.

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