Il reality di Sergio Ramos, la sberla di Griezmann, Neymar come Ronaldinho

A cura di Massimiliano Chirico per Crampi Sportivi

Neymar e Ronaldinho

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UD Las Palmas - RC Deportivo

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Ancora uno stop per i giallo canarino di Quique Setièn, che dopo aver abbracciato cinque pallottole dal Barça inciampano davanti al pubblico amico contro il Depor. In avvio di gara Marko Livaja scocca una freccia di fuoco che rischia di staccare una mano a Tyton, ma il parziale cambia solo grazie a Mateo Garcìa. Poi non succede forse nulla e i giocatori, immobili in campo, si osservano negli occhi fino al 70'. Ci pensa Florin Andone a dare due giri di ritardo alla retroguardia del Las Palmas, insaccando alle spalle di Javi Varas. Finisce uno a uno e non sarà certo soddisfatto Gaizka Garitano che ricorda lontanamente Cristiano Lucarelli.

RCD Espanyol - Granada CF

Al Cornellà i tifosi ricordano Maria Bosch in avvio di gara: figlia di Crisanto Bosch, centrocampista del Màgico negli anni Trenta, è stata per quarant'anni la segretaria del club. La gara si trasforma in una festa per i biancoblu che all'undicesimo aggiornano il tabellino con una botta a giro di Reyes, caparbio a sfruttare un disimpegno da rescissione consensuale ad opera di Tabanou. Pareggio di Pereira su punizione rasoterra "à la Bonaventura", poi l'Espanyol dilaga con Navarro e Piatti.

Finisce 3 a 1 ed esplode la gioia come si può facilmente constatare dalle facce dei bimbi che proprio mamma mia non sanno dove metterla tutta questa felicità.

Real Madrid CF - Malaga CF

Tifoso del Real, vuoi prima la notizia brutta o quella bruttissima? Ok, quella brutta e che Modric e Marcelo rimarranno fermi per un po', saltando sicuramente l'andata degli ottavi di Champions League. Quella bruttissima è che, nonostante il ritorno alla vittoria, il Real sta diventando il reality show di Sergio Ramos e nulla esclude che tutto quello che gli succede faccia parte di una produzione cinematografica.

Prima i fischi di Siviglia, poi la sciagurata autorete e adesso la doppietta che consegna ai Blancos il titolo di campioni d'inverno, premiati direttamente da Alberto Tomba la Bomba. Ah si c'era anche il Malaga con in attacco Penaranda, facilmente riconoscibile perché non tocca una palla manco per sbaglio. Piccolo spazio nazionalpopolare: già si vede che Morata è tristissimo perché gioca poco, poi con quella faccia e quella polo bianca assomiglia sempre più a un pizzaiolo. 

Deportivo Alaves - CD Leganes

Due a due è il tipico risultato da squadre che non vogliono farsi male: l'Alaves si tiene a galla vicino al decimo posto mentre il Leganès finché sta fuori dalla zona rossa può anche concedersi questi pareggi. Oddio, mica tanto e infatti vanno due volte sotto. Sulla prima rete degli ospiti c'è una gran palla al volo di Machìs, ma a voler continuare a scrivere di qualcuno dovremmo tirare fuori il miracolo Leganes che ormai tutti conoscono. No? Allora praticamente... No, scherzo, vi lascio con una bella foto di Nereo Champagne per il suo compleanno.

Villareal CF - Valencia CF

Ancora Voro. La settimana scorsa parlavo di questo specie di santone del Valencia che viene chiamato nei momenti difficili e a dire la verità vince. Questa settimana ad esempio si è regalato un perentorio 2-0 a domicilio del Villareal, con un secondo tempo muscolare e di ripartenza. Ok, basta parlare della squadra però.

Al Madrigal ci sono tutti, davvero tutti (al minuto diciotto degli HL c'è palesemente Riccardo Idda in tribuna, il mio difensore preferito di Lega Pro) ad attendere il momento: al minuto 81 fa il suo ingresso in campo Simone Zaza che in nove minuti va al tiro due volte e si mostra subito propositivo e con la voglia di menare qualsiasi cosa. 

VARIAS OCASIONES!

CA Osasuna - Siviglia FC

La partita è interessante perché per lunghi tratti si è capito come mai Sirigu faccia panchina. Sergio Rico è incredibile, l'Osasuna lo prende a pallate grazie alla difesa ballerina del Siviglia e lui le respinge con ogni muscolo possibile. Il Siviglia ribalta una partita che sembrava persa. Avete mai riflettuto sui giocatore che fanno un'autorete e poi segnano subito dopo? Incredibile, succede sempre.

Atletico Bilbao - Atletico Madrid

Organizziamo una tavola rotonda, bottiglie d'acqua sulla scrivania, siede girevoli e cravatte: parliamo per tutto il tempo della precisione incredibile e del miracolo balistico di Griezmann all'80'. Tirare una sberla così precisa e forte sulla base del palo dopo ottanta minuti al piccolo trotto su uno dei campi più insidiosi di tutta la Spagna è qualcosa che abbatte la terza parete calcistica. Ricordiamo che la prima parete l'ha abbattuta Zidane in finale col Leverkusen, la seconda Blanchard contro la Juventus.

Real Sociedad - Celta Vigo

La Sociedad formato rapina fa esplodere l'Anoeta e acchiappa l'Atletico in zona Champions. Padroni di casa che si infrangono più volte sulla squadra più hiphop di tutta la Spagna senza riuscire a scardinare la porta e gli attaccanti pensando di slacciari le scarpe e menare il portiere. Al 72' Juanmi sbanca la partita siglando il gol numero 3200 della Real Sociedad in Primera Liga, incassando il premio che spetta alla squadra che ha tenuto vivo nei nostri ricordi Carlos Vela che, assieme a Giovani Dos Santos, rischiavamo di dimenticare per sempre nel passaggio da PS2 a PS3. Complimenti a Juanmi e al sorriso da coniglietto baruffo.

Real Betis - Sporting Gijon

Gijon che incassa e riparte per tutta la gara i colpi di un Betis sterile e affaticato. Finisce zero a zero al Benito Villamarin: noia mortale, alcune parate, il tecnico di casa alla fine spiega ai giocatori che hanno fatto la figura degli stambecchi. Proprio così, con la mano alta, facile che ricordi uno stambecco se lo guardi.

Eibar - Barcellona

Ai giocatori del Barcellona invidio la capacità di saper stravolgere una partita in pochi minuti, che sia l'Associazione Bevitori di Caffè Amaro o il Bayern Monaco l'avversario di turno. Questa volta è toccato all'Eibar che non ha molto da chiedere dall'alto del suo decimo posto: i padroni di casa giocano corto e sui piedi, attenti alle ripartenze riuscendo così a ben figurare per mezz'ora. Poi la sblocca Denis Suarez con un fendente dal parco giochi alle spalle di casa e fino al novantesimo il Barça dilaga con i suoi attaccanti e la loro capacità di mettere sempre il pallone al posto giusto con la potenza giusta. Forse è questa la vera differenza tra me e loro, non capisco.

Il nostro appuntamento settimanale termina così, con questa statistica agghiacciante di Neymar che pareggia il counter dei gol di Ronaldinho con 40 partite in meno.

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