Almagro, ritiro tra le accuse: "Ma non mi serve giocare per 50 mila dollari"

Gli Australian Open di Melbourne si aprono con le polemiche per l'abbandono del tennista spagnolo: era infortunato, ha giocato solo per il premio? Ma lui si difende.

Lo spagnolo Nicolas Almagro, numero 42 del ranking ATP

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Appena 23 minuti per sancire la fine del match, appena 23 minuti per scatenare la prima polemica agli Australian Open. Il primo dei quattro tornei del Grande Slam ha aperto i battenti a Melbourne e il round 1 ha già fatto parlare di sé. Protagonista, Nicolas Almagro: il tennista spagnolo ha abbandonato la sfida di singolare maschile contro Jeremy Chardy, quando il francese era in vantaggio 4-0 nel primo set. Il motivo? Un infortunio al polpaccio che già lo aveva condizionato negli allenamenti di preparazione.

Una decisione che non sembrerebbe avere in sé nulla di strano, se non fosse per i dubbi sollevati sulla decisione di fermarsi: che abbia marcato presenza solamente per potersi assicurare il budget previsto per i partecipanti? L'Australian Open prevede infatti 50 mila dollari (circa 35 mila euro) per tutti gli sconfitti al primo turno. E così, quando la questione è stata sollevata nella conferenza stampa post-match, Almagro ha rigettato al mittente ogni tipo d'insinuazione

Mi sono presentato in campo perché ero convinto di riuscire a giocare. Sono stato nella Top 10 (9° posto nel maggio 2011, ndr) e ho più di 10 milioni di dollari, non mi serve giocare per 50 mila dollari.

Lo scorso 5 gennaio Almagro era stato sconfitto da Andy Murray ai quarti di finale dei Qatar Open

Petto in fuori e conto in banca sbandierato come prova di buonafede: il 31enne di Murcia ha fatto ricorso a ogni mezzo dialettico per smentire uno scenario che ovviamente l'avrebbe messo in cattiva luce. L'unico suo stimolo era insomma puramente sportivo:

Ho provato a giocare durante la settimana, è stata dura. Ho effettuato una risonanza magnetica e il risultato non è stato positivo. Questo è quanto. Ho avvertito quindi ancora dolore e mi sono ritirato.

Dalla sala stampa ai social, Almagro ha quindi affidato a Twitter tutta la delusione per la dietrologia avanzata sul suo conto:

In riferimento al mio ritiro dagli Australian Open, voglio precisare come in conferenza stampa mi sia stato chiesto se avessi giocato per i soldi. Trovo ciò tremendamente offensivo. Oggi e nei miei 15 anni di carriera ho giocato per la pura ambizione di vincere. Inoltre - e premesso che sto aspettando che a febbraio nasca il mio primo figlio - prossimamente salterò diversi tornei e per me era molto importante cercare di ottenere alcuni punti. E per questo motivo ho giocato pur soffrendo, come già in molte altre occasioni nella mia carriera.

Una presa di posizione netta per sconfessare i ragionamenti più "maliziosi". Per evitare queste situazioni potenzialmente spiacevoli, l'ATP ha da poco introdotto una modifica nel regolamento: chiunque, tra gli ammessi al tabellone, dovesse rinunciare a scendere in campo per infortunio, si vedrebbe comunque riconosciuto il montepremi che andrebbe agli sconfitti del primo turno. In questo modo,lucky losers (gli eliminati nelle qualificazioni che rientrano in gioco in seguito a un forfait) avrebbero la possibilità di partecipare al torneo senza precludere il riconoscimento economico a chi alza bandiera bianca. Al contrario, l'ITF - la Federazione Internazionale di Tennis responsabile dei quattro tornei del Grande Slam - non ha adottato almeno finora lo stesso meccanismo. Da qui le polemiche sul ritiro di Almagro che hanno infuocato la prima giornata degli Australian Open.

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