Sergio Ramos ai tifosi del Siviglia: "Mi insultate e idolatrate Rakitic"

Insultato per tutta la partita, Sergio Ramos si è vendicato dei tifosi del Siviglia segnando con un cucchiaio ed esultando sotto di loro. A fine partita si è sfogato.

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Una bandiera del Real Madrid, un simbolo di Siviglia. Sergio Ramos è questo. Nulla di più, nulla di meno. Nato a Camas, a pochi chilometri dal capoluogo andaluso, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Siviglia. Nel 2005, a 19 anni e dopo 9 stagioni in biancorosso, lasciò il club per 30 milioni di euro per andare al Real Madrid. Lì è diventato uno dei giocatori più importanti al mondo, arrivando a indossare anche la fascia di capitano del club che in Europa ha vinto più di tutti. Sergio le proprie origini non le ha mai dimenticate, lì però qualcuno non gli perdona l’addio.

Il fatto

Ieri Sergio Ramos ha segnato il gol del momentaneo 3-2 che ha chiuso il discorso qualificazione. Lo ha fatto col cucchiaio su rigore, dopo essere stato insultato e fischiato per tutta la partita. Dopodiché ha mostrato il proprio nome ai tifosi e si è messo le mani dietro le orecchie in segno di sfida. Un gesto forte, che ha ferito lo stesso Ramos (che vorrebbe un’altra accoglienza) ma del quale non si pente assolutamente:

Non ho mancato di rispetto a nessuno. Ho chiesto scusa a Soria (portiere avversario, ndr), ma non ero da biasimare. Non posso essere tifoso di una sezione di pubblico che ha insultato me e mia madre dal primo minuto. Questa sarà sempre casa mia, ma sono il capitano del Real e devo fare il meglio per il mio club. Vorrei essere accolto in maniera diversa. Rakitic e Dani Alves vengono trattati come degli Dei quando tornano in questo stadio.

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Sergio Ramos ha provocato i tifosi del Siviglia che lo avevano fischiato e insultato: ha ragione?

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Anche all’uscita dallo stadio Sergio Ramos è stato insultato dai tifosi che hanno aspettato che salisse sul pullman del Real. Domenica i campioni d’Europa torneranno a giocare a Siviglia, e per Ramos ci si può aspettare l’ennesima accoglienza d’inferno. D’altronde lui è una bandiera del Real Madrid, cosa che molti tifosi a Siviglia non accettano. Perché lui avrebbe dovuto essere il loro simbolo.

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