Coppa d'Africa, 'Il diario di Karim: il nostro arrivo in Gabon'

Karim Barnabei è l'inviato di FOX Sports in Gabon al seguito della Coppa d'Africa 2017: ogni giorno (o quasi) ci racconterà la sua esperienza fuori dalle telecamere e dalle dirette TV

560 condivisioni 1 commento 5 stelle

di

Share

12 gennaio: l'arrivo della squadra di Fox Sports in Gabon è stato simile a una premonizione.

Una volta giunti, siamo stati immersi in lungaggini burocratiche di cui, in Europa, si erano perse le tracce; mentre l'impazienza stava per far posto allo scoramento, l'Africa si è manifestata in tutta la sua potenza: uno sciame di camerunesi, seguendo il ritmo uniforme ma incostante delle vuvuzelas, è comparso di colpo. Corpi dipinti in qualsiasi modo, vestiti locali, danze che sono durate per circa un'ora prima dell'arrivo della nazionale del Camerun.

La facilità con cui un centinaio di camerunesi si è radunato sta in una delle tante sfaccettature dell'Africa: il Gabon, stato di poche persone e molto petrolio (nonostante l'abbassamento del prezzo abbia portato la crisi negli ultimi due anni), è uno stato più ricco dei paesi circostanti e attrae lavoro. Immigrati camerunesi, maliani, burkinabé e senegalesi si spostano in Gabon, seguendo la scia della francofonìa continentale.

Il Gabon è un paese sull'equatore, Libreville è forse la capitale più vicina alla linea che taglia orizzontalmente il mondo. Le temperature sono paradossali: a brevissimo ci saranno una trentina di gradi al sole e 35 con la pioggia. Altro che  rinfrescate.

D'altronde si avvicina la stagione delle piogge e la foresta pluviale ha bisogno di tanta acqua e tanto caldo per essere così rigogliosa. Essa stessa sembra volersi riappropriare di ogni centimetro strappatole dall'uomo: incombe ovunque sul cemento, fa capire che la foresta è pronta ad espandersi, che una città così grande è una gentile concessione.

Norma è il resto del Gabon, per l'80% coperto da foresta pluviale, ossia alberi, corsi d'acqua, animali dai colori sorprendenti

Il primo giorno di lavoro ci ha permesso di capire due cose

  • occorre comunicare ai locali un orario con almeno un'ora di anticipo. La fretta qui non fa tendenza
  • l'assenza di rigore va saputa cavalcare

Mi spiego: il Gabon ha comunicato di voler chiudere il proprio allenamento ai media, poi qualcuno ci ha ripensato. Stare vicino ad Aubameyang e compagni, incitati dalle battute dei gruppi di tifosi locali seduti sull'erba a due passi dai calciatori, dà la dimensione dell'approccio differente. Le pressioni esistono anche qui, ma si affrontano diversamente .

Sullo sfondo uno stadio mastodontico, costruito da cinesi e gabonesi per un presidente della repubblica che va pazzo per il calcio.

Se ne parlerà più avanti: ci attendono molti giorni in Gabon e abbiamo casualmente scoperto un connazionale proprietario di un rinomato ristorante italiano. È giunto il momento di  intervistarlo, poi ci mostrerà come chef Michele cucina il pesce. Almeno per qualche ora la cucina gabonese potrà aspettare...

Share

Vota

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.