Liverpool, Klopp e il "pizzino" a Sturridge: "Un nostro errore"

Il manager dei Reds prova la mossa della disperazione contro il Southampton: un cambio di modulo scritto su un foglietto. Ma non arriva l'effetto desiderato.

Sturridge con in mano il pizzino consegnatogli da Klopp

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Un "pizzino" per spiegare le mosse tattiche. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Certo però che la scena messa in atto dai giocatori del Liverpool, per come si è sviluppata, ha assunto dei contorni a tratti tragicomici: sia per via dell'obiettivo non raggiunto (il pareggio), sia per il mancato conseguimento istantaneo sul campo dell'effetto sperato da Jurgen Klopp.

Pizzino in campo

Il manager del Liverpool voleva spiegare a Sturridge la mossa tattica, quella della disperazione, con la quale intendeva provare a dare una sterzata all'incontro con il Southampton, in vantaggio per 1-0 nella partita di andata della Coppa di Lega. Un'indicazione teoricamente semplice per modificare il modulo, ma che non ha fatto in tempo a spiegare per via della ripresa del gioco. Così, la decisione di affidare il "pizzino" allo stesso giocatore, con il compito di diffondere "il sapere" al resto dei suoi compagni. L'effetto è stato uno Sturridge visibilmente confuso, che con lo sguardo perso si è prima avvicinato a Emre Can e poi ad Adam Lallana. Il tutto non è sfuggito alle telecamere che hanno immortalato quel foglio di carta girare per il terreno di gioco. A prescindere dal fatto che i giocatori abbiano capito o meno il messaggio, di certo l'effetto non è stato quello sperato, visto che l'incontro si è chiuso senza altri gol, con la vittoria del Southampton.

La spiegazione

Inevitabile per Klopp parlare di quanto accaduto nella conferenza stampa post-partita:

Era un semplice cambio di modulo. Volevamo passare al 3-5-2. Lucas dietro, Emre al centro, due ali, due attaccanti. Mezzali Lallana e Coutinho. Tutto qua. Non c'erano altre informazioni, ma erano abbastanza. Forse era un po' troppo tardi. Abbiamo dato quel foglietto quando è ripreso il gioco, quello è stato il nostro errore. Sono cose che capitano. 

Quando poi gli fanno notare che la mossa è apparsa come un segnale di frustrazione, il tedesco ha replicato così:

No, semplicemente ho tentato di cambiare qualcosa. Che allenatore sarei se me ne stessi fermo immobile in panchina? Così come quando le cose vanno bene non penso di essere un allenatore fantastico, quando vanno male provo a fare qualcosa per sistemarle. Nessuna frustrazione.

D'altronde se un pizzino potesse risolvere tutti i problemi, lo vedremo di certo con più frequenza sui campi da calcio.

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