Barcellona: "Vogliamo il rinnovo di Messi, ma in linea col bilancio"

A margine del Forum europeo il direttore esecutivo dei catalani Òscar Grau ha fatto il punto della situazione: "Vogliamo che resti, ma si rimanga entro dei limiti".

Lionel Messi, pensieroso sul suo futuro

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La vicenda sul rinnovo di Lionel Messi e il Barcellona continua a tenere banco. Quella che inizialmente sembrava dovesse essere una semplice formalità da sbrigare entro lo scorso dicembre, si sta rivelando un’operazione ben più complicata, una vera e propria trattativa che coinvolge anche aspetti economici, inizialmente presentati come secondari.

Occhio al bilancio

I rumors sui vari club interessati alla Pulce, su tutti la mostruosa offerta dalla Cina (tanto per cambiare) dove sarebbero pronti a ricoprirlo di milioni, 500 in 5 anni per la precisione, non possono far altro che rappresentare ulteriori ostacoli nei colloqui tra giocatore e club blaugrana. Intanto la società, attraverso le parole del direttore esecutivo Òscar Grau nel corso del Forum europeo di questo mercoledì, ha fatto il punto della situazione:

Bisogna analizzare la vicenda con la mente fredda e il buon senso. Il Barcellona non può superare la soglia del 70% del suo bilancio destinato agli stipendi, quindi dobbiamo far quadrare i conti.

Aumento ricavi?

In poche parole: ok il rinnovo, ma solo a determinate condizioni e all’interno dei limiti. Il club blaugrana così fa capire quali siano le proprie intenzioni, che non sono proprio da “carta bianca” consegnata a Messi per convincerlo a restare. Il problema del tetto salariale comunque potrebbe essere aggirato con alcuni escamotages:

Un’opzione - continua Grau - potrebbe essere quella di incrementare i ricavi, ed effettivamente è quello che rientra nel nostro piano strategico. Noi vogliamo tenere i migliori, ma ci sono delle priorità. Il desiderio del club è che il più forte giocatore del mondo e della storia resti. Mi piacerebbe poter tranquillizzare tutti i soci sotto questo punto di vista. Ma tutto va sempre fatto con buon senso.

Se il direttore esecutivo voleva tranquillizzare i tifosi del Barcellona, non è che ci sia riuscito poi così bene.

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