Ancelotti il poliglotta: "In allenamento? Parlo quattro lingue"

L'allenatore del Bayern Monaco racconta i metodi usati negli allenamenti: "Parlo un po' di tutto, il tedesco è sicuramente più difficile rispetto a quelle latine".

Carlo Ancelotti dirige la seduta di allenamento del Bayern Monaco

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Difficilmente Carlo Magno si impegnava per imparare cultura e, di conseguenza, lingua di tutti i paesi che conquistava e inseriva nel proprio impero. Ma quelli, è chiaro, erano altri tempi e ben altri contesti. Il "nuovo Carlo Magno", quello attuale e su sfondo calcistico che risponde al nome di Ancelotti, per essere così grande ha dovuto adattarsi ai nuovi mondi esplorati, fino a questo momento andandosene sempre da vincente. Ecco perché non sorprende, dunque, che l'attuale allenatore del Bayern Monaco abbia ormai una conoscenza approfondita di varie lingue, come impone il curriculum di un tecnico globalizzato come lui. Per lui, arrivato in Germania dopo le esperienze in Italia, a Parigi e Madrid, non è certo un problema comunicare con i calciatori di varie nazionalità che si trova sistematicamente in organico:

In allenamento parlo un sacco di lingue, ma la sessione cerco sempre di dirigerla in tedesco. Si tratta di una lingua molto complicata rispetto a quelle latine, perché la grammatica è completamente diversa. Quando non riesco a farmi capire passo all'inglese, poi con alcuni posso parlare in spagnolo e con altri ancora, come Vidal, Ribery, Rafinha e Coman, posso anche esprimermi in italiano. Diciamo che mischio e ogni giorno è una buona lezione per imparare una nuova lingua.

L'eredità di Guardiola

Nella lunga intervista rilasciata a ESPN, Carlo Ancelotti ha anche parlato del lavoro facilitato che ha dovuto svolgere una volta arrivato a Monaco, raccogliendo l'eredità di Pep Guardiola:

Ho trovato un club fantastico prima di tutto e una squadra con un'ottima preparazione. Credo che l'esperienza avuta da questi ragazzi con Guardiola li abbia aiutati a essere più forti nel possesso palla e nella transizione. Quindi ho trovato un gruppo pieno di qualità e non ho dovuto certo mettere in atto delle rivoluzioni. Mi sono limitato a seguire la linea tracciata da Pep, apportando dei cambiamenti come il gioco in verticale e gli schemi in fase di possesso.

La gara con il Lipsia

Nonostante qualche problemino che gli aveva fatto perdere la vetta della classifica in favore del Lipsia, con annesse critiche da parte dei media tedeschi, i risultati gli stanno dando ragione e il Bayern Monaco occupa stabilmente il primo posto. Decisiva la vittoria proprio sulla squadra della Red Bull nell'ultima partita del 2016:

È stata una partita importante per varie ragioni, in particolare perché fino a quel momento non abbiamo giocato così bene. Contro il Lipsia invece è stata la prima gara in cui siamo andati benissimo e contro un avversario che si era messo in mostra nella prima parte di stagione. Questo ci ha dato molta fiducia per il futuro.

Ora avanti verso nuove conquiste: Carlo Magno vuole continuare a riempire il suo impero di nuove bandiere.

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