Oro Nero: chi è passato dalla Coppa d'Africa al trionfo in Europa

Il Pallone d'Oro di Weah, la Champions League di Drogba e le finissime generazioni di Nigeria e Costa d'Avorio. Quando il campione identifica la sua Nazionale.

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La nomea che ha caratterizzato per anni il calcio africano, ovvero quella di un sistema di gioco disorganizzato e con pochi sprazzi di talento, ha lasciato spazio a quella di un trampolino di lancio, nonché di vetrina per vedere all'opera numerosi giocatori ormai radicati nell'immaginario collettivo. A contribuire a questa diffusione, però, sono stati in larga parte i giocatori che, prima di tutti, hanno sfondato nel panorama europeo e, allo stesso tempo, hanno impresso il proprio nome nella storia della Coppa d'Africa. Sono passati diversi anni, qualcuno è ancora in attività, ma l'impatto che hanno avuto al di fuori del proprio continente ha lasciato tutti a bocca aperta. Al punto da chiedersi se, effettivamente, fosse davvero il caso di continuare a sminuire l'Oro Nero del pallone.

George Weah

Facendo parte della Liberia, Nazionale che raramente si è distinta sotto il profilo della massima competizione continentale, è riuscito ugualmente a collezionare 5 presenze in Coppa d'Africa, due nel 1996 e tre nel 2002, più una nella Coppa dell'Africa Occidentale nel 1987. In Europa, però, non ha mai avuto bisogno di presentazioni: capocannoniere della Champions League 1994/1995, primo ed unico calciatore africano a vincere il Pallone d'Oro nel 1995 e campione nazionale sia con il Paris Saint-Germain, sia con il Milan. L'inserimento nel FIFA 100, l'elenco dei migliori giocatori di tutti i tempi secondo Pelé, certifica il grande contributo che Weah ha dato al mondo del calcio, prima di passare all'impegno politico dopo il suo ritiro.

Weah
George Weah al Milan, qui con Oliver Bierhoff

Didier Drogba

Con 24 presenze in Coppa d'Africa, è stato lo sfortunato trascinatore della Costa d'Avorio nelle due edizioni perse ai rigori. Nel 2006, contro i padroni di casa dell'Egitto, e nel 2012, nella clamorosa sconfitta di Libreville contro lo Zambia, Drogba ha sfiorato un successo che non è mai arrivato durante la sua permanenza in Nazionale. Nel 2015, infatti, non ha preso parte alla vittoriosa spedizione in Guinea Equatoriale. In compenso, la carriera nei club gli ha garantito un posto tra gli immortali: l'apice è stato raggiunto nel 2012, con il trionfo in Champions League. Il pareggio allo scadere ed il penalty decisivo nella serie contro il Bayern Monaco, all'Allianz Arena, hanno portato lui ed il Chelsea sul tetto d'Europa, dopo che un suo fallo da rigore nei tempi supplementari avrebbe potuto lasciare la coppa in Baviera, se Čech non avesse parato il tiro di Robben.

Drogba
Drogba si gode l'ovazione di Stamford Bridge

Samuel Eto'o

Vivo in Europa, ma dormo in Africa. Questa frase di Eto'o riassume ciò che ha rappresentato per il vertice del calcio europeo dal suo arrivo a Barcellona fino al doppio Triplete del 2009 con i blaugrana e del 2010 con l'Inter. Un trascinatore con pochi eguali nel Continente Nero, dimostrando tutto il suo talento già dagli anni del Mallorca, la squadra che gli ha dato la prima, vera chance dopo anni di sbiadite trafile madridiste. La sua esperienza in Coppa d'Africa è stata la miccia per l'esplosione in Europa: due successi nel 2000 e nel 2002, prima che i grandi club si accorgessero del suo strapotere in tutti i ruoli del reparto offensivo. Una costante, il suo dinamismo, che gli permetterà di vincere tre Champions League e diventare, con la sua cessione all'Anzhi, il primo di una lunga lista di giocatori strapagati dalle società orientali.

eto'o
Eto'o ha scritto la storia dell'Inter

Yaya e Kolo Touré

I due fratelli ivoriani hanno raccolto l'eredità di Drogba nel successo del 2015 contro il Ghana, ancora ai rigori. In Coppa d'Africa Yaya e Kolo, in realtà, hanno accumulato rispettivamente 5 e 3 presenze in più rispetto al centravanti, formando per anni una Nazionale che ha potuto contare su un giocatore per reparto di garantita esperienza internazionale. Il centrocampista del Manchester City, oltre ai successi nazionali in Inghilterra, Spagna e Grecia, è stato anche tra i protagonisti del primo Triplete del Barcellona nel 2009. Il difensore del Celtic, invece, ha fatto parte dell'Arsenal degli Invincibili nella stagione 2003/2004, conclusa senza nemmeno una sconfitta in campionato, prima di collezionare altri successi tra Premier e Coppe nazionali fino alla nuova avventura in Scozia.

Touré
Kolo e Yaya Touré durante un allenamento al Manchester City

Nwankwo Kanu

Tra le stelle della generazione d'oro nigeriana degli anni '90, ha fatto dell'esplosività e dell'imponente struttura fisica i suoi cavalli di battaglia. La sua esperienza in Coppa d'Africa ha attraversato il nuovo millennio, con 6 partecipazioni dal 2000 al 2010, ma è la fase in cui non è parso lo stesso giocatore dei primi anni di carriera. Ha esordito in Nazionale dopo la vittoria del 1994 in Tunisia, riuscendo comunque a portare a casa la medaglia d'oro nelle Olimpiadi di Atlanta, ma in Europa ha vinto quasi tutto: Champions League, Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale con l'Ajax nel 1995, al fianco del connazionale Finidi George, Coppa UEFA con l'Inter nel 1998. Si è congedato dal grande calcio nel 2004, quando ha lasciato l'Arsenal imbattuto per sposare le cause salvezza di WBA e Portsmouth, ma rimane il brillante palmarès.

Nwankwo Kanu
Kanu festeggia con Henry: è l'Arsenal degli Invincibili

Geremi

Il dominio del Camerun a cavallo tra gli anni '90 e gli anni duemila è stato attribuito all'atletismo della squadra, in particolare dei centrocampisti. Geremi ne ha incarnato lo spirito, vincendo la medaglia d'oro a Sydney e due edizioni della Coppa d'Africa nel 2000, edizione organizzata da Ghana e Nigeria, e nel 2002, in casa del Mali. Ai due trionfi si è poi aggiunta la finale persa nel 2008 in Ghana, contro l'Egitto, ma il suo ingresso nella Top 11 del torneo ha dimostrato ancora una volta di che pasta fosse fatto. Come se ce ne fosse ulteriormente bisogno: due Champions League negli stessi anni dei trionfi africani, vestendo la maglia dei Galácticos del Real Madrid, poi il trasferimento al Chelsea ed il ruolo di collante tra il passato e la nuova epopea Abramovich. Un giocatore da considerarsi tipicamente europeo anche nel peso all'interno della squadra.

Geremi Real Madrid
Geremi di forza con la maglia del Real Madrid

Michael Essien

A proposito di centrocampisti, anche l'esplosione del Ghana ha contribuito ad europeizzare il concetto calcistico africano. La partecipazione ai Mondiali del 2006 è la vetrina che Essien ha sfruttato nel momento migliore della sua carriera, consacrandosi come pedina fondamentale in una Nazionale che, nel giro di due edizioni della Coppa d'Africa, ha poi ottenuto un terzo posto nel torneo di casa del 2008 ed una finale persa nel 2010 in Angola. Non è mai arrivato il successo con le Black Stars, ma in Europa ha trovato nel Chelsea il viatico per la gloria. Arrivato dall'incontrastabile Lione dei primi anni duemila, ha presto raggiunto la stessa considerazione che aveva in Nazionale. Il trionfo del 2012 a Monaco di Baviera è stato il culmine della sua carriera, prima di qualche scampolo minore con Real Madrid e Milan.

Michael Essien
Essien e la Champions League: qui in posa con Malouda e Drogba

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