Real Madrid story: quel Capello-bis tra alcool e "mezzi attori"

Che annata quella targata 2006/2007 in casa Real Madrid. Nell'anno del Capello-bis fioccarono critiche e polemiche, tra fiumi di alcool e "mezzi attori".

0 condivisioni 0 commenti 5 stelle

di

Share

Madrid, stagione 2006-2007. Dopo un'annata disgraziata, segnata da due cambi in panchina e ben tre in presidenza, il Real Madrid - orfano di un Zinedine Zidane ritiratosi dopo i Mondiali del 2006 - ricomincia da Fabio Capello, che tanto bene fece appena dieci anni prima. Peccato però che per il tecnico italiano la situazione ambientale non fosse assolutamente delle migliori. Il mancato sostegno ricevuto da parte dei vertici del club di allora, nelle figure del presidente Ramon Calderon e del ds Predrag Mijatovic, portarono le due parti ad un addio repentino ma inevitabile, nonostante la Liga strappata agli eterni rivali del Barcellona.

Fiumi di alcool, dissidi economici e promesse stagionate

Una stagione piena di problematiche, quella vissuta da un Capello che compì un vero e proprio miracolo sportivo, viste le condizioni ambientali. Tra gli enormi malcontenti dello spogliatoio, Don Fabio riuscì a conquistare il trentesimo titolo nazionale di casa Real Madrid. Eppure gli imprevisti e le dispute erano all'ordine del giorno al Bernabeu: tra trattamenti economici assolutamente impari - basti pensare ad un Casillas capace di portare a casa un ingaggio da 9 milioni di euro, contro un Diego Lopez pagato "soltanto" 300mila euro - e "promesse di 31 anni", lo staff tecnico si ritrovò a gestire più gatte da pelare nel corso della stagione.

L'appellativo di "promessa trentunenne", per la cronaca, fu riservato a Guti dall'allora patron Calderon, e contribuì parecchio ad alimentare fino all'inverosimile le controversie in seno all'ambiente Blancos, senza contare la questione legata al consumo di alcool da parte di alcuni giocatori. Secondo le voci di corridoio dell'epoca, infatti, il tandem d'attacco formato da Ronaldo - il Fenomeno - e Robinho era solito presentarsi agli allenamenti alticcia, rasentando l'ubriachezza. Tale versione non è mai stata né confermata né smentita dalla dirigenza di allora. Tutt'ora, però, come accaduto nel corso dell'intervista rilasciata da Predrag Mijatovic a Radio Cadena Ser, non vengono celate tutte le difficoltà vissute nella gestione del gruppo che ha vissuto all'ombra del Santiago Bernabeu ormai dieci anni fa.

Su quella stagione posso dire soltanto che mi trovavo a rapportarmi con calciatori in condizioni non idonee a sostenere un allenamento.

Più chiaro di così. Come se non bastasse, nel corso della stagione Capello visse un rapporto abbastanza conflittuale con lo Spice Boy David Beckham, finito dapprima fuori rosa - salvo poi essere reintegrato - e definito un "mezzo attore".

I meriti di Don Fabio

Nonostante tutti i problemi vissuti, come detto Capello riuscì a far quadrare il cerchio, portando a casa il titolo di campioni di Spagna dopo un serratissimo duello con il Barcellona di Frank Rijkaard, terminato secondo a pari punti con i Galacticos. L'impresa compiuta da Capello assume dunque proporzioni ancora più clamorose se rapportate a tutti i problemi vissuti in un ambiente, quale quello del Real dell'epoca, poco propenso ad abbracciare un'etica del lavoro come quella portata avanti dal tecnico italiano, che riuscì a bissare il successo ottenuto dieci anni prima lasciando un segno indelebile nel cuore di tutti i tifosi madridisti.

Share

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.