Eurolega - Fener-EA7, Top & Flop: Nunnally killer, Kalnietis ritrovato

Nonostante un'ottima prestazione, con volto totalmente diverso rispetto agli ultimi due mesi, l'EA7 cade per la 9° volta consecutiva: decisivo l'ex Avellino.

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Alla fine a prevalere è il rammarico, di fronte alla miglior gara giocata negli ultimi due mesi e in un match in cui l'EA7, contro una corazzata con qualche difficoltà di troppo come il Fenerbahçe, avrebbe meritato qualcosa in più. L'86-79 finale della Ulker Sports Arena di Istanbul, volto a premiare gli uomini di Obradovic, non rende totalmente giustizia ad un'Olimpia combattiva e dalla faccia finalmente diversa rispetto a quella spenta delle ultime settimane: l'anno nuovo, per la squadra di Repesa, inizia con la nona sconfitta consecutiva in un'Eurolega sempre più complicata. Eppure, gli aspetti positivi di una partita decisa solo in volata da una tripla di Nunnally restano davvero tanti, in una "prima" del 2017 da tenere come punto di (ri)partenza sotto l'aspetto dell'atteggiamento e della buona pallacanestro giocata: andiamo a vedere insieme i Top e i Flop relativi alla gara di ieri.

Top

Gigi Datome
Gigi Datome, grande protagonista ieri

Mantas Kalnietis - Da quasi sicuro partente, con tante voci su un suo possibile addio susseguitesi dopo la sconfitta in casa del Galatasaray, ad uno degli elementi più positivi in casa milanese in parte delle ultime uscite. Primo tempo spaziale da 18 punti (20 finali, con 4/5 da 3) a tenere pienamente in partita un'Olimpia capace di giocarsela alla pari per 40 minuti, di fronte ad una ripresa più anonima ma comunque positiva dal punto di vista della gestione dei possessi. Una sola palla persa nell'intero match e 23 di valutazione finale. Ad Istanbul, con la maglia del Gala, avrebbe potuto terminare la stagione. Da lì, invece, Kalnietis e i suoi ripartiranno, con il miglior volto possibile da mostrare d'ora in poi in ogni gara disputata in stagione.

Il duo Nunnally-Datome - Della crescita dell'ex Avellino avevamo parlato proprio prima della palla a due: e sfortunatamente per l'EA7, dati, statistiche e campo non hanno mentito. Semplicemente "killer" del match, caldissimo dall'arco dei 3 punti (4/6 complessivo, per 19 punti e 23 di valutazione) e capace di piazzare la tripla decisiva per chiudere la gara a 33 secondi dal termine: un giocatore con convinzione e fiducia totalmente opposte rispetto all'eccessiva timidezza mostrata a inizio stagione, affiancato ieri da un Datome mai così positivo sinora in queste prime 16 gare di Eurolega. 17 punti al termine e giocate da urlo, per Gigi, tra lay-up rovesciati sulla linea di fondo, tiri forzati a bersaglio e la conclusione in fade-away come classico marchio di fabbrica: in una parola, ritrovato. Anche a livello realizzativo.

Olimpia Milano - La domanda che sorge spontanea è: dov'è stata, questa squadra, negli ultimi due mesi? Difficile, se non impossibile, poter rispondere ad un quesito simile: il paragone a livello di identità è molto simile a quello tra Dr.Jekyll & Mr.Hyde, con un'Olimpia totalmente diversa e ben più convincente rispetto al deludente gruppo visto nelle ultime uscite. Mai mentalmente fuori dalla partita, capace anche di reagire ad ogni piccolo momento di difficoltà e di proporre finalmente anche una bella pallacanestro a sprazzi, ritrovando segnali positivi anche da elementi sinora deludenti come Raduljica (12 punti e 16 di valutazione) e Hickman (15 con 3/6 da 3). Lucida e solida, non ancora concreta al 100% per spuntarla in un finale in cui una sola disattenzione è costata cara: il rammarico per troppe gare senza l'atteggiamento giusto ed il mancato successo, tra ferri della Ulker Sports Arena poco accoglienti nel finale con un pizzico di sfortuna sulle conclusioni milanesi, inevitabilmente c'è. Ma la gara di ieri può e deve rappresentare la svolta stagionale per gli uomini di Repesa. 

Flop

James Nunnally
La mancata difesa su Nunnally, per la tripla decisiva, è costata cara all'EA7

Tiri liberi - Dato emblematico, nonché identico per ambo le squadre: dalla linea della carità, 8/14 per entrambe le squadre con una percentuale del 57,1% ben lontana da standard positivi per il massimo livello europeo. In casa Olimpia, in particolare, a pesare sono stati gli errori di McLean (2/5) e Raduljica (2/4), normalmente più che affidabili dalla lunetta: punti in meno che, in una gara tirata come quella di ieri, avrebbero certamente potuto portare l'EA7 in condizioni diverse all'interno dell'ultimo minuto di gioco. L'ex Alba Berlino e il centrone serbo viaggiano, abitualmente e rispettivamente, al 74 e 79.4% ai liberi: percentuali che tuttavia ieri, con qualche imprecisione di troppo, non sono state rispettate, influendo parzialmente sul risultato finale. 

Krunoslav Simon - Doverosa considerazione: il croato rientrava da uno stop di un paio di settimane, vittima di problemi alla schiena, e le sue condizioni non potevano certamente essere ottimali. Eppure uno dei grandi protagonisti del Triplete milanese tra Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa ha mostrato ancora troppo nervosismo ieri sul parquet, commettendo tre falli consecutivi nel giro di pochi secondi contro Datome e non entrando mai offensivamente in partita. Un suo maggior apporto, da questo punto di vista, avrebbe certamente aiutato non poco l'Olimpia nel possedere un indiscutibile leader realizzativo in più contro un avversario di grande valore: l'augurio per l'EA7 è che per rivederlo al top serva ancora poco.

L'ultima difesa EA7 - Kalinic inizialmente ben chiuso sulla linea di fondo dalla difesa milanese, poi uno spiraglio mortale che si apre, perfetto per trovare la linea di passaggio giusta ed innescare la tripla-partita di Nunnally. Proprio nel momento decisivo, l'errore della squadra di Repesa è stato concedere troppo spazio ad un giocatore particolarmente caldo nella gara di ieri, lasciando spazio dal perimetro ad un Fener da 10/19 ieri nel tiro da 3 punti. In aggiunta a qualche palla persa banale, con punti facili regalati ad Udoh, una delle poche macchie su una prestazione tanto positiva quanto, alla fine, sfortunata, incapace di regalare all'Olimpia un ritorno al sorriso quantomai desiderato.

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