Il turno di FA Cup più lungo della storia: 66 giorni e 261 rinvii

Il 5 gennaio del 1963, nell'inverno britannico più freddo del secolo, cominciava un terzo round di FA Cup destinato a durare più di due mesi a del causa maltempo.

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Quando il calcio non era ancora a conoscenza di metodi efficaci per proteggere i terreni di gioco dal maltempo, in Inghilterra il rischio di vedere partite rinviate durante i weekend di football invernali erano una formalità più che una rarità. Con l'ennesimo terzo turno di FA Cup pronto a cominciare (qui il programma su Fox Sports), come da tradizione, nel primo weekend di gennaio, è impossibile non ricordare quel round del 1963 programmato per il 5 gennaio e destinato a durare la bellezza di 66 giorni. Sì, 66 giorni. 

Il Regno Unito attraversava quello che viene tuttora riconosciuto come l'inverno più freddo degli ultimi 250 anni, e nonostante l'ottimismo di giocatori e dirigenti, quel pomeriggio vide disputarsi soltanto 3 delle 32 partite in programma a causa delle impressionanti nevicate e del gelo che avevano reso totalmente impraticabili tutti i campi dell'isola. Lincoln-Coventry, per esempio, fu rinviata per ben 15 volte prima di essere giocata ufficialmente, mentre 14 delle rimanenti partite furono rinviate tra le 10 e le 13 volte. 

Una delle società più colpite fu senza dubbio il Bolton, che tra la vittoria dell'8 dicembre 1962 contro il Tottenham e la sconfitta del 16 febbraio 1963 contro l'Arsenal non giocò nessuna delle partite in programma. Nessuna. L'ondata artica aveva colpito l'isola solo qualche giorno prima di Natale, tanto che già nel turno di First Division in programma il 22 dicembre, 18 partite furono rinviate e 8 abbandonate poco dopo il fischio d'inizio. 

Per farsi solo un'idea di quanto fossero terribili le condizioni atmosferiche in quelle settimane, basti pensare che la quasi totalità del paese era ricoperta da circa un metro di neve e che il Tamigi si era totalmente ghiacciato tanto da diventare, in alcuni casi, una pista ciclabile o all'occorrenza una scorciatoia per gli automobilisti che volevano evitare il traffico. 

Per quanto riguarda il calcio, invece, molte società ancora non avevano installato nei propri stadi i fari per illuminare i terreni di gioco, e i moderni metodi di riscaldamento dei campi non esistevano: in molti casi si improvvisava riempendo il campo di fusti nei quali si buttava qualsiasi cosa fosse infiammabile e potesse riscaldare il terreno. A Norwich il club provò addirittura ad utilizzare i lanciafiamme, senza ottenere ovviamente l'effetto sperato. 

Insomma, le società non erano semplicemente preparate a un evento di tale portata. Il Wrexham, pur di giocare il proprio turno, ripulì il campo dalla neve e sulla lastra di ghiaccio che si era formata sul campo versò più di 80 barili di sabbia. In questa maniera riuscì a giocare la partita in programma contro il Liverpool appena tre giorni dopo in un terreno di gioco molto più simile a una spiaggia che a un campo da calcio. Perderanno 0-3. 

Come tutte le storie, anche questa arriverà a una conclusione. L'11 di marzo del 1963, esattamente 66 giorni dopo la data prestabilita, si giocò all'Ayresome Park un avvincente Middlesbrough-Blackburn Rovers che vide i padroni di casa non solo vincere con il risultato di 3-1, ma mettere anche la parola fine a quello che verrà ricordato per sempre come il turno di FA Cup più lungo della storia. 

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