Chelsea, ecco perché fino a poco fa Pedro era per tutti “Pedrito”

La scelta del nomignolo non era stata dell'ex calciatore del Barcellona, ma del suo allenatore nella selezione C dei catalani il giorno del suo arrivo da 17enne.

Pedro Rodríguez ai tempi del Barcellona

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Per tutti ora è Pedro Rodríguez, attaccante spagnolo del Chelsea di Antonio Conte e della nazionale spagnola. Fino a poco tempo fa, però, quel giocatore era semplicemente "Pedrito", l'ennesimo prodotto della cantera del Barcellona, che proprio in maglia blaugrana era riuscito ad affermarsi ad alti livelli prima di salutare, due anni fa, per trasferirsi a Londra.

I record al Barça

In Catalogna ha trascorso otto stagioni (considerando solo la prima squadra), vincendo tutto quello che c'era da vincere e ritagliandosi quasi sempre il ruolo di protagonista. Lo conferma anche il suo personalissimo record, che nel 2009 lo ha visto a segno in tutte e sei le competizioni alle quali ha partecipato il Barcellona (Liga, Champions League, Copa del Rey, Supercoppa di Spagna, Supercoppa europea e Mondiale per club), primo giocatore nella storia a riuscirci in una singola stagione. Il piccolo Pedro, insomma, si è tolto molte soddisfazioni dal giorno del suo debutto del 12 gennaio 2008, una partita di Liga al Camp Nou contro il Murcia, quando Franck Rijkaard lo mandò in campo a un minuto dalla fine al posto di Samuel Eto'o. In quell'occasione il nome scritto sulla sua maglia era proprio Pedrito, ma quello che non tutti sanno è che quel vezzeggiativo che si porta dietro ancora oggi non è nato da una sua scelta. 

L'origine del nome

Il giovane nato a Tenerife venne acquistato nella Cantera blaugrana da giovane promessa 17enne del CD San Isidro e mandato a giocare nell'ormai scomparso Barcellona C, trovando in quella stessa squadra Víctor Sánchez, Jeffren Suárez e, soprattutto, Pedro García. Proprio quest'ultimo, attaccante tre anni più grande di lui e già da tre mesi in quel gruppo, è la reale causa di quel nomignolo. Meglio non avere due Pedro in squadra, hanno pensato i dirigenti dell'epoca. Così, per evitare confusione, per tutti quel ragazzino classe 1987 appena arrivato venne soprannominato Pedrito in nome dell'anzianità del suo nuovo compagno. Qualche anno più tardi, dopo essere entrato in pianta stabile nella prima squadra del Barcellona, il nome sulla maglia è tornato quello originale, anche perché l'altro Pedro, García, ha avuto decisamente meno fortuna: ora gioca a casa sua, nella Montañesa, un club di Terza Divisione del quale è anche segretario tecnico. C'è da scommetterci: se avesse saputo come sarebbe andata in futuro, probabilmente avrebbe chiesto di prendersi lui quel soprannome fortunato, nonostante quei tre anni in più.

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