Premier League, il segreto di Conte al Chelsea: "Parla solo inglese"

L'inglese è importante, lo sa bene Conte che grazie alla lingua ha cementato il suo rapporto col Chelsea. Una storia di vittorie, aspettando il Tottenham.

Antonio Conte

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La lingua del calcio è universale. Per parlarla fluentemente, però, bisogna avere un rapporto molto stretto col pallone. Questione di feeling insomma, un po' come tra il Chelsea e Antonio Conte. Un uomo già divenuto idolo nel regno di Coban. Perché le 13 vittorie consecutive in Premier League non sono affatto frutto del caso. E il segreto di questa striscia positiva parte da lontano, proprio dalla lingua. Sì, dall'inglese: il primo elemento sul quale l'ex ct dell'Italia ha voluto puntare forte. E a rivelarlo è Michael Emenalo, direttore tecnico dei Blues, intervistato dal noto esperto di mercato Gianluca Di Marzio.

La società all'inizio gli ha dato la possibilità di parlare in italiano, sia in pubblico che in provato. Ma qui viene il bello: Antonio ha voluto parlare subito inglese, dal primo giorno. E il gruppo si è subito cementato. I giocatori lo amano, come lo amiamo noi. Sì, c'è la possibilità che rimanga qua per sempre, ci speriamo, è davvero molto bravo

Futuro

For ever. Già, per sempre. E visti i risultati sin qui ottenuti, perché mai il rapporto tra Antonio e il Chelsea dovrebbe terminare? Questa sera, però, Pochettino proverà ad interrompere la magica striscia dell'amico italiano. Sì, amici: perché Conte, prima dell'Europeo, andò proprio a trovare l'allenatore spagnolo nel ritiro degli Spurs. Per conoscere la nuova realtà, e per approcciarsi a quell'inglese che ora parla così bene. A differenza di tanti suoi colleghi in Inghilterra, come lo stesso Pochettino: che al tempo del Southampton non era solito adoperare l'inglese per comunicare con la squadra.

Antonio Conte, al lavoro nell'ultima partita contro lo Stoke City

Intanto Emenalo, senza giri di parole, ha rivelato come il Chelsea abbia convinto Conte ad accettare la nuova avventura:

La scelta di Conte è stata meno difficile del riuscire a prenderlo. Era il ct dell'Italia, un paese che ama il calcio. Eravamo rimasti impressionati quando lo abbiamo incontrato contro la Juventus. Lui ha portato non solo grande preparazione tattica, ma anche di approccio alla partita.

Obbiettivi

Sì, la Premier League. Nessuno a Londra si nasconde dietro un dito. Oggi il Chelsea può dare il là alla fuga: se batte il Tottenham, Conte scappa a +8 dal Liverpool. E a quel punto la corona inglese sarebbe lì, pronta per cadere sulla testa di Antonio.

È stato Antonio stesso a parlare di vittoria del titolo, d'altronde non sarebbe un manager di fama mondiale se dicesse 'No, sono semplicemente venuto per essere competitivo, non per vincere'. In fondo veniamo da un decimo posto e ci sono tanti aspetti in cui migliorare. Penso che senza avere un pensiero fisso e definito, siamo tutti consapevoli che se le cose vanno nel verso giusto avremo ottime chance: non abbiamo ancora vinto nulla, ma sappiamo di essere competitivi e di trovarci nell'esatta posizione in cui volevamo essere. Lì, davanti a tutti.

E ora sono tutti gelosi. Lo ha ammesso proprio Antonio Conte, nel corso della conferenza stampa della partita contro gli Spurs. Una gara che l'italiano avrà preparato alla perfezione. Dando fiducia all'ormai proverbiale 3-4-3: con Diego Costa, Hazard e Willian a spaventare la porta difesa da Lloris. Grazie ai consigli di un allenatore molto bravo, che potrà rimanere a Londra per sempre: parola del Chelsea.

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