Premier League, la classifica dei marcatori: Diego Costa non molla

Nella classifica dei marcatori della Premier League, pur avendo saltato un turno per squalifica, Diego Costa rimane in vetta davanti a Ibrahimovic e Alexis Sanchez.

Costa

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Qualcuno dice che la sua rinascita è il segreto di Antonio Conte. Di sicuro ne è il braccio armato – o meglio il piede – in campo. Diego Costa, in questo primo scorcio di stagione, ha già segnato più gol che nell’intero 2015-16: con 14 contro 12 è in testa alla classifica dei marcatori della Premier League ed è avviato a battere il suo primato di reti con la maglia del Chelsea, 20 nel 2014-15, quando arrivò al titolo con José Mourinho in panchina.

I 27 gol nel mirino

E poi, chissà, se mantenesse l’impressionante regolarità mostrata fin qui, l’ispano brasiliano potrebbe anche puntare a battere il suo record di reti stagionali, quei 27 gol segnati con la maglia dell’Atletico Madrid nel 2013-14. Del resto Diego ha 28 anni, l’età in cui un giocatore dà il meglio di sé, come diceva l’avvocato Agnelli, uno che il calcio lo conosceva molto bene.

Una regolarità inesorabile

Conte ha indubbiamente il merito di aver trasformato Diego Costa in un robocop del gol, uno che la butta dentro quasi sempre: nessuno dei suoi rivali nella classifica dei bomber di Premier League è andato a rete in 13 partite come lui. E se è vero, per contro, che Sergio Agüero e Harry Kane hanno una media-gol migliore, è anche vero che, pur avendo giocato 4 match meno di Costa a causa di squalifiche e infortuni, entrambi hanno trascorso più partite a bocca asciutta: 7 contro le 5 del centravanti del Chelsea. Una regolarità inesorabile, quella di Diego, che dà fiducia a tutta la squadra.

La classifica dei marcatori

La rivincita di Ibrahimovic

In attesa che si completi il primo turno di Premier League del 2017, Zlatan Ibrahimovic si gode il secondo posto solitario fra i marcatori della Premier League e lo fa a modo suo, prendendosi le sue rivincite, senza peli sulla lingua: 9 gol nelle ultime 9 partite giocate dovrebbero bastare a chi diceva che non era un attaccante degno del campionato inglese. E, con lui, anche il Manchester United torna a sorridere.

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